Le Rubriche di PiacenzaSera - Amore che vieni

“Il nostro amore nato sotto l’ombrellone e durato tutta la vita”

Prima qualche sguardo furtivo, poi i primi cenni di saluto e qualche chiacchiera di circostanza, scambiata in spiaggia, sulla Riviera Ligure. Quell’istintiva simpatia, nata tra Marco e Graziella, due ragazzi della stessa età che si sono incontrati al mare agli inizi degli anni Sessanta, è diventata un amore durato tutta la vita. E’ nata così la storia d’amore di una delle coppie più conosciute di Piacenza: intere generazioni hanno sospirato davanti alla cartolibreria Fagnola di piazza Borgo,  tra astucci, cartelle, penne e gomme colorate, una tappa fissa prima di iniziare ogni anno scolastico, per l’acquisto dei nuovi libri di testo. Ora il testimone dell’attività di famiglia, una vera e propria istituzione dal 1892, è passata ad Andrea, la quarta generazione, che ha saputo innovare, senza snaturare, l’offerta dello storico negozio.

Ma è della storia d’amore tra Marco e Graziella che vorremmo parlare oggi: due ragazzi di vent’anni che si sono conosciuti e innamorati e che il prossimo 20 giugno festeggeranno i sessanta anni di matrimonio. Graziella, originaria di Ivrea, era a Finale Ligure. Non una vacanza, ma un soggiorno organizzato insieme alla madre, per farla riprendere da un intervento di appendicite. Il caso ha voluto che anche il suo vicino di ombrellone, accompagnato dal cugino più giovane, fosse convalescente: da Piacenza era stato mandato dai genitori in Liguria per riposarsi e recuperare dopo una frattura alla gamba.

Impossibile dire chi dei due abbia, per primo, rotto il ghiaccio. “Abbiamo attaccato tutti e due bottone, eravamo giovani” racconta la signora Graziella. Tra quel ragazzo alto e dinoccolato e quella ragazza bruna e carina nasce un’immediata simpatia. Che resta ben viva anche quando fanno rispettivamente rientro a Piacenza e Ivrea. Dove Graziella, in realtà, aveva già un filarino. “Non una cosa serissima – dice – però c’era”. Ma Marco si mostra determinato. “Ci scrivevamo tutti i giorni e quelle lettere le conserviamo ancora” racconta. Tempo pochi mesi e non ci sono più indugi: quello tra Graziella e Marco è un amore vero e non più solo una cotta estiva. Lui inizia ad andarla a trovare con regolarità, mentre lei viene promossa a pieni voti dalla famiglia Fagnola. “Mia madre un giorno mi ha chiesto  – ricorda Marco -: Ma insomma, questa ragazza la si può vedere sì o no?”. “Mi ha squadrata dalla testa ai piedi  – aggiunge Graziella – e poi si è rivolta a lui dicendogli “Cosa aspetti a sposarla?”.

matrimonio Fagnola

Il matrimonio, una vera e propria festa, è stato celebrato in chiesa a Ivrea da un amico di Marco Fagnola. “E’ stato bellissimo – dice Graziella – perché poi siamo tornati insieme, a Piacenza, tutti in auto. Abbiamo cantato tutto il tempo”. Gioia e risate non sono mai mancate in questi sessanta anni, così come il duro lavoro. “Mio suocero si è sempre dato da fare, perchè aveva sei figli da mantenere. E quando mi sono trasferita qui a Piacenza mi ha affidato la contabilità della cartolibreria, era contento perché così poteva concedersi qualche piccola vacanza con la moglie. Io avevo già esperienza, perché avevo lavorato come impiegata in Ferrero, ed ero abituata al contatto con il pubblico. Piacenza, poi, mi ha accolto benissimo”.

Essere ‘casa e bottega’, raccontano Marco e Graziella non ha mai creato problemi al loro rapporto. “Siamo sempre andati d’accordissimo – dicono -, sia nel lavoro che nella famiglia. Bisticciamo, se così si può dire, più adesso che siamo anziani. Ma sono davvero delle sciocchezze. Per restare insieme tutta la vita servono, oltre all’affetto, molto equilibrio e fiducia, ed evitare toni accesi, anche nei momenti di difficoltà”.

Coppia Fagnola

Una coppia, quella dei coniugi Fagnola, che non si è di certo limitata alla cura della propria famiglia e della propria attività: la cartolibreria, nell’arco degli anni, è stato fulcro di numerose iniziative rivolte a tutta la comunità piacentina, dalle attività di animazione in occasione del Natale all’estate con i Venerdì Piacentini. Una parte del negozio, grazie a un’intuizione del figlio Andrea, è diventata un circolo – Chez Moi – promotore di diverse iniziative culturali, oltre a dover poter bere qualcosa e stare in compagnia.

Certo, le cose sono cambiate. “Una volta c’era più familiarità – dice Graziella -. Le persone che venivano ad acquistare i libri da noi ci venivano a raccontare come andavano, poi, i figli a scuola. Entravi a far parte della loro famiglia. Ora, invece, sei solo un numero. E poi i ragazzi, adesso, hanno troppe cose e tutte subito. Non c’è più il gusto dell’attesa, la consapevolezza del valore dei soldi che sono serviti ad acquistare un regalo. Anche se spesso si parla di più di quelli che combinano guai, sappiamo bene che non sono tutti così: ci sono tanti bravi ragazzi, che si impegnano e fanno volontariato. Ma ora hanno troppa libertà e – conclude – non sanno più giocare. Usano solo il computer e il cellulare”.

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