Un “nuovo” Polisportivo è di interesse pubblico: ok in consiglio. Le minoranze non partecipano
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Il progetto di riqualificazione del Polisportivo Franzanti è di “interesse pubblico”: la proposta da 25 milioni di euro, fondata sul cosiddetto partenariato tra un soggetto privato e l’ente pubblico, ha ottenuto a maggioranza in consiglio comunale il “bollino” che consente di proseguire l’iter e dovrà portare a un progetto esecutivo e successivamente ai lavori. Dopo una discussione a tratti ruvida, condizionata dallo scontro sullo scarso tempo a disposizione in commissione per l’analisi della complessa pratica, le minoranze hanno deciso di non partecipare al voto (astenuto invece Filiberto Putzu dei Liberali), sottolineando tuttavia di condividere la strada individuata dall’amministrazione di una collaborazione paritetica col privato.
Ad aver ottenuto “l’interesse pubblico” è il progetto di riqualificazione del Franzanti (struttura risalente agli anni ’60) che prevede la creazione di un moderno centro polifunzionale, dove sport e altre attività connesse coesisteranno, sulla base della proposta presentata all’amministrazione da Glaukos, società di San Martino Buon Albergo (Verona) dell’ex campione di nuoto Fabrizio Rampazzo. La formula è quella “mista” del partenariato pubblico-privato che concede la gestione degli impianti per 30 anni a fronte dei lavori di ristrutturazione. L’investimento economico, che sfiora i 25 milioni di euro, è diviso sostanzialmente a metà tra ente pubblico (il 49% del totale) e privato (51%). I lavori dovrebbero durare circa due anni, più 9 mesi circa per la progettazione.

Il sindaco Katia Tarasconi ha giustificato in aula la decisione dell’amministrazione di perseguire la forma di collaborazione col privato per rilanciare il complesso sportivo: “Quando si sceglie la strada del partenariato pubblico-privato, come in questo caso, spetta alle imprese avanzare una proposta ai comuni e così è avvenuto. Abbiamo avuto due interlocutori, e su una delle due proposte il Comune ha chiarito fin da subito che non era in grado di sostenere i costi, pertanto oggi abbiamo presentato soltanto una proposta agli atti, quella illustrata in aula. La scelta di questo operatore economico è collegata all’utilizzo di un decreto legislativo (Decreto 38 del 2021) che snellisce le procedure a vantaggio degli enti locali, dando la possibilità di istituire un iter specifico che comprende l’espressione dell’interesse pubblico. Quella di oggi è una decisione preliminare sul progetto che tornerà in consiglio comunale nella forma di variazione di bilancio e di opera inserita nel piano triennale delle opere pubbliche. Scatta ora un seconda fase di analisi della proposta di riqualificazione che andrà corredata da piano economico finanziario aggiornato nei tassi del credito sportivo”.
E di fronte alle rimostranze della minoranza sulla compressione dei tempi del confronto sui contenuti del progetto, ha assunto toni dialoganti: “Mi rendo conto che c’è stato poco tempo, tuttavia per fare questo tipo di intervento dobbiamo partecipare a un bando della Regione Emilia Romagna che richiede uno stato di progettazione più avanzata di quella che abbiamo. Pertanto è importante stabilire l’interesse pubblico sull’opera per procedere. Mi scuso con la minoranza ma non c’era la volontà di sottrarre tempo al confronto in commissione. Il progetto non risolverà tutti i problemi dello sport piacentino, ma offrirà molte risposte strutturali come nel caso della pallanuoto e della ginnastica artistica. E’ importante che ci sia un soggetto privato che intenda investire su un nuovo polo con servizi non solo sportivi”. Nel progetto di Glaukos sono previste infatti attività complementari da affiancare a quelle sportive nella direzione di aggiungere intrattenimento e servizi per la comunità, come un centro medico e un asilo. Inoltre è prevista la copertura della piscina olimpionica tramite un sistema pressostatico in grado di garantire la fruizione sia in estate che in inverno.
L’assessore allo sport Madio Dadati ha fornito alcune spiegazioni sul progetto di riqualificazione dopo le domande dei consiglieri: “A fianco della piscina olimpionica è prevista una tribuna prefabbricata con la possibilità di espansione, ci saranno comunque tre mesi di tempo per approfondire tutti gli aspetti tecnici e migliorativi del progetto”. Quanto al saldo complessivo degli spazi acqua, Dadati ha confermato l’intenzione di destinare la piscina Raffalda ad altro impianto sportivo, e nel complesso ci saranno più metri quadrati a disposizione dei nuotatori. “Gli spazi acqua allo stato attuale – ha precisato – con Raffalda 18 metri per 25 e il polisportivo 15 per 25, sono complessivamente 33 per 25 metri, mentre quando sarà finito il progetto passeremo a complessivi 50 per 25 metri”. Sull’investimento del 49% di competenza pubblica (il restante 51 sarà a carico del privato), ha chiarito che “questa è la quota minima calcolata per rendere sostenibile e in equilibrio il piano economico finanziario”.
LA DISCUSSIONE – La consigliera Sara Soresi ha fatto osservare: “Quello che non mi convince è il tipo di progetto presentato e le modalità con cui è stato presentato, venerdì abbiamo appreso che esiste una seconda proposta che non è stata illustrata. La proposta di Glaukos è in parte incompleta in varie parti”. Secondo la capogruppo di Fratelli d’Italia, che ha avanzato dubbi anche sulla bancabilità del piano, manca l’equilibrio economico finanziario. Sulla copertura pressostatica, ha parlato di “soluzione poco innovativa, esteticamente brutta”. “Poi ci è stata comunicata l’intenzione di eliminare – ha aggiunto – i 25 metri della piscina Raffalda, uno spazio di acqua che viene perduto per la città. Questa proposta non è adeguata per riqualificare gli impianti del polisportivo Franzanti, mi sembra un’operazione affrettata a poco chiara”.
Luigi Rabuffi (Alternativa per Piacenza) ha posto il tema delle dimensioni finanziarie dell’operazione di partenariato pubblico e privato, sollevando diverse perplessità: “Perchè il Comune di Piacenza accetta un’esposizione economica così ampia con la copertura del 49% dei costi? Inoltre nel piano non sono riuscito a trovare l’utile del concessionario, non si capisce quanto sono rilevanti le garanzie fideiussorie per il privato. In tutto questo progetto c’è il convitato di pietra della piscina Raffalda che non sarà più un impianto natatorio quando sarà concluso il nuovo polisportivo, il mio auspicio è che ci sia un confronto con il comitato per la difesa di quella piscina”.
Barbara Mazza (civica di centrodestra) ha affermato che “non si può non essere d’accordo con una riqualificazione del Polisportivo”, ma ha chiesto informazioni sul consumo di suolo del nuovo progetto. “Sarebbe stato interessante avere avuto un maggiore supporto tecnico per comprendere le caratteristiche di quella presentata è la soluzione migliore”. Luca Zandonella (Lega) si è unito al coro di lamentele per l’esiguo tempo concesso durante le commissioni congiunte di giovedì scorso per l’esame della pratica del nuovo polisportivo. Sulla stessa linea anche Patrizia Barbieri (civica centrodestra), che ha sottolineato come non ci siano gli elementi e il tempo sufficiente per valutare l’interesse pubblico del progetto, e Stefano Cugini (Alternativa per Piacenza), che ha accusato la giunta di “democratura” per la compressione dei tempi della discussione. Zandonella ha posto inoltre un interrogativo sul futuro della piscina Raffalda: “A quali discipline sportive verrà dedicata la nuova struttura annunciata dall’assessore?”. Dalla maggioranza Caterina Pagani (Piacenza Oltre) ha ricordato che nel mandato dell’amministrazione era presente il tema della riqualificazione degli impianti sportivi: “Un’operazione che il Comune da solo non si sarebbe mai potuto permettere, solo con la collaborazione dei privati si potrà riuscire a mantenere un servizio pubblico. Arrivare a una soluzione che prevede un potenziamento degli impianti con l’aggiunta di alcuni servizi oggi assenti è importante per la nostra città”.
“Sono favorevole al rifacimento del Polisportivo, non è più procrastinabile un intervento – ha affermato Massimo Trespidi (civica di centrodestra) -, così come sono favorevole alla prospettiva di un accordo tra pubblico e privato, il Comune da solo può far fronte ai costi. C’è un interesse nei confronti della struttura di via Gorra che ha spinto a privati a farsi avanti. Ma si confonde l’interesse pubblico, ovvero l’esigenza di intervenire, con l’interesse riguardo a questa proposta. Sono rimasto infastidito nel ricevere per mail venerdì una seconda proposta di una società che non so nemmeno chi sia, alternativa a quella illustrata dall’assessore. Di quest’ultima condivido alcune scelte, quella di costruire un asilo, poi c’è un rischio di impresa che va riconosciuto. Se il centrodestra fosse stato al governo della città avrebbe fatto la stessa scelta. Soltanto l’imperizia politica della maggioranza, col comportamento tenuto in commissione, ha portato allo scontro”. Il capogruppo del Pd Andrea Fossati ha precisato che il rilancio del Polisportivo è tra gli obiettivi dell’amministrazione: “E’ tuttavia impensabile che il pubblico possa accollarsi da solo un progetto di questo tipo, pertanto siamo soddisfatti di portare la proposta presentata da un importante soggetto privato all’attenzione dell’assemblea per esprimere l’interesse pubblico”.





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