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Referendum, urne aperte fino alle 15. Domenica affluenza ferma al 20,6%

DIRETTA – Secondo giorno di voto per i cinque referendum su lavoro e cittadinanza, urne aperte fino alle 15 di oggi, lunedì 9 giugno. L’affluenza alle 23 di domenica è stata del 20,68% in provincia di Piacenza, poco più bassa di quella nazionale che è arrivata al 22,73%. Lontano, dunque, il raggiungimento del quorum: per dare validità alla tornata referendaria serve che si presentino alle urne più della metà (il 50% più uno) degli aventi diritto al voto. Lo spoglio comincerà immediatamente dopo la chiusura dei seggi, alle 15.

Il dato sull’affluenza non è uguale per tutti i quesiti: nei seggi piacentini c’è stato qualche elettore che non ha ritirato l’ultima scheda, quella sulla cittadinanza, e dunque l’affluenza dell’ultimo referendum è leggermente più bassa (20,65%). Nel capoluogo si conferma una media dei votanti più elevata rispetto al quadro provinciale: a Piacenza la percentuale è di oltre il 23%.

Tra i Comuni spicca il dato sulla partecipazione di Fiorenzuola, con il 24,34%, e Gossolengo col 24,76 %, mentre in montagna dove l’affluenza è generalmente bassa, fanno eccezione i piccoli centri di Cerignale e Zerba, col 24 e 27,59% rispettivamente. I Comuni dove si è votato meno sono Farini e Morfasso, con affluenza sotto all’11%.

QUI I DATI DEI COMUNI IN AGGIORNAMENTO

Le urne, aperte dalle 7 di domenica 8 giugno hanno chiuso alle 23, Chi non ha ancora votato può farlo anche lunedì 9 giugno, dalle 7 alle 15. Cinque i quesiti: i primi quattro sul lavoro, il quinto sulla cittadinanza. I referendum abrogativi saranno validi solo se si supererà il quorum, ossia se andrà a votare più della metà degli elettori (il 50% più uno). A Piacenza sono 211.516 gli aventi diritto al voto iscritti nelle 300 sezioni sparse per la provincia.

L’AFFLUENZA ALLE 19 – Affluenza al 15,3% nei seggi della provincia di Piacenza nella comunicazione delle 19. È Zerba il comune con la percentuale più alta (25,86%), segue Cerignale che va sopra il 20% nei primi quattro quesiti (20,19) e scende al 19,23% sul quesito della cittadinanza. A Farini l’affluenza più bassa (8,86%). In città percentuali tra il 17,31 e il 17,44% a seconda dei quesiti: nel comune capoluogo sono andati a votare 12.631 elettori fino alle 19.

L’AFFLUENZA ALLE 12 – Il primo dato sull’affluenza è stato diffuso alle 12 dal Ministero dell’Interno. Nelle prime cinque ore di votazioni, in provincia di Piacenza si è recato al seggio il 7,83% degli aventi diritto al voto. L’affluenza più alta alle 12 è stata registrata a Cerignale (11,54%), la più bassa a Morfasso (4,40%). In città l’affluenza è stata dell’8,87%. La prossima rilevazione sarà alle 19.

COME ANDÒ L’ULTIMA VOLTA – L’ultima consultazione referendaria in ordine di tempo fu quella del 12 giugno 2022, con cinque quesiti sulla giustizia. L’affluenza della provincia di Piacenza fu del 31,6%. Il referendum non raggiunse il quorum. L’ultima volta che un referendum abrogativo ha raggiunto il quorum è stata il 12 giugno 2011, allora gli elettori erano chiamati a esprimersi su quattro quesiti. L’affluenza totale fu del 54,8%, in provincia di Piacenza votarono circa 116.300 elettori (affluenze diverse per i vari quesiti), pari al 53,7% degli aventi diritto. Ben sopra il cinquanta percento anche i referendum costituzionali del 4 dicembre 2016 (riforma Renzi-Boschi) in cui prevalse il no col 59% e del 20 settembre 2020 (riduzione numero dei parlamentari) in cui vinse il sì con quasi il 70%. La validità dei referendum costituzionali, tuttavia, non è vincolata al quorum.

LE FAQ DEL MINISTERO SUL REFERENDUM

COME SI VOTA – Il referendum abrogativo è indetto per verificare la volontà degli elettori italiani di eliminare (abrogare) del tutto o in parte una legge. All’elettore viene consegnata una scheda per ogni quesito. Il voto si esprime tracciando un segno: sul SI se si desidera che la norma sottoposta a referendum sia abrogata; sul NO se si desidera che la norma sottoposta a referendum resti in vigore. La consultazione è valida se si reca a votare il 50% + 1 degli aventi diritto al voto (quorum). In caso contrario le norme per le quali il quorum non viene raggiunto resteranno in vigore.

urne referendum elezioni seggio

Referendum, sul sito web comunale di Piacenza un vademecum per tutte le necessità connesse all’esercizio del voto – Quali sono i documenti necessari per accedere al seggio? Cosa fare se si è smarrita la tessera elettorale o si sono esauriti gli spazi a disposizione? Qual è la sezione giusta cui presentarsi se si è cambiata residenza di recente? A queste e altre domande, in vista del voto di domenica 8 e lunedì 9 giugno, rispondono le FAQ – richieste frequenti pubblicate sul sito www.comune.piacenza.it/referendum , nella sezione dedicata accessibile direttamente anche dalla home page. Qui si possono consultare le informazioni utili in caso di dubbi, cliccando inoltre sul link diretto al video esplicativo disponibile su Rai Play, che in poco più di due minuti illustra, anche con traduzione simultanea nella lingua dei segni, i contenuti dei cinque quesiti referendari.

La pagina web dedicata del Comune di Piacenza è pensata come uno strumento agile, che riassume gli argomenti più spesso ricercati in occasione delle diverse tornate elettorali. Dagli orari straordinari degli sportelli Quic ai collegamenti gratuiti in bus per i residenti nelle frazioni di Roncaglia, Borghetto e Mortizza che devono raggiungere la propria sezione a Gerbido, sino ai recapiti telefonici e indirizzi di posta elettronica a disposizione di tutti i cittadini per ricevere chiarimenti e indicazioni: elezioni@comune.piacenza.it o i numeri 0523-492495, 335.7617314 e 338.4305214, attivati appositamente.

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I referendum, indetti con decreti del Presidente della Repubblica 25 marzo 2025 (Gazzetta ufficiale, Serie Generale, n.75 del 31 marzo 2025), sono così suddivisi:

«Contratto di lavoro a tutele crescenti – Disciplina dei licenziamenti illegittimi: Abrogazione»

«Piccole imprese – Licenziamenti e relativa indennità: Abrogazione parziale»

«Abrogazione parziale di norme in materia di apposizione di termine al contratto di lavoro subordinato, durata massima e condizioni per proroghe e rinnovi»

«Esclusione della responsabilità solidale del committente, dell’appaltatore e del subappaltatore per infortuni subiti dal lavoratore dipendente di impresa appaltatrice o subappaltatrice, come conseguenza dei rischi specifici propri dell’attività delle imprese appaltatrici o subappaltatrici: Abrogazione»

«Cittadinanza italiana: Dimezzamento da 10 a 5 anni dei tempi di residenza legale in Italia dello straniero maggiorenne extracomunitario per la richiesta di concessione della cittadinanza italiana».

Come avviene per ogni tornata di voto, anche in occasione del Referendum dell’8 e 9 giugno il Comune di Piacenza mette a disposizione un servizio di trasporto gratuito ai seggi per le persone con problemi di deambulazione, che non siano in grado di raggiungere in autonomia la propria sezione elettorale. I cittadini che abbiano questa necessità di supporto possono fare riferimento al numero 0523 492600 o fare domanda scrivendo a u.elettorale@comune.piacenza.it.

Tessera elettorale o documento smarrito: ecco gli orari dello sportello Quic a Piacenza.

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I QUESITI REFERENDARI più nel dettaglio

1. Stop ai licenziamenti illegittimi (scheda verde)
“Il primo dei quattro referendum sul lavoro chiede l’abrogazione della disciplina sui licenziamenti del contratto a tutele crescenti del Jobs Act. Nelle imprese con più di 15 dipendenti, le lavoratrici e i lavoratori assunti dal 7 marzo 2015 in poi non possono rientrare nel loro posto di lavoro dopo un licenziamento illegittimo. Sono oltre 3 milioni e 500mila ad oggi e aumenteranno nei prossimi anni le lavoratrici e i lavoratori penalizzati da una legge che impedisce il reintegro anche nel caso in cui la/il giudice dichiari ingiusta e infondata l’interruzione del rapporto”.

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2. Più tutele per le lavoratrici e i lavoratori delle piccole imprese (scheda arancione)
“Il secondo quesito riguarda la cancellazione del tetto all’indennità nei licenziamenti nelle piccole imprese. In quelle con meno di 16 dipendenti, in caso di licenziamento illegittimo oggi una lavoratrice o un lavoratore può al massimo ottenere 6 mensilità di risarcimento, anche qualora una/un giudice reputi infondata l’interruzione del rapporto. Questa è una condizione che tiene le/i dipendenti delle piccole imprese (circa 3 milioni e 700mila) in uno stato di forte soggezione. Obiettivo è innalzare le tutele di chi lavora, cancellando il limite massimo di sei mensilità all’indennizzo in caso di licenziamento ingiustificato affinché sia la/il giudice a determinare il giusto risarcimento senza alcun limite”.

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3. Riduzione del lavoro precario (scheda grigia)
“Il terzo quesito referendario punta all’eliminazione di alcune norme sull’utilizzo dei contratti a termine per ridurre la piaga del precariato. In Italia circa 2 milioni e 300 mila persone hanno contratti di lavoro a tempo determinato. I rapporti a termine possono oggi essere instaurati fino a 12 mesi senza alcuna ragione oggettiva che giustifichi il lavoro temporaneo”.

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4. Più sicurezza sul lavoro (scheda rosso rubino)
“Il quarto quesito interviene in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Arrivano fino a 500mila, in Italia, le denunce annuali di infortunio sul lavoro. Quasi 1000 i morti, che vuol dire che in Italia ogni giorno tre lavoratrici o lavoratori muoiono sul lavoro. Modifichiamo le norme attuali, che impediscono in caso di infortunio negli appalti di estendere la responsabilità all’impresa appaltante. Cambiamo le leggi che favoriscono il ricorso ad appaltatori privi di solidità finanziaria, spesso non in regola con le norme antinfortunistiche. Abrogare le norme in essere ed estendere la responsabilità dell’imprenditore committente significa garantire maggiore sicurezza sul lavoro”.

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5. Più integrazione con la cittadinanza italiana (scheda gialla)
“Il quinto referendum abrogativo propone di dimezzare da 10 a 5 anni dei tempi di residenza legale in Italia per la richiesta di concessione della cittadinanza italiana, ripristinando un requisito introdotto nel 1865 e rimasto invariato fino al 1992. Nel dettaglio si va a modificare l’articolo 9 della legge n. 91/1992 con cui si è innalzato il termine di soggiorno legale ininterrotto in Italia ai fini della presentazione della domanda di concessione della cittadinanza da parte dei maggiorenni. Il referendum sulla Cittadinanza Italiana non va a modificare gli altri requisiti richiesti per ottenere la cittadinanza quali: la conoscenza della lingua italiana, il possesso negli ultimi anni di un consistente reddito, l’incensuratezza penale, l’ottemperanza agli obblighi tributari, l’assenza di cause ostative collegate alla sicurezza della Repubblica”.

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