Aggressione in strada, lo sdegno del sindaco “Degrado e squallore, violenza non è mai la risposta”
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“Il degrado non si combatte con il degrado. E quello a cui la nostra città ha assistito ieri sera è, senza ombra di dubbio, degrado allo stato puro: violenza, botte, facce insanguinate, tavoli ribaltati, danni e paura tra i tanti ragazzi e ragazze che stavano semplicemente bevendo qualcosa o mangiando un gelato in centro. Degrado e squallore allo stato puro, indipendentemente dalle responsabilità penali che senz’altro verranno accertate dalle forze dell’ordine intervenute sul luogo dei fatti e che ora stanno svolgendo le indagini del caso”. La sindaca di Piacenza Katia Tarasconi prende posizione dopo il violento episodio accaduto nella notte tra mercoledì e giovedì in via IV Nocembre, nella zona del Cheope, con due giovani stranieri finiti in ospedale.
“Parlo di degrado che non si combatte con il degrado – scrive il primo cittadino -, perché giusto un paio d’ore prima degli episodi in questione, a poca distanza da dove sono avvenuti, si riuniva un presidio organizzato dalla Curva Nord, gli ultras del Piacenza Calcio, allo scopo – si legge in una nota dei promotori – di “portare all’attenzione un problema che ormai è noto a tutti, quello dell’insicurezza e della criminalità dilagante”.
Ebbene, stando alle prime ricostruzioni – che dovranno essere confermate dall’Autorità giudiziaria, l’unica titolata a ipotizzare collegamenti e formulare accuse – pare che alcuni giovani che poco prima avevano preso parte al presidio anti-degrado siano poi rimasti coinvolti negli episodi di violenza a cui in tanti hanno assistito e di cui vediamo ampi resoconti sui media locali; episodi che si sono conclusi con il ferimento e il ricovero in ospedale di due giovani di origine nordafricana”.
“Ora, in attesa di capire come siano andate le cose e chi siano i responsabili, la considerazione che ritengo doverosa è questa: la violenza non è mai la risposta a un problema. Mai e poi mai. La storia dovrebbe avercelo insegnato, ma ciò nonostante ci sono gruppi di persone che si riuniscono e inneggiano – come è avvenuto durante il presidio di cui sopra – a una sorta di ribellione contro un sistema che in qualche modo favorirebbe il dilagare della criminalità, della violenza, del degrado. E lo fanno con toni e concetti che trasudano violenza, durezza, intolleranza in nome di una situazione non meglio definita, tratteggiata in modo generico, superficiale, senza tener conto di ciò che dicono la Prefettura e le forze dell’ordine dati alla mano. Poco dopo il presidio sul Pubblico passeggio – e solo le indagini chiariranno se è stato un caso oppure no – assistiamo ad episodi criminali, violenti, degradati e degradanti. Episodi che hanno visto come protagonisti numerosi giovani prendersela con pochi. Alcuni organi di informazione parlano di “rissa a sfondo razziale”, e anche in questo caso sarà l’Autorità giudiziaria a chiarire se sia vero oppure no”.
“In ogni caso – conclude la sindaca -, promuovere la violenza per affrontare problemi (che si verificano in tutte le città italiane, e che qui a Piacenza sono tutt’altro che sottovalutati) non è il nostro modo di pensare e di agire. Anzi, sono convinta che certi toni, certi messaggi, certi slogan siano parte integrante del problema e ne aumentino la portata come benzina lanciata sul fuoco. E a farne le spese, come è avvenuto ieri sera, sono i cittadini per bene, ovvero quelli che si sono trovati ad assistere a uno spettacolo che oltre ad essere criminale è indecoroso e indegno; a farne le spese sono la sicurezza e l’ordine pubblico, che sono cose serie e complesse, e sono la materia di cui si occupano professionisti seri, preparati e titolati”.
LA COMUNITA’ ISLAMICA “FATTI GRAVISSIMI” – “Gravissimi fatti contro una famiglia appartenente alla nostra comunità ieri sera a Piacenza. Ci siamo assicurati del loro stato morale e fisico e siamo in costante contatto con la famiglia”. Lo scrive la Comunità Islamica di Piacenza sulle proprie pagine social. “Attendiamo – proseguono – una reazione forte e decisa da parte dell’amministrazione e delle forze politiche della città per fatti che si sono definiti come una spedizione islamofoba e xenofoba contro dei cittadini musulmani di origine algerina. Questo, confidando nel lavoro degli investigatori che sappiamo che stanno già lavorando in maniera tempestiva sui fatti”.
IL PD “VIOLENZA BRUTALE E CODARDA, FRUTTO DI UN CLIMA D’ODIO” – “Una violenza brutale, codarda, che nulla ha a che vedere con il vivere civile e che colpisce al cuore i valori su cui si fonda la nostra democrazia”. Sui fatti accaduti a Piacenza interviene anche il Partito Democratico esprimendo “sdegno e profonda preoccupazione”. “Episodi del genere – scrivono in una nota – non devono essere minimizzati, perché dietro a questi atti si cela un clima d’odio che da tempo sta crescendo e che oggi esplode in forme sempre più gravi e pericolose. Non possiamo ignorare la responsabilità morale e politica di chi, nei mesi e negli anni, ha alimentato con troppa leggerezza un linguaggio d’odio nei confronti di migranti e cittadini stranieri. Quando la propaganda politica fa del “diverso” il bersaglio quotidiano, quando si usano parole come “invasione” o si parla di “ripulire” le città, si legittimano – direttamente o indirettamente – comportamenti violenti e discriminatori. È nostro dovere denunciarlo con forza. In un momento storico in cui le tensioni sociali rischiano di essere strumentalizzate per dividere e alimentare paure, è dovere della politica e delle istituzioni respingere con decisione ogni istigazione all’odio e riaffermare i principi di umanità, convivenza e rispetto. “Piacenza – conclude il Pd – è una città che sa accogliere, che ha sempre fatto della coesione il suo punto di forza. Non permetteremo che venga trascinata nel baratro dell’intolleranza e della violenza. Attendiamo che venga fatta piena luce su questa inquietante vicenda e invitiamo tutte le forze democratiche, le associazioni, le cittadine e i cittadini a dire basta all’indifferenza”.
PRC “FERMARE SPIRALE DI VIOLENZA” – “Purtroppo, negli ultimi anni, non è il primo episodio – pure contro italiani puri – e temiamo non sarà l’ultimo, da quando le parole d’ordine della politica a livello nazionale sono “Prima gli italiani” o “Chiudiamo i porti”, queste realtà fasciste si sentono legittimati a compiere impunemente atti anche violenti. Ora, noi non neghiamo affatto che a Piacenza ci siano problemi di degrado e microcriminalità, anzi, ma non accettiamo assolutamente che le colpe siano addossare solo alla popolazione straniera, né che simili manifestazioni e parole d’odio possano rappresentare una soluzione a determinati problemi. Ci auguriamo, anche, che le istituzioni e le forze dell’ordine intervengano prontamente per fermare questa spirale di violenza prima che sia troppo tardi e che la nostra “bèla Piaseinsa” assurga nuovamente alle cronache per fatti decisamente poco positivi”. Così in una nota Rifondazione Comunista.
MANIFESTAZIONE IL 2 LUGLIO – A poche ore dai fatti è stata intanto annunciata una “manifestazione antifascista” – promossa da Si Cobas, Collettivo Controtendenza, Collettivo Femminista R-Esisto e Collettivo Schiaffo – in programma mercoledì 2 luglio, alle ore 21, al Cheope: “Piacenza rifiuta odio e fascismo” – scrivono gli organizzatori.







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