Violenza in via IV Novembre, la condanna dei sindacati “Segnale preoccupante”

“L’episodio di violenza verificatosi in via IV Novembre rappresenta un segnale di allarme, un avvertimento a tutti i piacentini per quella che è una strada da non percorrere nei prossimi anni”. È quanto scrivono Cisl Parma e Piacenza e Uil Piacenza con i segretari Michele Vaghini e Francesco Bighi. “Innanzitutto, sarà fondamentale attendere che le indagini delle forze dell’ordine facciano piena luce sulla dinamica dei fatti, per comprendere responsabilità e circostanze precise di quanto accaduto. Episodi come questo ci riportano alla mente quanto l’odio basato sulla nazionalità sia un veleno sociale che la storia del Novecento ha tragicamente insegnato essere pretestuoso e distruttivo per l’intera comunità. Non possiamo permettere che pregiudizi di questo tipo inquinino il tessuto sociale della nostra città”.

“È importante sottolineare che le migliaia di lavoratrici e lavoratori stranieri che operano quotidianamente nei diversi settori produttivi piacentini – dalla logistica alla metalmeccanica, dal commercio alla ristorazione, dall’agricoltura all’edilizia fino ad arrivare all’assistenza alle persone e alla sanità – non possono e non devono essere accomunati a chi commette reati”. “Questa distinzione – affermano – è fondamentale per mantenere la coesione sociale. La violenza non può mai essere giustificata, nemmeno di fronte a eventuali provocazioni. Il dialogo e la legalità devono sempre prevalere sulla forza bruta. In vista delle prossime manifestazioni organizzate nel nostro territorio, ci auguriamo che si svolgano nel pieno rispetto delle regole democratiche e della sicurezza pubblica, come sempre avvenuto durante la festa dei lavoratori, ogni 1° maggio”.

“Infine, il tema della sicurezza urbana non deve diventare appannaggio esclusivo di una parte politica: riguarda tutti i cittadini e richiede un approccio condiviso, basato su dati oggettivi e soluzioni concrete, non su strumentalizzazioni ideologiche. La cultura del “farsi giustizia da soli” rappresenta un fenomeno che si allontana completamente dai principi di giustizia e di ristabilimento dell’ordine pubblico, configurandosi invece come un elemento che alimenta ulteriormente le tensioni e la frammentazione del tessuto sociale. È del tutto legittimo che i cittadini richiedano alle istituzioni competenti maggiore sicurezza e il pieno rispetto delle norme che regolano la convivenza civile, perché la sicurezza è un tema che non dev’essere appannaggio di parti politiche ma è un bene che riteniamo debba considerarsi comune. Tuttavia, quando si passa dall’esigere interventi istituzionali al sostituirsi alle autorità preposte, si entra in un territorio non solo pericoloso ma anche contrario alla legge. Questa deriva verso forme di “giustizia privata” diventa ancora più preoccupante quando viene amplificata dalla ricerca di visibilità sui social media, dove la spettacolarizzazione degli episodi finisce per esacerbare ulteriormente le dinamiche conflittuali”. “Tali azioni, in realtà – concludono Vaghini e Bighi -, non producono alcun effetto positivo. Non rappresentano né un deterrente efficace né una soluzione. Rispondere con la rabbia si rivela controproducente perché innesca unicamente meccanismi di odio e contrapposizione, creando un circolo vizioso che allontana sempre di più dalla possibilità di costruire soluzioni costruttive e durature”.

Cgil “Episodi di intolleranza inaccettabili, il Ministero dia risposte” – Condanna l’accaduto anche la Cgil di Piacenza: “In attesa che le indagini facciano piena luce, è necessario ribadire con forza che Piacenza, decorata con la medaglia d’oro alla Resistenza, è da sempre una comunità capace di includere e integrare, grazie al lavoro, all’associazionismo, al volontariato e alle reti sociali forti e collaborative del territorio. L’aggressione di mercoledì scorso è un segnale preoccupante che va condannato con determinazione. Come cittadini ci rivolgiamo alle istituzioni, a partire dal Ministero dell’Interno, al quale chiediamo risposte in termini di contrasto a episodi di intolleranza razziale inaccettabili. Episodi come quello avvenuto non sono degni della nostra storia e devono essere respinti e condannati con chiarezza da tutti coloro che rivestono un ruolo pubblico, a partire da movimenti e partiti che fanno della rappresentanza democratica la propria ragion d’essere. Una rappresentanza che, per essere davvero legittima, deve essere incardinata e ispirata ai principi costituzionali: lavoro, antifascismo, inclusione, pari opportunità”.

“Purtroppo – prosegue il sindacato -, i fenomeni neofascisti trovano alimento anche nella normalizzazione del linguaggio d’odio. L’opinione pubblica piacentina, negli ultimi giorni ha assistito a notizie preoccupanti attorno alla presenza di circoli di ispirazione neofascista. Poco dopo, una manifestazione sulla sicurezza pare dimostrarsi la cosa più insicura per una città: sfociare in gravi problemi di ordine pubblico per un’aggressione a sfondo razziale. Quindi condannare questi episodi è un dovere all’interno di una comunità democratica e costituzionale. Saremo sempre al fianco dei valori di solidarietà, rispetto, inclusione, partecipazione e antifascismo, che rappresentano le fondamenta della nostra convivenza civile e della nostra Costituzione.

La solidarietà del Cpia all’allievo ferito – La comunità scolastica del Cpia di Piacenza esprime “l’affettuosa solidarietà nei confronti dell’allievo, aggredito nella serata di mercoledì scorso a Piacenza insieme al fratello da un gruppo di violenti”. “Ha imparato l’italiano con noi negli anni passati – scrive la dirigente scolastica Manuela Bruschini -, e ha concluso quest’anno il primo biennio delle scuole superiori gestito dal Cpia insieme all’Istituto Romagnosi: è un giovane che, come tanti altri, cerca di costruirsi un futuro studiando, e lo fa lontano da casa e in una lingua diversa dalla propria. Le nostre maestre lo ricordano per la sua timidezza e la passione per il disegno. Quella che ha subìto è a tutti gli effetti un’aggressione motivata dall’odio razziale che va duramente condannata. Da dirigente scolastica, trovo particolarmente inquietante che un atto di violenza motivato soltanto dall’odio verso l’Altro, considerato diverso e disumanizzato su basi razziali,si sia verificato quasi contestualmente ad una marcia organizzata per ‘combattere il degrado’ a Piacenza. L’aggressione non soltanto è espressione di degrado, ma di una volontà di vedere nel diverso da sé un non- soggetto da offendere e colpire che auspico desti la dovuta preoccupazione e reazione in tutta la nostra comunità”.

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