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Prima dei dazi l’industria piacentina “tiene”, ma ora iniziano le difficoltà

“Nel primo semestre del 2025 il tessuto economico piacentino, nonostante tutte le incertezze dovute a fattori internazionali, tiene bene”. Parola del presidente di Confindustria Piacenza Nicola Parenti, che nel tradizionale incontro di fine luglio per rappresentare la congiuntura economica provinciale è partito da un dato numerico: “Registriamo un più 1,27 % di fatturato definito su un campione delle nostre aziende associate per circa 8mila addetti e quattro miliardi di fatturato”. Con una raccomandazione, i dati presentati sono “pre dazi” e quindi non tengono conto del nuovo balzello per il nostro sistema industriale imposto dagli Usa di Trump.

“Interessante rilevare anche la crescita del consumo interno – ha proseguito Parenti, intervenuto insieme al direttore di Confindustria Piacenza Luca Groppi e Giulia Silva dell’ufficio studi – mentre c’è stato un rallentamento per l’export. Il fatto di avere un territorio diversificato dal punto di vista imprenditoriale aiuta. Spicca l’agroalimentare che tiene bene invece affronta un periodo più faticoso il comparto meccanico che registra una flessione, vanno abbastanza bene i materiali edili e l’oil & gas. Tutti questi dati tuttavia sono stati rilevati prima dei dazi americani”.

Su questo tema dei dai imposti da Trump, Parenti ha sottolineato: “Non siamo certamente soddisfatti di questa situazione, perchè tra le mille difficoltà che gli imprenditori stanno affrontando ci ritroviamo ora con l’elemento oggettivo di questi nuovi dazi al 15 %, una percentuale che non è poco e va calcolata anche sul deprezzamento del dollaro, che ha subìto una svalutazione di circa 13-14 punti dall’inizio dell’anno. E quindi si arriva a quasi un 30 per cento e per questo avremo certamente più difficoltà nella competitività con gli Stati Uniti”.

Parenti Confindustria

IL REPORT – L’industria piacentina continua a confermare la propria capacità di mantenere stabilità e reattività, grazie a una consolidata propensione a cogliere gli stimoli favorevoli provenienti da un contesto economico globale sempre più complesso. Pur in presenza di segnali di incertezza in alcuni comparti, il settore manifatturiero nel suo insieme mantiene una certa tenuta. Le previsioni per il secondo semestre rafforzano questo quadro, delineando una prospettiva positiva anche a fronte delle difficoltà dello scenario attuale. Questo è quanto emerge dal risultati dellutima Indagine Congiunturale condotta da Confindustria Piacenza presso le imprese manifatturiere associate, che analizza la variazione tendenziale del principall indicatori nel primo semestre 2025 e raccoglie le aspettative per il secondo.

Nel periodo esaminato, il fatturato complessivo del settore manifatturiero ha registrato un incremento dell’1,27 % rispetto allo stesso semestre dell’anno precedente. A sostenere la crescita e stato soprattutto il mercato interno, con un aumento dell 1,35 %, mentre il contributo del mercato estero si e limitato al +0,56 %, a dimostrazione della complessità del quadro globale. Questo andamento rappresenta un cambio di segno rispetto alle rilevazioni precedenti, in cui tradizionalmente erano proprio le esportazioni a sostenere principalmente lo sviluppo del comparto. Anche sul fronte occupazionale si registra una sostanziale stabilità: la variazione complessiva e stata del -0,05%, un dato che, pur presentando un segno negativo, conferma la tenuta dell’occupazione dopo otto semestri consecutivi di crescita. Le aspettative degli imprenditori per il secondo semestre sono improntate alla fiducia: le previsioni ndicano una tendenza positiva per tutti gli indicatori monitorati, addirittura più favorevole rispetto alla precedente rilevazione.

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DATI CONSUNTIVI – L’indagine dell’ufficio studi di Confindustria Piacenza ha rilevato le variazioni di diversi indicatori economici tra le imprese manifatturiere (escluse le imprese edili) associate. In particolare, sono stati indagate le variazioni di fatturato e occupazione del primo semestre 2025. Sono state inoltre registrate le previsioni relative al secondo semestre 2025. I dati sono stati raccolti mediante la somministrazione di un questionario, effettuata a luglio 2025. Nel periodo in esame, il fatturato complessivo delle imprese manifatturiere ha segnato un incremento del +1,27% rispetto allo stesso semestre dell’anno precedente. La crescita è trainata prevalentemente dal mercato interno, che registra un aumento del +1,35%, a fronte di un contributo più modesto del mercato estero (+0,56%). Questo evidenzia una parziale inversione di tendenza rispetto alle precedenti rilevazioni, dove erano le esportazioni a sostenere l’espansione del comparto. Il settore alimentare si conferma tra i comparti più dinamici, con un incremento del +2,91% nel fatturato totale, sostenuto sia dal mercato interno (+4,13%) sia da quello estero (+2,20%).

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Al contrario dell’andamento complessivamente positivo del manifatturiero piacentino, il settore meccanico – il più rilevante per dimensioni all’interno del comparto locale – mostra segnali di rallentamento. Nel primo semestre del 2025, il fatturato complessivo ha registrato una contrazione del – 0,77%. Il calo è dovuto in particolare alla flessione delle vendite sui mercati esteri (-1,77%), mentre il mercato interno evidenzia una lieve crescita (+0,51%). Questo dato pesa in modo significativo su un comparto tradizionalmente orientato all’export, in cui le vendite estere rappresentano circa la metà del fatturato complessivo. È tuttavia importante sottolineare come il settore meccanico locale sia articolato in diverse filiere produttive, ciascuna caratterizzata da specifiche dinamiche settoriali. Di conseguenza, le imprese reagiscono in modo differenziato, in funzione dell’andamento del mercato di riferimento. In particolare, le aziende meccaniche che operano all’interno di filiere in espansione – come quelle legate alla difesa, aerospazio e infrastrutture energetiche – risultano attualmente favorite, potendo beneficiare di una domanda in crescita e di maggiori opportunità di sviluppo. Queste nicchie ad alta specializzazione offrono quindi possibilità concrete di compensare, almeno in parte, le difficoltà registrate in altri segmenti e contesti geografici più esposti alle tensioni globali.

Il comparto dei materiali edili, che si conferma a vocazione esclusivamente interna, registra una crescita del +2,35%. L’andamento è in linea con la prosecuzione dei progetti infrastrutturali e alcuni residui effetti dei bonus edilizi. Molto positiva la performance del settore delle industrie varie (che raccoglie aziende di subset eterogenei, tra cui arredo, legno, chimica, plastica) che segna un incremento del +4,53% del fatturato totale, grazie soprattutto al forte recupero dell’export (+8,51%), in grado di compensare la leggera flessione del mercato interno (-0,59%).

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