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Rancan (non eletto) travolto dal crollo della Lega: dal 44 per cento al 9

Nella passata legislatura la Lega aveva due eletti in Regione da Piacenza, l’attuale sindaco di Castelsangiovanni Valentina Stragliati e il capogruppo uscente Matteo Rancan. Le elezioni regionali di domenica e lunedì scorsi hanno cambiato radicalmente lo scenario politico del centrodestra: dal 44 per cento conseguito nel 2020 in provincia di Piacenza il partito del vicepremier Matteo Salvini è passato al 9,9, mentre a livello regionale la percentuale del 32 % di cinque anni fa si è ridotta a uno striminzito 5,2 %. Numeri che hanno pregiudicato la rappresentanza leghista nell’assemblea regionale bolognese dove siederà un solo eletto, Tommaso Fiazza, espresso dalla provincia di Parma. Non ci sarà dunque posto per alcun consigliere piacentino.

Che le cose si stessero mettendo male in casa Lega, i vertici provinciali lo hanno compreso dal tardo pomeriggio di lunedì, quando sono iniziati ad arrivare i numeri ufficiali dello spoglio: a livello regionale Forza Italia ha superato il partito di Salvini con il 5,62 % guadagnando un eletto in più (Pietro Vignali da Parma e Valeria Castaldini da Bologna). Non è bastato invece il 9,9% su base provinciale e le 3mila 586 preferenze conquistate da Matteo Rancan per guadagnare la riconferma del seggio.

In casa leghista si apre ora la fase di riflessione anche a Piacenza. Lo spostamento politico sulle posizioni di destra estrema del generale Roberto Vannacci (venuto a Piacenza a sostenere Rancan) e i commenti sulle “zecche rosse” del segretario Matteo Salvini hanno infatti contribuito alla fuga di buona parte dell’elettorato, approdato su altri lidi di centrodestra o nell’astensione. Non possono non aver pesato anche alcuni malumori che agitano il partito già da alcuni mesi: l’attacco di Matteo Rancan ai sindaci di centrodestra, in ambito sanitario, della scorsa primavera. Un affondo che aveva portato il sindaco di Fiorenzuola – comune più popoloso del territorio, dopo Piacenza – Romeo Gandolfi a lasciare la Lega . Lo stesso Gandolfi, proprio in occasione di questa tornata elettorale, è stato ‘corteggiato’ da più partiti, per convincerlo a candidarsi. Il primo cittadino ha rifiutato le proposte, ma ha preso parte a diverse iniziative di Fratelli d’Italia. Altro tema riguarda proprio la partita candidature in casa Lega: la gestione della partita delle Provinciali , con l’esclusione di Giampaolo Maloberti, qualche scossone lo ha dato, così come la scelta dei candidati per le Regionali, con l’esclusione di Stefano Cavalli, consigliere uscente dopo essere subentrato a Valentina Stragliati, eletta sindaco di Castelsangiovanni. La sua lunga esperienza amministrativa, in Regione e anche in Comune a Piacenza, avrebbe sicuramente contribuito a rafforzare il quartetto Lega.

Il commento di Matteo Rancan è arrivato su Facebook martedì mattina con le seguenti parole: “Non viviamo più l’epoca dei numeri facili, ma abbiamo lavorato con la stessa grinta e determinazione di allora. A Piacenza abbiamo superato ogni aspettativa, raggiungendo un risultato straordinario: nonostante le difficoltà e un sistema elettorale che favorisce territori più popolosi, abbiamo fatto sentire forte la nostra voce. Per me è un motivo di immenso orgoglio. La Lega a Piacenza ha ottenuto 8.449 voti, di cui 3.586 preferenze personali. Quasi il 50%. A Cortemaggiore e Besenzone la Lega è il primo partito, con un totale per circa 5.600 abitanti di 470 preferenze. Questo risultato parla di fiducia, di squadra, e di un legame autentico con il nostro territorio. Non nego che mi amareggia sapere che, per un sistema di calcoli e resti che non premia davvero le preferenze espresse dai cittadini, il nostro seggio piacentino potrebbe essere assegnato al candidato presidente del centrodestra. Questo significa, nei fatti, meno rappresentanza per il nostro territorio. Non è una sconfitta di partito o di nomi: è una perdita per tutta la nostra comunità”.

Il post di Matteo Rancan