Capannone confiscato, in otto anni 307mila euro dalla Regione. L’assessora Mazzoni a Calendasco
L’assessora alla legalità della Regione Emilia-Romagna, Elena Mazzoni, sarà a Calendasco martedì 18 marzo alle 17 all’inaugurazione dei nuovi spazi del capannone “Rita Atria”, bene confiscato alla mafia e destinato a luogo sociale per la creatività giovanile. L’evento, inserito nella Settimana regionale della legalità, sarà anche l’occasione per leggere i nomi delle vittime innocenti delle mafie, anticipando così la Giornata internazionale che cade il 21 marzo. Il capannone di Calendasco, dall’inaugurazione nel maggio 2018, è stato riadattato con il contributo di molti attori pubblici e privati a molteplici finalità sociali: da sede di congressi sindacali a palestra per lo yoga, da luogo di mostre fotografiche a scuola di percussioni del conservatorio Nicolini. Con l’ultimo finanziamento regionale, si è creato un nuovo spazio-cucina esterno a supporto delle iniziative pubbliche e di un portico quale ricovero di materiale della Protezione civile. Dal 2017 gli interventi sul bene confiscato di Calendasco hanno avuto un costo complessivo di 400mila euro, cofinanziati dalla Regione con 307mila euro.
L’evento, dal titolo “La cura del territorio a partire dalla rigenerazione dei beni confiscati”, vedrà tra gli ospiti anche Gian Guido Nobili, dirigente della Regione Emilia-Romagna, e sarà un’occasione di confronto e sensibilizzazione su come i beni confiscati alla criminalità organizzata possano essere restituiti alla collettività attraverso progetti di inclusione e sviluppo sostenibile. Il sindaco di Calendasco, Filippo Zangrandi, annuncerà un importante progetto che prende il nome di “Capannone solare”, e i giovani attivisti di Libera presenteranno lo studio svolto durante l’ultimo campo “Estate Liberi”. Martedì sera sarà inoltre presentata l’iniziativa “Pillole di legalità”.
L’appuntamento con la Settimana regionale della legalità, commenta l’assessora Mazzoni, è “un simbolo del nostro impegno collettivo per costruire una società più giusta e solidale, una straordinaria occasione per riaffermare i valori della giustizia e della legalità che sono alla base del nostro vivere comune. Un momento per promuovere in Emilia-Romagna l’educazione, l’informazione e la sensibilizzazione sui temi della cittadinanza responsabile e del contrasto alle mafie. Seminari, incontri con testimoni, laboratori e spettacoli teatrali, coinvolgeranno giovani, associazioni e professionisti in un percorso condiviso di riflessione e impegno civico”.
Mazzoni ha anche esposto in giunta il punto sulle politiche di contrasto alle infiltrazioni mafiose, approfondendo il tema del riuso dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Venerdì 21 marzo l’assessora regionale sarà a Trapani, delegata dal presidente Michele de Pascale, al fianco di don Luigi Ciotti alla 30esima Giornata della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, promossa dalle associazioni Libera e Avviso Pubblico. “Insieme agli enti locali, le associazioni e alle istituzioni statali e alle forze dell’ordine lavoriamo sulla prevenzione promuovendo e sostenendo la cultura della legalità – ha aggiunto Mazzoni -. Diamo così continuità all’obiettivo di tenere alta la sensibilità nei territori rispetto al contrasto di tutte le mafie. Questo impegna cittadini, istituzioni, scuole e università a camminare in un’unica direzione, nella costruzione di una cultura della cittadinanza responsabile e del bene comune condivisa, partecipata e integrata”.
BENI CONFISCATI: L’IMPEGNO DELLA REGIONE – L’Emilia-Romagna è oggi la terza regione del Nord Italia per numero di beni immobili confiscati. E di questi, quasi una cinquantina sono già stati assegnati lo scorso anno alle amministrazioni locali nelle sole province di Parma e Reggio Emilia, un volume superiore al complesso di beni immobili a oggi recuperati nell’intero territorio regionale. Dal 2011, la Regione è intervenuta su 34 beni immobili destinati a enti locali con un contributo regionale di oltre 7,2 milioni di euro, per favorirne il riutilizzo per finalità sociali. In regione sono cresciuti e, cresceranno ancora, i beni confiscati al crimine organizzato e assegnati agli enti locali per un riutilizzo destinato a finalità sociali e utilità delle comunità. Aumento legato anche alla conclusione del processo Aemilia che ha visto condanne e anche confische di beni, immobili e terreni. Per affiancare i Comuni emiliano-romagnoli in questo sforzo di dare una “seconda vita” ai beni sottratti al malaffare, la Regione, già dal prossimo bilancio 2025-2027 in fase di approvazione, stanzierà maggiori risorse per sostenere investimenti in questa direzione.



