Dove il Po incontra il silenzio del bosco, Forest Bathing al Ballottino di Sarmato foto
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Fino alla fine del medioevo, l’intera Pianura Padana era una foresta primaria, profonda di alberi secolari ed oscura, ricca d’acqua, paludi, lagune, in fin dei conti non molto diversa dalle immagini dell’Amazzonia che ci sembrano così pittoresche, lontanissime dalla nostra esperienza. Il Po ed i numerosi fiumi e corsi d’acqua che la solcavano dilagavano liberi e solo nei pressi delle centri abitati e dei contadi legati alle rischiose strade ereditate dai romani, venivano in qualche modo regolati a fini agricoli e per conviverci, navigarci e fare commercio. Oggi naturalmente tutto questo è scomparso e noi viviamo letteralmente in un altro mondo. Il Po ed i suoi affluenti sono contenuti – con successo non sempre certo – da argini, e coltivati fino alle rive, le paludi bonificate, con quelle che si sono rivelate vere catastrofi ecologiche; la foresta di pianura è praticamente scomparsa.
Eppure il legame fra bosco ed acqua è continuo, profondo, assoluto. Non ci può essere uno senza l’altra. La foresta mantiene, produce e regola l’umidità, che è essenziale alla vita e ovviamente, senza acqua nessuna forma vivente sopravvive. Il valore simbolico, spirituale e religioso dell’acqua, specie nel bosco, è comune nei riti e nelle tradizioni culturali di tutto il mondo. L’acqua è la vita stessa ed il bosco è il luogo che la ospita, e diventa luogo del culto. Del resto, in occidente, dai Templi greci alle cattedrali cristiane, le colonne hanno sempre tratto ispirazione dagli alti tronchi secolari della foresta ed al centro di queste prime “cattedrali” vegetali, si trova il luogo più sacro o di entrata nel rito, il fonte, l’acqua battesimale e purificatrice. Ormai è noto come il Forest Bathing derivi il proprio nome dalla tradizione giapponese del Shirin Yoku, il Bagno di Foresta, ovvero l’immergersi nella foresta come se fosse acqua, in una similitudine simbolica che va ben oltre la metafora, considerando che gli effetti benefici dell’”immersione” sono del tutto sovrapponibili a quelli che si ottengono dal bagno nelle acque termali.

L’A.P.S. LA CURA DEL BOSCO ETS quest’anno ha voluto celebrare questo legame che vive nelle cellule del nostro stesso corpo, con Il Progetto i Boschi d’Acqua, che si svilupperà in tre appuntamenti, di cui il primo il 2 giugno, nel più caratteristico contesto dove questa fusione trova la sua massima espressione: i boschi che crescono sul e nel fiume, i boschi ripariali, golenali, le zone umide. Quale fiume può essere più adatto a mettere in mostra questo spirito, se non il nostro Grande Fiume, il Po? Alcuni ambienti golenali che si trovano all’interno dei suoi argini sono minime sopravvivenze residuali di quell’antica foresta primaria. Le golene sono formate da zone umide, boschi ripariali e perfino piccole isole.
Il Progetto I BOSCHI D’ACQUA, verrà attuato quest’anno in tre dei sei siti d’interesse comunitario presenti lungo il Po in provincia di Piacenza, a cominciare appunto da lunedì 2 Giugno (Festa della Repubblica) con un Forest Bathing al SIC del Ballottino, nel Comune di Sarmato dalle 15.30 alle 19, con il patrocinio dell’Amministrazione Provinciale di Piacenza, del Comune di Sarmato e la collaborazione dell’Associazione Famiglia Alpina Sarmatese/Gruppo A.N.A. di Sarmato “Don Bruno Negri” e con il sostegno del Comitato Territoriale Iren di Piacenza, che grazie al Progetto Biofilia sosterrà la partecipazione dei primi dieci iscritti, non soci de La Cura del Bosco. Per partecipare è come sempre assolutamente necessario prenotarsi per tempo, telefonicamente al 338.2522365 o via mail a info@lacuradelbosco.it, poiché il gruppo sarà limitato ad un massimo di 20 persone. Perciò, affrettatevi! Ulteriori informazioni sul sito www.lacuradelbosco.it.

Gli altri appuntamenti (di cui parleremo in seguito) saranno domenica 12 ottobre all’oasi di Isola Giarola di Villanova d’Arda e sabato 1 novembre (Ognissanti) alla foce del Chiavenna – Isola de Pinedo nel comune di Caorso.










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