Minori stranieri, mancano 16 milioni di rimborsi ai Comuni. La Regione scrive al Governo
L’assessora al welfare della Regione Emilia-Romagna, Isabella Conti, ha inviato ai ministeri dell’Interno e dell’Economia una lettera per chiedere garanzie riguardo il rimborso integrale delle spese già sostenute dai Comuni per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati. “Si tratta di un problema reale e molto serio, che sta mettendo a rischio la sostenibilità economica del sistema di accoglienza: da una prima stima, infatti, l’ammanco a livello regionale ammonta a circa 16 milioni di euro – sottolinea Conti -. Siamo pienamente consapevoli delle difficoltà in cui versano i bilanci comunali e da tempo stiamo lavorando affinché il Governo mantenga gli impegni assunti in materia di rimborsi”.
Nella lettera, l’assessora, inoltre, chiede di superare la modalità di erogazione “a esaurimento” per tranche trimestrali, che rischia di esporre gli enti locali a gravi squilibri di bilancio, e di potenziare il sistema Sai (Sistema accoglienza integrazione) in modo da assicurare percorsi di accoglienza stabili, dignitosi e sostenibili su tutto il territorio nazionale. “Abbiamo accolto con favore le recenti dichiarazioni pubbliche del ministro Piantedosi (lo scorso 22 settembre a Gorizia, ndr) con le quali ha garantito che in sede di bilancio verranno ristabilite le risorse del fondo a copertura delle spese degli anni precedenti – prosegue Conti -, ma finché non seguiranno atti concreti e indirizzati anche al futuro del sistema di accoglienza continueremo, insieme a Anci e ai Comuni, a chiedere al Governo un confronto urgente per dare risposte concrete e tempestive ai sindaci, che ogni giorno si fanno carico di una responsabilità che è prima di tutto dello Stato”. Dunque, conclude Conti, “l’Emilia-Romagna è da sempre terra accogliente e solidale, ma non può essere lasciata sola nel garantire diritti fondamentali a minori che arrivano nel nostro Paese senza alcun riferimento familiare. Serve una governance nazionale chiara, stabile e coerente con i principi di equità e responsabilità condivisa”.
I NUMERI AL 31 MARZO 2025 – Alla data del 31 marzo 2025 in Emilia-Romagna si contavano 1.362 minori stranieri non accompagnati, pari all’8,82% del totale nazionale (16.187), un dato in calo rispetto ai picchi registrati nel biennio 2022-2023, ma in linea con l’andamento nazionale. La maggior parte è accolta nel territorio metropolitano di Bologna (33,11%), seguita da Ravenna 9,99% (136), Modena 9,25% (126), Forlì-Cesena 9,3% (123), con la distribuzione territoriale che sta diventando più omogenea. Il quadro demografico mostra che quasi 8 su 10 sono maschi e che il 43% ha 17 anni. Metà dei minori è ospitata nei progetti Sai (Sistema accoglienza e integrazione), attivati su base volontaria dai Comuni. L’altra metà è accolta in comunità educative autorizzate a livello regionale. Sul fronte giuridico, il 77% dei minori ha un permesso di soggiorno per minore età, mentre un altro 8% gode di protezione internazionale. I principali Paesi di provenienza sono Ucraina, Tunisia, Egitto e Gambia, anche se in Emilia-Romagna si registra una presenza relativamente minore di egiziani e gambiani rispetto al dato nazionale.
Il tema era stato sollevato anche a Piacenza alcune settimane fa: il consigliere comunale Sandro Spezia (Piacenza Oltre) in una comunicazione all’inizio della seduta del 29 settembre aveva riferito di un “buco” di circa due milioni di euro nei trasferimenti delle risorse dallo Stato al Comune per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati. Si tratterebbe di 822mila euro per il 2024 e un milione e 100mila euro per il 2025. E il consigliere regionale Gian Carlo Muzzarelli (Pd), ex sindaco di Modena, ne ha parlato pochi giorni fa in un’interrogazione firmata da 18 consiglieri del Partito democratico (fra cui i piacentini Quintavalla e Albasi).

