Più di mille incidenti sulle strade piacentine nel 2023, calano quelli mortali
Calano i morti sulle strade di Piacenza, nonostante siano in aumento gli incidenti (+3,3 %) e i feriti. Istat ha aggiornato i dati sugli incidenti stradali con lesioni a persone relativi al 2023: nella nostra provincia i decessi riconducibili a sinistri stradali sono stati 21 (erano 26 nel 2022), i feriti 1.356 (contro i 1.338 dell’anno prima) e il totale degli incidenti ha raggiunto quota 1.076 (a fronte dei 1.041 del 2022). Se guardiamo al capoluogo, nel 2023 si sono registrati 557 incidenti con 668 feriti e un solo deceduto. GUARDA I DATI
In base ai dati Aci-Istat, nel 2023, sulle strade italiane, si sono registrati complessivamente 166.525 incidenti con lesioni a persone (165.889 nel 2022, +0,4%; 172.183 nel 2019, -3,3%), che hanno causato 3.039 decessi (3.159 nel 2022, -3,8%; 3.173 nel 2019, -4,2%) e 224.634 feriti (223.475 nel 2022, +0,5%; 241.384 nel 2019, -6,9%). In media, rispettivamente, 456 incidenti, 8,3 morti e 615 feriti ogni giorno.
Complessivamente sono in diminuzione in Emilia-Romagna i morti sulle strade, ma la nostra regione rimane una delle zone d’Italia dove si muore di più: nel 2023 ci sono stati 16.809 incidenti, in crescita rispetto al 2022 quando furono 16.679. I morti sono stati 279, contro i 311 del 2022. Si registrano 6,26 morti ogni 100mila abitanti, un dato significativamente superiore alla media nazionale. La provincia di Bologna è quella dove si muore di più: ci sono stati 77 morti (7,56 ogni 100mila abitanti) con una differenza molto netta fra il capoluogo (22 morti, 5,37 ogni 100mila abitanti) e il resto della provincia dove il dato dell’incidenza sale a 8,91. Molto alta la mortalità anche a Piacenza (21; 7,35), Modena (51; 7,21) e Ravenna (28; 7,23) e Ferrara (22; 6,47), mentre le province con un tasso di mortalità più contenuto sono Parma (24; 5,28) Forlì-Cesena (19; 4,83), Parma (24; 5,28) e Rimini (11; 3,23).
Le statistiche provinciali – elaborate da Aci e Istat – mostrano, nel 2023, un lieve miglioramento nel numero delle vittime. Aumentano, invece, seppure in misura contenuta, incidenti e feriti. Rispetto al 2019 – anno scelto come riferimento per l’obiettivo 2030, fissato dalla Commissione Europea con il programma “Road safety policy framework 2021-2030” (riduzione del 50% del numero di vittime e feriti gravi) – 42 province su 107 hanno fatto registrare un aumento del numero dei morti sulle strade. In altre 56, invece, tale numero è diminuito. In 9 Province il numero dei morti è rimasto stabile. In 8 province, inoltre, è stato già raggiunto l’obiettivo del dimezzamento delle vittime, rispetto al 2019. In Italia, infine, nel 2023, la riduzione delle vittime rispetto all’anno di benchmark è ancora molto contenuta ed è pari al 4,2%.
Padova (-26 morti), Novara (-23), Alessandria e Torino (-19) sono le province nelle quali si è registrata la diminuzione più significativa – in valori assoluti – del numero dei morti. La maggiore diminuzione percentuale di vittime si è, invece, registrata a Novara -68% (11 morti nel 2023, 34 nel 2022 e 19 nel 2019), Oristano -64% (5 morti nel 2023, 14 nel 2022 e 5 nel 2019), e Matera -57% (rispettivamente 10 morti nel 2023, 23 nel 2022 e 20 nel 2019 e 10 morti nel 2023, 23 nel 2022 e 13 nel 2019). Venezia (+26 morti), Bologna (+21) e Milano e Reggio Calabria (+20) sono le Province nelle quali si sono registrati gli incrementi maggiori – in valori assoluti – di decessi sulle strade. Biella (+233%: 10 morti nel 2023, 3 nel 2022 e 8 nel 2019), Vibo Valentia (+200%: 9 morti nel 2023, 3 nel 2022 e 9 nel 2019) e Reggio Calabria (+200%: 30 morti nel 2023, 10 nel 2022 e 25 nel 2019), le Province con i maggiori incrementi percentuali. Roma e Latina, invece, fanno del Lazio la Regione con il più alto aumento di morti rispetto al 2019 (+51).
Le Regioni con la più alta diminuzione – in valori assoluti – dei decessi sono state Piemonte (-63), Emilia-Romagna (-32) e Lombardia (-25). Tre le Regioni nelle quali si è verificato il maggiore decremento percentuale dei decessi: Valle d’Aosta (-50%), Basilicata (-41%) e Piemonte (-26%). Tra le Regioni il maggior aumento di vittime in valori assoluti è stato registrato in Calabria, (+35), Sicilia (+15) e Abruzzo (+13); l’aumento più alto, in termini percentuali, è stato rilevato in Calabria (+47%), Abruzzo (+22%) e Molise (+14%). In 13 province, l’indice di mortalità (morti per 100 incidenti) è risultato almeno doppio rispetto al valore medio nazionale (1,82). Le situazioni più critiche a Nuoro (6,25) e in Sud Sardegna (6,14). Prato, Genova, Monza Brianza, Rimini, Fermo, Trieste e Milano sono, invece, le province in cui gli incidenti risultano meno gravi. L’indice di mortalità, infatti, è inferiore ad 1 morto ogni 100 incidenti.

