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Cosa sono le “pipe” per il crack e perché sono distribuite. Campagna contro della destra

Ha suscitato diversi interventi polemici da parte di esponenti di centrodestra in Regione Emilia-Romagna, e anche a Piacenza, la pratica della distribuzione di pipe sterili monouso alle persone che fanno uso di un particolare tipo di droga, il crack. Il crack è una sostanza ricavata dalla cocaina, che non si sniffa ma si fuma, costa meno della cocaina ed è assai pericolosa.

Le cosiddette “pipe da crack” sono in distribuzione da parte di alcune aziende sanitarie della Regione da diversi anni (compresa la Ausl di Piacenza), al pari delle siringhe sterili monouso, da parte del Servizio le dipendenze patologiche (Serdp l’ex Sert) con un preciso scopo: per ridurre i rischi di contagio delle malattie infettive e costruire un rapporto di fiducia con le persone dipendenti da una sostanza particolare come il crack. Di fatto la consegna di queste pipe, solitamente una volta al mese, costituisce il pretesto per un “contatto” e un controllo periodico dello stato di salute dei tossicodipendenti, altrimenti costretti alla clandestinità completa. Così da poterli indirizzare ad un sistema di cura adeguato che preveda anche programmi terapeutici.

Inoltre le pipe sterili consentono di prevenire gli effetti peggiori connessi al consumo di droga, proprio come le siringhe sterili in caso di iniezioni, per esempio patologie secondarie e infezioni. Queste vengono contratte perché spesso il crack è fumato dentro bottiglie di plastica, lattine o comunque contenitori poco igienici che vengono usati da più persone e quindi diventano veicolo di contagio. L’iniziativa delle aziende sanitarie si inquadra dunque all’interno di un approccio terapeutico conosciuto come “riduzione del danno”: ovvero si cerca di andare incontro alle persone che ancora fanno uso di droga e non sono inserite in un percorso di recupero, offrendo loro la possibilità di ridurre il più possibile i danni alla propria salute e cercando di mantenere un dialogo costante. Con l’obiettivo di portarle a una scelta consapevole di interruzione della dipendenza.

Elena Murelli La senatrice Elena Murelli (Lega)

Un approccio che non piace a molti esponenti della destra, che sono intervenuti nei giorni scorsi contro la distribuzione delle pipe per il crack. Ecco una raccolta delle posizioni assunte.

MURELLI E ZANDONELLA (LEGA): “LA DROGA VA COMBATTUTA, NON AGEVOLATA” – “Anche a Piacenza, come già accaduto a Bologna e Parma, l’Ausl ha avviato la distribuzione di pipe sterili per il consumo di crack, nell’ambito delle politiche di ‘riduzione del danno’. La Lega Piacenza esprime la netta contrarietà a questa scelta, che rischia di lanciare un messaggio devastante: non la lotta alla droga, ma la sua normalizzazione”. Lo afferma in una nota la Lega Piacenza, con il segretario provinciale Luca Zandonella e la senatrice Elena Murelli. “Riteniamo gravissimo – dichiarano – che un’azienda sanitaria, invece di concentrare risorse e progetti sul recupero e sul reinserimento sociale delle persone tossicodipendenti, arrivi addirittura a distribuire strumenti per consumare crack. Non è questa la strada giusta per salvare vite e tutelare i cittadini”. “Le scelte ideologiche e politiche del Comune di Bologna, a cui si è accodato il centrosinistra di tutta la regione, non devono essere replicate a scapito della salute e della sicurezza dei cittadini. Fornire pipe sterili non riduce il problema – continua la nota – ma rischia di incentivare il consumo e di aumentare il numero di persone intrappolate in questa spirale”. “Il crack – affermano gli esponenti della Lega – è una sostanza stupefacente pericolosa e dagli effetti devastanti, che genera dipendenza immediata e gravissimi danni fisici e psicologici. La Lega Piacenza chiede quindi all’Ausl e alla Regione Emilia-Romagna di sospendere immediatamente questo programma e di dirottare le risorse su: potenziamento dei percorsi di disintossicazione e recupero; sostegno alle famiglie che affrontano il dramma della tossicodipendenza; maggiore prevenzione nelle scuole e nei luoghi di aggregazione giovanile. “La salute pubblica – concludono Zandonella e Murelli – non si difende agevolando il consumo di droga, ma aiutando chi è caduto nella dipendenza a rialzarsi e ribadire con forza: la droga uccide. Sempre”.

TAGLIAFERRI (FDI): “PRONTI A UN ESPOSTO IN PROCURA” – “Dopo Bologna, Parma e Reggio Emilia, anche a Piacenza emerge la distribuzione di pipe per crack da parte dei servizi sanitari locali. Una scelta che, a nostro avviso, rischia di configurare una vera agevolazione al consumo di droga e che non può passare sotto silenzio. Per questo Fratelli d’Italia presenterà un esposto alla Procura della Repubblica di Piacenza e ho depositato un’interrogazione in Regione per chiedere chiarimenti immediati alla Giunta”. Lo dichiara Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale piacentino di Fratelli d’Italia. “La stampa locale ha documentato la distribuzione di pipe sterili da parte dell’Ausl, tramite il SerDP in convenzione con la cooperativa Papa Giovanni XXIII. Una pratica – spiega Tagliaferri – che manda un messaggio sbagliato, soprattutto ai giovani: lo Stato e la sanità pubblica non devono consegnare strumenti per assumere crack, ma costruire percorsi di prevenzione, cura e riabilitazione”. Nella nota inviata alla stampa, Tagliaferri elenca anche i dati di Parma, Bologna e Reggio Emilia. “Abbiamo chiesto alla Regione Emilia-Romagna – aggiunge Tagliaferri – se fosse a conoscenza di queste iniziative, se le ritenga compatibili con la legge nazionale (DPR 309/1990), quali fondi pubblici siano stati utilizzati e se intenda convocare un’audizione urgente in Commissione Politiche per la Salute con Ausl e Comuni coinvolti. La verità è che l’articolo 82 del Testo unico sugli stupefacenti parla chiaro: le azioni pubbliche devono puntare a prevenzione, cura e riabilitazione. Distribuire pipe non rientra in questi obiettivi”. “Il Governo Meloni – conclude Tagliaferri – ha tracciato la strada: più prevenzione, più sostegno ai percorsi terapeutici, più attenzione alle famiglie. In Emilia-Romagna, invece, assistiamo a una resa culturale che rischia di normalizzare lo spaccio e la dipendenza. Fratelli d’Italia continuerà a denunciare e contrastare queste derive, partendo da Piacenza, perché i cittadini hanno diritto a una sanità che li protegga, non che li abbandoni”. La richiesta alla Regione di dissociarsi dalla distribuzione delle pipe per il crack è arrivata anche dalla capogruppo di Fratelli d’Italia in Assemblea Legislativa, Marta Evangelisti.

FIAZZA (LEGA): “IL CRACK DILAGA, LA SINISTRA LO AGEVOLA CON LE PIPE” – “Il numero dei tossicodipendenti presi in carico dalle Ausl per consumo di crack continua a crescere: a Bologna erano 353 nel 2023, 456 nel 2024 e 518 a metà 2025. A prima vista potrebbe sembrare un segnale positivo, se significasse che sempre più persone avviano percorsi di recupero. Ma se invece l’aumento corrisponde solo a un maggior numero di pipe distribuite, una pacca sulla spalla e la prosecuzione della dipendenza, allora non stiamo parlando di prevenzione ma di resa”. Così il consigliere regionale della Lega Tommaso Fiazza, che ha presentato un’interrogazione alla Giunta. “Il nodo è questo: quanti dei presi in carico hanno realmente iniziato un percorso terapeutico e, soprattutto, quanti lo hanno portato a termine? Finché non avremo questi dati, parlare di riduzione del danno è solo uno slogan. Perché se il consumo resta alto e i quartieri continuano a convivere con degrado e microcriminalità, la strategia non funziona”. Fiazza solleva poi un dubbio pratico: “Davvero pensiamo che regalare pipe sterili eviti i rischi sanitari, quando spesso i consumatori fumano in compagnia e si passano la stessa pipa? È lo stesso errore delle siringhe degli anni ’70: un’illusione che non fermò né la diffusione delle droghe né quella delle infezioni”. Il consigliere chiede quindi alla Regione di fornire un quadro trasparente e completo: “Non ci basta sapere cosa accade a Bologna. Vogliamo i dati anche di Parma, Reggio Emilia e Piacenza, dove queste sperimentazioni sono già partite. La Regione deve dire chiaramente quanti consumatori sono stati presi in carico, quanti hanno iniziato percorsi terapeutici e quanti li hanno conclusi. Solo così capiremo se si tratta di un investimento utile o di un palliativo che non riduce il consumo, non tutela la salute e non garantisce la sicurezza”. “Perché – conclude Fiazza – se i numeri dei consumatori continuano a crescere nonostante pipe, kit e stanze del crack, vuol dire che questa non è la strada. Servono percorsi seri di recupero e più sicurezza nei territori, non gadget che rischiano di aggravare il problema”.

RANCAN (LEGA): “DISTRIBUIRE PIPE È LEGITTIMARE LO SPACCIO E IL DEGRADO” – “Distribuire pipe per il crack non è riduzione del danno, è legittimazione dello spaccio e del degrado. Se la Regione Emilia-Romagna ha deciso di finanziare questa misura, siamo davanti a un atto gravissimo: invece di contrastare la droga, si sceglie di agevolarne il consumo. Piacenza avrebbe bisogno di investimenti seri sulla sicurezza e sul contrasto al degrado che da tempo la caratterizza, non di iniziative che rischiano di peggiorare la situazione”. Così il segretario della Lega Emilia, Matteo Rancan.