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Europa Verde “Caorso, no al ritorno al nucleare. Bene l’idea del parco fotovoltaico”

“Totale contrarietà ad un qualsiasi riutilizzo di “Arturo” per la produzione di energia nucleare e/o alla sua destinazione a sito permanente di stoccaggio delle scorie”. E’ la posizione di Europa Verde-Verdi di Piacenza dopo la visita di Carlo Calenda alla centrale di Caorso, con il leader di Azione che si è schierato per il ritorno al nucleare: “Forse Calenda non sa – commentano – che il 20 novembre scorso il consiglio comunale di Caorso ha deliberato unanimemente in merito alla Centrale in dismissione affinché venga riutilizzato il sito per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Con Sogin ribadirà inoltre un deciso rifiuto a che il sito diventi un deposito permanente delle proprie scorie e del prodotto riprocessato altamente radioattivo di 1032 barre che dovrebbe rientrare dalla Francia nel 2025”.

“Calenda accenna alla Francia virtuosa con tutte le sue centrali attive – proseguono -, ma sappiamo che Edf -Eléctricité de France – ha accumulato un debito che supera i 60 miliardi di euro causa i costi legati a problemi di fermo per manutenzione o per corrosione da stress che hanno interessato la metà dei 56 reattori nucleari francesi molti dei quali sono stati messi fuori produzione. Macron ha rinazionalizzato Edf che nel giugno 2023 è stata posta fuori dalla borsa di Parigi. La ciliegina sulla torta è infine la notizia recentissima in base alla quale la Corte dei Conti francese avrebbe suggerito al governo di fermare i nuovi progetti di centrali nucleari voluti da Macron a causa della lievitazione dei costi previsti da 51,7 miliardi del 2020 a 67,4. Non parliamo poi dei tempi di realizzazione della centrale di Flamanville (+ 12 anni rispetto alle previsioni iniziali) e dei costi quadruplicati: la prima delle sei(6) previste dal programma…”.

“Ci preoccupano le dichiarazioni di Artizzu AD di Sogin per l’impronta molto aperturista rispetto ad una riconversione del sito ancora in ambito di produzione di energia nucleare per quanto demandi alla politica e alla volontà della popolazione eventuale decisione in tal senso. Il riutilizzo del sito per l’installazione di un impianto fotovoltaico che rigeneri l’area, perché già impermeabilizzata, rendendola disponibile per la produzione di energia ‘davvero’ pulita in funzione di un reale cambio di paradigma nell’immaginare un futuro sicuro per le nuove generazioni ci trova totalmente allineati. La tecnologia – concludono – ci viene in aiuto con metodi sempre più efficienti per lo stoccaggio dell’energia proveniente da fonti rinnovabili. E’ già realtà il totale riciclo dei pannelli fotovoltaici fino al punto di produrne di nuovi con quelli dismessi. Le grandi sfide che abbiamo di fronte non possono essere affrontate rivolgendo lo sguardo al passato”.
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