Festa della mamma l’11 maggio anche tra gli alberi
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I punti di connessione fra i valori e le relazioni umane e i rapporti in Natura e nella foresta, sono più profondi e complessi di quello che comunemente si crede, e soprattutto di quel che appare al nostro sguardo.
Se quando si passeggia nel bosco stacchiamo per un attimo gli occhi dal nostro telefonino o smettiamo di essere assorti nei nostri pensieri e riusciamo a guardarci intorno, quel che vediamo di solito è un intrico di alberi, foglie, rami spezzati, cespugli del sottobosco. La maggior parte degli esseri umani di solito concepisce gli alberi come un insieme di singoli esemplari, ognuno diverso dagli altri, ognuno con una propria “individualità”, raggruppati quasi casualmente in un ambiente chiamato bosco.

Questo è quel che appare. Quello che invece difficilmente riusciamo a cogliere, è che quando ci troviamo in un bosco, siamo dentro ad una specie di super-organismo, dove tutte le parti, i singoli alberi grandi e piccoli, persino le erbe e i fiori, sono tutte strettamente connesse. Tutte le piante sono interrelate l’una all’altra, attraverso sofisticati meccanismi di comunicazione e scambio biochimico ed elettromagnetico, sia nell’aria che – soprattutto – attraverso i contatti fra le radici e le reti fungine che le legano fra loro, chiamate micorriza: una rete che percorre tutta la foresta, e che, come la rete di internet, porta ovunque informazioni e non solo.

Non solo, perchè attraverso la rete sotterranea del bosco viaggiano segnali elettromagnetici e chimici con funzioni informative, ma viaggiano anche nutrienti, specialmente dagli alberi più grandi e maturi, verso i più giovani, le plantule, che trovandosi più in basso ed all’ombra hanno maggiori difficoltà a raggiungere la luce del sole, loro fonte di zuccheri attraverso la fotosintesi.

Per questo, Suzanne Simard, una famosa botanica canadese, attraverso studi e ricerche sul campo che hanno percorso gli ultimi tre decenni, ha coniato il termine di Albero Madre. Gli alberi anziani, nutrono letteralmente i giovani ai loro piedi anche quelli non appartenenti alla propria specie, benchè riescano anche a riconoscere i propri “figli”, ovvero quelli nati dai propri semi.

Il bosco è cioè sostanzialmente una struttura collaborativa, non competitiva, che si autoriproduce e prospera attraverso lo scambio e la cura dei più grandi verso i più piccoli. La cosiddetta “Legge della Giungla” è come spesso accade, un’invenzione umana.

Per onorare questo grandioso processo naturale, l’11 maggio, giorno tradizionalmente dedicato alla Festa della Mamma, LA CURA DEL BOSCO andrà alla scoperta di alcuni grandi esemplari di quercia, veri e propri Alberi Madre in un antico bosco poco conosciuto, censiti come alberi monumentali dalla Regione Emilia Romagna nel Comune di Piozzano, con un Forest Bathing dedicato specificatamente al tema delle cure materne che dentro le relazioni naturali perpetuano la vita. Il Forest Bathing sarà condotto da Elena Fiocchi e Massimo Esposito, con il contributo, in questa occasione davvero speciale di alcuni neo-istruttori diplomati CSEN.

Per partecipare è come sempre necessario prenotarsi per tempo, telefonicamente al 338.2522365 o via mail a info@lacuradelbosco.it, poiché il gruppo sarà limitato ad un massimo di 20 persone. Per i primi che si iscriveranno all’uscita vi sarà un’altra importante novità: grazie al contributo del Comitato di Piacenza di IRENCollabora per sostenere il Progetto BIOFILIA, le prime dieci persone (non socie de LA CURA DEL BOSCO) che si iscriveranno, non verseranno la quota di partecipazione e quindi per loro la partecipazione sarà gratuita. Perciò, affrettatevi! Ulteriori informazioni sul sito www.lacuradelbosco.it.








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