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“I resistenti si promisero mai più guerre: fermiamo l’uso delle armi”

“Ottant’anni or sono, l’Italia si era finalmente liberata dalla dittatura fascista. Avremmo voluto rimarcare fortemente l’aspetto di festa che la ricorrenza del 25 aprile porta con sé; purtroppo, nei giorni scorsi, è venuta a turbarci nel profondo la notizia della scomparsa di Papa Francesco, un gigante di umanità, di unità e di speranza. Il pontefice ci ha lasciato evocando la fratellanza e la pace, non si è mai stancato di generare un mondo di promozione del dono e del bene comune, ha denunciato costantemente la tragica assurdità della guerra e la precipitazione del mondo verso l’abisso di un conflitto mondiale a pezzi. La sua scomparsa è una tragedia pesantissima per tutta l’umanità. Lo ricordiamo e lo salutiamo con riconoscenza, con affetto, con grande rimpianto e con profonda tristezza. E quest’oggi, con la nostra tradizionale sobrietà e col nostro usuale rigore, ricordiamo ugualmente ma convintamente in modo solenne quanto accadde 80 anni fa”.

Sono le parole dell’orazione ufficiale di Carlo Ghezzi, vicepresidente dell’Associazione nazionale partigiani italiani (Anpi), durante la celebrazione dell’80esimo anniversario della Liberazione, il 25 aprile 2025, in piazza Cavalli a Piacenza. Una manifestazione “sobria”, come peraltro è sempre stata, e partecipata: con oltre 3500 persone presenti nel rettangolo transennato all’ombra di Palazzo Gotico. Presenti in piazza i sindaci e gli amministratori di quasi tutti i Comuni della provincia, accanto alla prima cittadina di Piacenza Katia Tarasconi, al prefetto Paolo Ponta e alla presidente della Provincia Monica Patelli. Sul palco anche la deputata Paola De Micheli e i due consiglieri regionali del Pd, Luca Quintavalla e Lodovico Albasi, oltre alla procuratrice capo Grazia Pradella, al presidente del Tribunale Stefano Brusati, al presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano Roberto Reggi, il presidente del Conservatorio Nicolini e consigliere comunale Massimo Trespidi.

Celebrazione 25 aprile 2025

“I resistenti giurarono: mai più guerre, mai più persecuzioni razziali, vogliamo costruire un altro mondo, un mondo solidale e sicuro. Sono trascorsi tanti anni – ha detto Ghezzi – la nostra società ha fatto tanti passi in avanti, ma purtroppo quello scenario non si è realizzato. Le nuove e pesanti sfide si incalzano. Oggi nel mondo è in corso un terremoto politico e sociale con l’intreccio di tante crisi. Noi dobbiamo assolutamente fermare l’uso delle armi. Gli orrori della Seconda Guerra Mondiale sembrano non averci insegnato nulla. Noi che siamo gli eredi di coloro che in quella terribile stagione si battevano per costruire un mondo di libertà e di giustizia e di pace crediamo che occorra rilanciare una politica di convivenza, rilanciare l’antifascismo, la tolleranza, contrastare il razzismo, la xenofobia, l’antisemitismo, l’anti-islamismo, l’omofobia, il disprezzo per coloro che sono diversi”.

Celebrazione 25 aprile 2025 Carlo Ghezzi

Nel suo discorso, Ghezzi, che è stato in passato sindacalista sotto la bandiera della Cgil, ha sottolineato l’intervento dei lavoratori alla fine del 1942, quando l’Italia intera capisce che la guerra è ormai persa. “La storia ci dice che non si mosse nessuno contro quel dramma – ha detto il vicepresidente Anpi – che aveva provocato nel mondo 55 milioni di vittime. Si mossero i lavoratori con i grandi scioperi del ’43 e con quelli ancor più grandiosi del ’44. Scioperi che impressionarono la grande stampa internazionale che ne scrisse a caratteri cubitali. E i lavoratori, con quelle azioni, inflissero un colpo formidabile al fascismo e ai mussoliniani”.

“Ci sono crimini che non cadono mai in prescrizione. La pietà vale per tutti coloro che sono morti – ha rimarcato Ghezzi – ma non sarà mai possibile porre sullo stesso piano coloro che si sono battuti per la libertà con coloro che invece si sono battuti per il nazifascismo. Ripartiamo allora dalla memoria dei partigiani, di tutti coloro che parteciparono alla resistenza, armata e civile, di tutti coloro che la sostennero, di tutti coloro che si sono battuti per dare la libertà a chi c’era, a chi non c’era, e per garantire libertà anche chi si batteva contro. Ripartiamo allora dalla memoria di questi uomini e queste donne che ricordiamo moltissimo. Davanti a loro innalziamo le nostre bandiere. Viva la Resistenza, viva il 25 aprile, viva la Costituzione Italiana”.

celebrazione 25 aprile 2025

Nel rispetto del lutto nazionale proclamato dal Governo a seguito della morte di Papa Francesco, sono stati confermati quasi tutti gli appuntamenti in programma nella giornata di venerdì 25 aprile, a partire dalla manifestazione della mattinata, che torna ad assumere una dimensione provinciale con il coinvolgimento di tutti i Comuni per rievocare i fatti di 80 anni fa, quando i partigiani, dopo i mesi delle lotte in montagna, riconquistarono la pianura e la città insieme alle truppe alleate, scacciando gli invasori nazifascisti. Tre i cortei – con striscioni per rievocare le tre Divisioni, Piacenza, Val Nure e Val d’Arda, accompagnati da formazioni bandistiche – che sono confluiti in piazza Cavalli per la cerimonia istituzionale con l’intervento del vice-presidente nazionale Anpi Carlo Ghezzi; nella chiesa di San Francesco si è tenuta invece la celebrazione religiosa. Lungo il tragitto non sono mancati cori partigiani, intonati dal Coro della cooperativa Infrangibile.

Il sindaco Katia Tarasconi ha aperto la cerimonia ricordando la visita di papa Francesco alle fosse Ardeatine – tra gli applausi della piazza – così come i partigiani combattenti che ci hanno lasciato: Giacomo Scaramuzza, Medina Barbattini, il partigiano Abele che ha donato e si commuove, Renato Cravedi che proprio al pontefice aveva regalato il suo libro . Proprio lui, ricorda Tarasconi “ha posto una domanda qualche anno fa: quando non ci saranno più i partigiani chi andrà in piazza a celebrare il 25 aprile? Guardiamoci intorno per continuare a ricordare chi ha combattuto per la libertà e la democrazia”.

Celebrazione 25 aprile 2025

Il prefetto Paolo Ponta ha sottolineato come “il primo dovere di oggi commemorare ovvero fare memoria di tutti quelli che hanno rischiato la vita, servitori dello stato che si sono ribellati al nazifascismo e alla Repubblica sociale”, mentre la presidente della Provincia Monica Patelli sottolinea la presenza, in piazza, di tutti i sindaci del territorio. Carlo Ghezzi, vicepresidente Anpi, esordisce con un omaggio a Papa Francesco, “Costruttore di pace. Celebriamo oggi con rigore e sobrietà come sempre il 25 aprile e nel ricordo di chi ha dato la vita per la libertà ricordiamo il loro monito: mai più guerre, mai più armi”. Alle 13 pranzo insieme come momento di coesione e condivisione, nel pomeriggio esibizioni delle bande musicali di città e provincia e del coro delle voci bianche. Sempre in Piazza Cavalli-Piazzetta Pescheria sarà allestita una mostra fotografica insieme ad un’area per bambini con giochi d’altri tempi. Di seguito il programma nel dettaglio:

Venerdì 25 aprile

Mattina – Cerimonia istituzionale

ore 10 – tre cortei si muovono verso piazza Cavalli:
corteo Piacenza e Val Nure – accompagnato dalla Banda Ponchielli – da Barriera Genova percorre corso Vittorio Emanuele, piazza Cavalli

corteo Val Trebbia e Val Tidone – accompagnato dalle Bande di Agazzano e Ponte dell’Olio – da piazzetta di San Sepolcro percorre via Campagna, cantone San Nazzaro, via Taverna, via Garibaldi, piazza Cavalli

corteo Val d’Arda e Val d’Ongina – accompagnato dalle Bande di Pontenure e Monticelli con alcuni elementi di Cortemaggiore – dai giardini Merluzzo percorre via Roma, via Legnano, piazza Duomo, via XX Settembre, piazza Cavalli

ore 10.45 – Cerimonia istituzionale in piazza Cavalli

ore 11.30 – Celebrazione religiosa presso la chiesa di San Francesco
Pomeriggio – Grande festa in piazza Cavalli per rivivere l’atmosfera dei festeggiamenti di 80 anni fa

ore 13 – pranzo insieme, con stand dove sarà possibile acquistare cibo e bibite. Stand con Batarò a cura di Associazone Roccapulzana; Paella a cura del ristorante spagnolo Movida; chiosco bibite a cura di Arci

ore 14.30 – concerti di bande musicali di Piacenza e provincia e coro delle voci bianche durante tutto il pomeriggio – giochi di una volta per i bambini e mostra fotografica

Domenica 27 aprile, ore 9, Trekking urbano della Liberazione
Camminata nei luoghi della Resistenza piacentina con momenti di narrazione ispirati a fatti realmente accaduti e persone realmente esistite. Sette le tappe in programma: piazzale Genova -> Dolmen -> piazzale Veleia -> piazzetta Barozzieri -> piazza Cavalli -> Palazzo Farnese -> Prefettura. Partenza ore 9 da piazzale Genova. Partecipazione libera senza necessità di registrazione.
Organizzatore: Museo della Resistenza Piacentina. Narrazione a cura di Letizia Bravi con la partecipazione di Riccardo Bursi. Approfondimento storico a cura di Iara Meloni.

Lunedì 28 aprile, ore 10
Intitolazione della scuola statale dell’infanzia di via Ottolenghi a Medarda Barbattini, sopravvissuta a Ravensbruck e diventata – insieme a Rita Cervini – una delle due prime donne elette nel Consiglio comunale di Piacenza. A seguire, omaggio ai monumenti ai Caduti con la partecipazione della Consulta studentesca e di rappresentanti di alcune scuole cittadine.