Il Nobel Acemoglu all’assemblea “I dazi servono a Trump per accentrare il potere”
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Un’apertura ad effetto per l’ottantesima assemblea provinciale di Confindustria Piacenza al Teatro Municipale. Sul palco è salito l’attore Stefano Accorsi che ha letto un brano di Adriano Olivetti, ingegnere e imprenditore illuminato e innovatore, dedicato al lavoro e alla fabbrica, al quale ha aggiunto due citazioni di Enrico Mattei e Antonio Segni. Una scelta di prestigio per celebrare gli 80 anni dell’associazione degli industriali piacentini e introdurre i lavori pubblici dell’assemblea, durante la quale vengono premiate le 12 aziende che hanno aderito a Confindustria sin dal 1945.

Durante l’assemblea, dopo i saluti delle autorità, si è collegato dagli Stati Uniti il premio Nobel per l’Economia 2024 Daron Acemoglu, docente del Massachussetts Institute of Technology (Mit) di Boston. Diversi i temi toccati legati alla congiuntura burrascosa che sta vivendo l’economia mondiale segnata da un ritorno al protezionismo. “I dazi servono a centralizzare il potere – ha detto Acemoglu – e oggi siamo davanti a un periodo di turbolenza in tutto il mondo. L’Italia è fortunata perche fa parte dell’Unione Europea, ma l’Europa deve diventare più forte e indipendente e ridurre il peso della dipendenza dagli Stati Uniti. Molti posti di lavoro negli Usa sono scomparsi a causa delle forti importazioni, ma una volta cancellato il lavoro è difficile riportarlo indietro. Non ci sarà un picco di posti di lavoro nel manifatturiero grazie ai dazi”.
“Anche per le imprese sarà difficile produrre – ha proseguito -, venendo meno la possibilità di collaborare con le altre imprese dall’estero, avere pezzi di ricambio e le altre componenti esternalizzate. L’unica chiave per comprendere la situazione è il disegno di Trump di accentrare sempre di più il potere nelle sue mani”. Si è poi soffermato sull’intelligenza artificiale: “Non stiamo ancora capendo come riuscire a poter fare profitto con questo strumento. Stiamo pagando il prezzo di domande non fatte sulle opportunità che può offrire. Tutti dicono di saltare sul carro dell’AI, ma bisogna guardare alle nuove tecnologie con uno sguardo di lungo periodo. Formarsi, creare delle competenze. Si parla molto dell’IA, ma non si capisce come poterla utilizzare”. Secondo Acemoglu l’intelligenza artificiale “non avrà un effetto negativo soltanto sui posti di lavoro, ma servirà a crearne altri. Non diventerà la padrona del mondo: non può fare tutto quello che fanno gli uomini ed è governata dagli uomini”. E infine ha evidenziato il “ritardo europeo nei confronti dell’IA: non credo che la regolamentazione europea sia più pesante”.

Il sindaco Katia Tarasconi nel suo intervento ha sottolineato “l’importanza di condividere la rotta da seguire, perchè senza una strategia condivisa non si va da nessuna parte. Le sfide che ci troviamo davanti sono importanti e richiedono collaborazione tra le parti. Se ci sono imprese c’è il lavoro. Diritti e opportunità viaggiano insieme. A Piacenza lo sappiamo bene e abbiamo attivato importanti percorsi di partenariato, perché questa è la strada da seguire: attrarre risorse richiede una strategia condivisa. Serve anche una strategia nazionale, per città di medie dimensioni come la nostra, che rischia di restare esclusa dalle opportunità di finanziamento e di crescita”. “Attrarre investimenti è una responsabilità condivisa, – ha aggiunto – e richiede una regia condivisa tra Enti locali, Regione, Governo e mondo produttivo. Ecco perché oggi, con rispetto ma con fermezza, dico che serve una strategia nazionale per rendere attrattive le nostre città, in particolare quelle di media dimensione. Perché sono proprio le città come la nostra che, oggi più che mai, soffrono di una condizione particolare, quasi fossero in una sorta di terra di mezzo: troppo grandi per certe agevolazioni, troppo piccole per certi strumenti di cui solo le città metropolitane possono beneficiare. Servono infrastrutture efficienti, incentivi stabili, risposte rapide, certezza delle regole”.

Per la presidente della Provincia Monica Patelli “è giusto essere fieri di una realtà come la vostra”. “La storia della associazione è quella degli uomini e donne che con il loro lavoro e competenze hanno saputo mettere in campo”. Ha chiesto che “alle Province venga restituito il ruolo di punto di riferimento per lo sviluppo del territorio, a supporto degli sforzi delle imprese”. Nel suo saluto il prefetto Paolo Ponta ha sottolineato che “tutte le aziende non possono prescindere dalla persona umana, il dipendente e l’imprenditore. Quando ci si è dimenticato di questo, abbiamo visto delle storture nell’economia, con il capitalismo sfrenato e, con i dazi, il tentativo di limitare il libero commercio”. E ha sottolineato che Piacenza “con i vari protocolli siglati è in controtendenza: abbiamo un tessuto di imprese che ha puntato tutto sull’eccellenza e promozione umana, la leale collaborazione tra i datori di lavoro e i dipendenti, così come con il territorio”.
Nel corso della tavola rotonda il ministro Tommaso Foti per gli Affari Europei e Pnrr ha affermato che “proprio oggi c’è stata una riunione della cabina di regia, per fare il punto sul Pnrr”. Dalla cabina è arrivato il via libera alla proposta di revisione tecnica del Pnrr che dovrà essere sottoposta all’esame del Parlamento e della Commissione europea. “Come finirà? – si è chiesto Foti -Dipende tutti. Per gli enti locali, una buona parte ha mantenuto gli impegni previsti”. “Siamo in divenire, in movimento – ha proseguito – e Piacenza, dai dati che ho in possesso, riuscirà a raggiungere gli obiettivi previsti dal Pnrr. La dimostrazione, anche per i più riottosi, che se ci si rimbocca le maniche è possibile raggiungere gli obiettivi”. “Sono numerose le misure che riguardano la semplificazione amministrativa – ha ricordato Foti citando il lavoro del Governo -, abbiamo in atto una serie di azioni che dovrebbero essere introdotte nella seconda parte dell’anno per semplificare il rapporto con le imprese”. “Il pacchetto di misure di Industria 5.0 non sta decollando – ha aggiunto – e dovremo ripensarlo, perché non si può entrare a piedi uniti in un’azienda chiedendole di continuare a produrre documenti su documenti. O viriamo su misure semplici, che consentano di far partire l’intervento, altrimenti c’è un pregiudizio ideologico nei confronti dell’impresa e il green new deal è un esempio. In pratica l’appesantimento burocratico per avere accesso a investimenti e finanziamenti è frutto di un retaggio ideologico che finisce per penalizzare le aziende, costrette a spendere più tempo nel produrre la documentazione necessaria, rispetto al fare il proprio lavoro: produrre”.

La presidente di Confindustria Emilia-Romagna, Annalisa Sassi, ha rimarcato a proposito di “Industria 4.0”: “Quel provvedimento funzionava, quello successivo no. Tutta questa eccessiva burocrazia ci sta tenendo compressi. Le nostre imprese sono attori sociali in cui si mette a terra l’evoluzione industriale, la creatività e la competenza. E’ molto importante che diamo loro tutta la libertà e energia per lavorare”. E sui costi dell’energia ha ricordato che “anche a livello europeo siamo svantaggiati, serve una politica energetica seria. Non è solo un tema di competizione globale, ma anche appunto a livello europeo”. Anche il presidente della Regione Emilia Romagna Michele De Pascale ha detto che “serve un cambio di passo radicale sul tema delle politiche energetiche: occorre razionalizzare a livello europeo, la Turchia ci sta facendo una concorrenza spietata, si sta strutturando con investimenti importanti”. L’amministratore delegato di Iveco Defence e Astra SpA, Claudio Catalano ha ricordato che “Astra e nata a Piacenza, qui continuiamo a investire e a crescere”. “Abbiamo affrontato nel 2007 la nostra più grande crisi. Nell’arco di dieci anni l’azienda è cambiata totalmente, grazie anche all’attaccamento dei dipendenti. Negli ultimi cinque anni abbiamo seguito sogni, praticato disciplina e adottato investimenti. In questa provincia c’è un attaccamento al lavoro e alle imprese, faccio fatica a trovarlo in altri territori. C’è un grande senso di appartenenza e volontà di fare sempre meglio”.
L’ASSEMBLEA – Ottant’anni di imprese, ottant’anni di storie di donne e uomini, ottant’anni di sinergia con il territorio. È un anniversario importante quello di Confindustria, l’associazione degli industriali fondata nel 1945 partendo “da un sogno di libertà, sviluppo e benessere”. “Un traguardo straordinario, raggiunto grazie ad impegno, passione e visione degli imprenditori piacentini” secondo Confindustria Piacenza, che oggi – 19 maggio – si riunisce in assemblea a partire dalle 17 al Teatro Municipale. Ospite, in collegamento video, il premio Nobel per l’Economia 2024 Daron Acemoglu, docente del Massachussetts Institute of Technology (Mit) di Boston. “Di questi 80 anni – afferma l’associazione piacentina nel presentare l’assemblea – tutto ci portiamo dentro, con la consapevolezza di avere radici sane, solide e profonde. Da qui guardiamo al futuro con fiducia, entusiasmo e con la forza dei nostri valori. L’Associazione rilancia, oggi, un messaggio di crescita con la partecipazione dei più elevati livelli della politica nazionale e territoriale, di imprenditori illuminati e del premio Nobel per l’Economia, per tracciare la strada verso un domani ancora più ambizioso, in cui aziende e territorio sono due facce della stessa medaglia”.
L’intervento del premio Nobel per l’Economia Daron Acemoglu sarà preceduto dai saluti delle autorità e dalla relazione del presidente di Confindustria Piacenza, Nicola Parenti. A seguire, la tavola rotonda con il ministro per gli Affari europei, Pnrr e Politiche di coesione, Tommaso Foti, il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, la presidente di Confindustria Emilia-Romagna, Annalisa Sassi, e l’amministratore delegato di Iveco Defence e Astra SpA, Claudio Catalano. Modera Andrea Bignami, capo della redazione economia di Sky Tg24.












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