Lettere al direttore
“A che serve indignarsi se non si fa nulla per combattere davvero il degrado?”
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Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una cittadina, Marta Anselmi, che risponde alle parole della sindaca Katia Tarasconi diffuse dopo l’aggressione di mercoledì sera in via IV Novembre a Piacenza.
L’ennesima rissa avvenuta in centro a Piacenza non è un fatto isolato né sorprendente: è semplicemente l’ulteriore conferma di come la città sia diventata, per molti, infrequentabile. Il centro e le zone limitrofe sono oggi segnate da un clima di degrado, violenza e malfrequentazione, che ha progressivamente allontanato i cittadini “normali”, quelli che cercavano un contesto civile e piacevole per trascorrere la propria serata.
L’episodio violento degli ultimi giorni si inserisce perfettamente in un clima già compromesso: non è un’eccezione, ma la regola. La sensazione di disagio, paura e disillusione che provano i piacentini quando camminano in centro la sera non è una suggestione: è reale, quotidiana, giustificata. Non a caso, sempre più persone scelgono di evitare bar e locali dopo una certa ora, per non trovarsi coinvolti — anche solo come spettatori — in contesti deteriorati o potenzialmente pericolosi. Un anno fa, durante i Venerdì Piacentini, una rissa sul Corso sfociò in un accoltellamento. All’epoca ci furono parole di indignazione da parte delle autorità e dei cittadini (esattamente come quelle di oggi). Eppure, oggi ci troviamo ancora qui, con gli stessi problemi, forse aggravati. Nulla è cambiato, se non in peggio.
E allora viene da chiedersi: a cosa serve indignarsi, a cosa serve condannare pubblicamente, se poi non si fa assolutamente nulla per combattere davvero il degrado? È inutile continuare a fare proclami se mancano gli interventi concreti. Questo non è un tema da politicizzare — perché poi il conto, come sempre, lo pagano i cittadini: in termini di sicurezza, di tranquillità personale, di qualità della vita. E soprattutto, in termini di libertà. La libertà di vivere la propria città, di camminare, di incontrarsi, di godere del proprio tempo senza paura o disagio. Anch’io, per anni, ho frequentato con piacere i locali del centro. Oggi ho smesso. Quando esco, lo faccio fuori città. Con dispiacere, certo. Ma Piacenza, così com’è, non mi offre più né sicurezza, né qualità, né voglia di restare.
Marta Anselmi







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