Le Rubriche di PiacenzaSera - Camminate piacentine

Fatica e bellezza per duecento nello splendido isolamento della Val Boreca fotogallery

Affrontare la Val Boreca significa accogliere i contrasti senza opporre resistenza. La fatica della salita (e della discesa) dai ripidi pendii per conquistare lo splendore del cielo o il brivido dell’acqua gelida del torrente che scorre in fondo alla gola. L’azzurro turchese contro il verde smeraldo che saturano a gara la vista. L’isolamento dal mondo circostante, e anche la salutare disconnessione digitale, quando si percorrono i boschi immersi nel silenzio contro l’affabilità e la rumorosa accoglienza degli abitanti nei paesi in festa. E’ tutto questo che consente di scoprire per un giorno all’anno la Mangialonga del Postino, l’escursione giunta alla sua seconda edizione, sulle tracce del portalettere lungo i sentieri che uniscono i piccoli paesi aggrappati alle pareti scoscese dei monti più occidentali della provincia di Piacenza.

La seconda Mangialonga del Postino

Sabato 22 giugno poco più di duecento persone hanno preso parte alla camminata – circa 18 km e mille metri di dislivello – accompagnata dalle tappe gastronomiche nel cuore della nostra “finisterre”, posto unico perchè la sensazione che oltre le cime che la cingono possa esserci davvero la fine del mondo si fa sempre più presente ogni volta che ci si arriva. La Val Boreca è una piccola valle chiusa, luogo al tempo stesso remoto e crocevia con una lunga tradizione di incontri e di sintesi di culture diverse, quelle delle quattro province e di altrettante regioni. E’ con questo spirito che è stata organizzata anche l’edizione di quest’anno, ancora una volta incorniciata da una splendida giornata di inizio estate, con alcune novità rispetto al 2023. E’ stato infatti invertito il senso del percorso: gli esperti della storia del postino sostengono che quello proposto il 22 giugno sia stato il “vero” percorso coperto ogni giorno, in qualsiasi condizione meteo, da questa figura che potrebbe trascendere nel mito. Il giro del postino era nel secolo scorso la strada comunale percorsa a piedi dal portalettere residente nel paese di Belnome, che tutti i giorni, dopo aver ritirato la posta ad Ottone la sera prima, raggiungeva i paesi di Artana, Bogli, Suzzi e Pizzonero, recapitando agli abitanti le lettere che arrivavano anche dalle Americhe, dove molti dei loro familiari erano emigrati. Gli ultimi due postini sono stati fratelli Rebolini di Belnome.

La seconda Mangialonga del Postino

IL GIRO – Dalle 9 circa partenza da Artana, con il primo caffè e una generosa razione di focaccia, da affrontare c’è la prima discesa, forse la più ripida fino al doppio ponte sul Boreca che incrocia la strada di collegamento con Belnome. Subentra una salita impegnativa lungo i tornanti fino al paese dove ai partecipanti è stato offerto il primo panino accompagnato da un bicchiere di vino. Sentiero ancora in ascesa nell’ombra dei boschi fino a Pizzonero, dove ad attendere gli escursionisti c’è il suono dei pifferi con Fausto Franchini all’Accordéon e la dolce Anaïs Rio con le danze all’ombra del celebre ippocastano. Da Pizzonero a Suzzi è un falsopiano senza strappi eccessivi, l’accoglienza nella frazione di Ottone è festosa come in tutti gli altri posti ristoro con tanti volontari delle piccole comunità al lavoro per garantire la buona riuscita della manifestazione. Si riparte di nuovo in picchiata fino all’angolo incantato delle cascate del mulino sul Boreca: acqua da brividi ma tonificante per chi ha avuto il coraggio di tuffarsi. Da lì si costeggia per un breve tratto il corso del torrente fino ad attraversarlo lungo un guado di sassi e il sentiero si inerpica per l’interminabile salita su pietre e lungo tornanti fino a Bogli, il paese natale di Arturo Toscanini. Nuova sosta gastronomica all’interno del centro civico e per chiudere l’anello c’è da raggiungere di nuovo Artana lungo un costante saliscendi in mezzo ai boschi. Ad attendere i partecipanti una pasta e fagioli offerta come cena e degno epilogo della Mangialonga, quando cala la sera dopo la lunghissima giornata di luce, e anche la colonnina del termometro.

Soddisfatti gli organizzatori anche per l’esito di questa seconda edizione, Paolo Zanardi annuncia che la terza edizione è già in fase di ideazione e riserverà alcune novità nel percorso, si sta infatti pensando di utilizzare il sentiero delle Carbonaie, una variante dell’anello del postino. Un ringraziamento a tutti i volontari e alla Croce Rossa che hanno operato per rendere piacevole anche questa edizione.

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