“La strada non sia più un luogo di morte”, commozione a Gragnano ai funerali di Vincenzo Sperandeo
Chiesa di San Michele Arcangelo gremita, nel pomeriggio del 28 giugno, per i funerali di Vincenzo Sperandeo, il giovane di 29 anni morto una settimana fa in un incidente alle porte del Comune di Gragnano Trebbiense. L’auto su cui viaggiava è finita fuoristrada, e l’amico che era alla guida versa ancora in gravi condizioni.
Tanta commozione e partecipazione alla funzione: il giovane, già padre di due bimbi piccoli, era molto conosciuto ed amato in paese . “Vorremmo riavvolgere il nastro del tempo, e tornare indietro di una settimana – ha detto il parroco, don Alessandro Ponticelli durante l’omelia -, ma non è possibile. Le parole sembrano essere inadeguate a rispondere al perché sia successo e al dolore che abbiamo dentro di noi. Con la scomparsa di Vincenzo ci è mancato un figlio, un marito, un padre, un amico. Abbiamo bisogno di una parola che allevi il dolore di questa separazione imposta, ma davanti alla morte di un ragazzo non c’è nulla di umano che possa mitigare la sofferenza”. Nonostante questo, dice don Ponticelli, dobbiamo fare in modo che dalla morte di Vincenzo rinasca la vita, un invito rivolto anche a chi non crede. “Non basta pregare, quanto è accaduto – dice – deve diventare un impegno tangibile affinché la strada non diventi più un luogo di morte. Riconoscere e custodire i limiti che necessario è fondamentale, per custodire la nostra vita e quella altrui”. “Andare veloce, guidare in modo pericoloso, bere e drogarsi per poi prendere il volante sono azioni che disconoscono il limite. Un’ultima cosa: basta anche con il dire che non si può fare nulla per rendere sicure le strade, perchè questa strada – dice don Ponticelli – nel corso degli anni è stata teatro di tanti incidenti. E non si può sentir dire che non si può fare niente. Ciascuno di noi deve fare la sua parte, perché la vita di Vincenzo rimanga presente tra noi, continui nei cieli del Signore, e possiamo imparare a custodire meglio la vita altrui e anche la nostra”.
Alla fine della funzione, in tanti si sono fermati per dare l’ultimo saluto al feretro, sormontato da una decorazione di rose rosse e una coroncina di fiori bianchi, sfiorando la bara. Un applauso ha

