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Verso il comune unico dell’Alta Val Trebbia: al via il percorso “dal basso”
Panorama di Cerignale

C’è un testimonial del percorso di costruzione di un comune unico dell’Alta Val Trebbia, è Franco Albertini. Il sindaco del Comune di Alta Val Tidone sarà infatti invitato nei prossimi giorni a raccontare la propria esperienza amministrativa, l’unica riuscita nella nostra provincia di fusione di tre comuni, quelli di Pecorara, Caminata e Nibbiano. Si apre così il percorso di avvicinamento a un comune unico dell’alta Val Trebbia, voluto da Cerignale, Zerba e Corte Brugnatella, che sarà presentato ai cittadini venerdì 10 e sabato 11 ottobre (a Marsaglia venerdì alle 20,30, sabato alle 10,30 a Zerba e alle 15 a Cerignale). L’idea originaria prevedeva anche il coinvolgimento di Ottone nel progetto di fusione, ma per il momento il sindaco Federico Beccia, dopo una consultazione tra i consiglieri comunali, si è tirato fuori. Intendono procedere, invece, i tre sindaci coinvolti Fausta Pizzaghi di Cerignale, Renato Bertonazzi di Corte Brugnatella e Giovanni Razzari di Zerba, nella direzione di costruire un’aggregazione “dal basso” che – a loro parere – porterebbe molti benefici ai cittadini dei loro comprensori e soprattutto una quantità risorse da utilizzare sulla spesa corrente oggi inimmaginabili, tra contributi della Regione e dello Stato.

Accorpare i comuni più piccoli delle aree interne per mettere insieme competenze tecnico-amministrative, fare economie di scala, gestire in maniera virtuosa servizi ai cittadini, è un’idea tanto propugnata dagli enti sovraordinati, come Province e Regioni, quanto indigesta per i residenti e amministratori locali. Lo abbiamo sperimentato anche nel piacentino, dove le proposte di fusione degli anni passati, incentivate con promesse di ingenti contributi economici, sono tutte miseramente fallite. Per ragioni di campanilismo, per una sorta di istinto di autotutela degli amministratori, per miopia politica. Tranne in Alta Val Tidone, dove il neocomune funziona e ha ricevuto finanziamenti importanti per migliorare servizi e attrattività. Quello che parte in alta Val Trebbia nei prossimi giorni è uno studio sui bisogni e le esigenze di un territorio montano assai peculiare: i tre centri coinvolti hanno infatti ottenuto un finanziamento regionale da 15mila euro sul tema della partecipazione e ne è scaturito un incarico a una società specializzata che ha iniziato a raccogliere opinioni e dati con interviste sul campo. “Il percorso inizia dal basso – precisa il sindaco di Cerignale Fausta Pizzaghi – e prevede una campagna di comunicazione sui nostri territori, la raccolta delle opinioni dei residenti e la creazione di gruppi tematici. Abbiamo deciso di iniziare da tre incontri informativi venerdì e sabato nei tre comuni coinvolti, invitando il sindaco di Alta Val Tidone Albertini perchè nessuno meglio di lui può venirci a raccontare i benefici dell’aggregazione”.

“Il nostro obiettivo è ambizioso – ammette Pizzaghi – ma da una prima valutazione, se unissimo i nostri tre comuni potremmo avere una quota di risorse economiche per i prossimi dieci anni oggi inimmaginabile, circa 400mila euro all’anno utilizzabili sulla spesa corrente, che è il vero problema che attanaglia i nostri comuni. Tra i nostri paesi sono già in essere convenzioni e collaborazioni legate all’ottimizzazione del personale, ma una fusione consentirebbe un salto di qualità per tutti“. L’iter però si prospetta ancora piuttosto lungo e prevede i referendum per ascoltare il parere dei cittadini, che avranno un peso nonostante il carattere solo consultivo. Cerignale, Corte Brugnatella e Zerba intanto provano a guardare avanti, indicando una strada per il rilancio della montagna: se il percorso si compirà, alle elezioni del 2028 potrebbe esserci un solo comune, quello dell’Alta Val Trebbia.