Lettere al direttore
La mia esperienza? Un esempio di sanità che funziona LA LETTERA
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Pochi giorni fa abbiamo pubblicato alcuni dati che dimostrano le criticità delle liste d’attesa nella sanità in provincia di Piacenza, confermate in seguito dai messaggi ricevuti da lettori che hanno denunciato ritardi nelle prenotazioni. Ma la sanità, lo sappiamo, al di là di qualche problema “di sistema”, il più delle volte ha il volto di un medico, un infermiere, un operatore preparato, serio e dotato di importanti valori umani. Oggi pubblichiamo la lettera di Nicholas Galeazzi, titolare della pizzeria “Te la do io la merenda” sul corso Vittorio Emanuele, che racconta la sua esperienza positiva all’ospedale di Piacenza nei reparti di gastroenterologia e chirurgia generale. Manifestazioni di professionalità e umanità che Nicholas Galeazzi è certo di trovare anche in oncologia, reparto che si appresta a frequentare in “una nuova fase” del suo percorso. Ecco la lettera.
“La mia esperienza? Un esempio di sanità che funziona”. Lettera aperta di ringraziamento. Vorrei condividere pubblicamente la mia profonda gratitudine verso l’Ospedale (di Piacenza, ndr) e verso tutte le persone che, con professionalità e umanità, hanno reso il mio percorso di cura un’esperienza positiva, rassicurante e – posso dirlo – salvavita. Tutto è iniziato grazie a una giovane ma straordinaria gastroenterologa: attenta, scrupolosa, preparata. Un’ironia del destino ha voluto che portasse lo stesso nome – particolare in Italia – per me prezioso, della mia cara nonna materna inglese: Patricia. Nonostante i miei sintomi fossero lievi e avrebbero potuto anche giustificare un approccio più cauto, la sua sensibilità clinica le ha permesso di spingersi oltre. Ed è stato proprio così che, due anni prima dello screening nazionale, è stato individuato un tumore maligno di tipo G2 al sigma del colon. Una diagnosi precoce che, senza esagerare, mi ha cambiato la vita. La patologa ha identificato tutto con grande rapidità e precisione, permettendomi di arrivare all’intervento entro un mese. L’operazione è andata perfettamente e sono state scongiurate tutte le possibili complicanze. Il team della sala operatoria è stato eccezionale: professionale, affiatato, con un rapporto di grande rispetto e collaborazione tra chirurghi e anestesisti -questi ultimi i dottori quelli che – cito le parole di uno di loro “devono far stare bene le persone”. Un lavoro di squadra che – dietro le quinte – fa davvero la differenza.
Il periodo di degenza in Chirurgia Generale mi ha confermato ulteriormente la qualità del vostro operato. Un reparto ben organizzato, guidato con competenza, presenza ed empatia dallo stesso chirurgo che mi ha operato: una figura umana e professionale davvero ammirevole. E poi loro, le infermiere e gli infermieri e oss: un gruppo straordinario. Attenti, disponibili, sempre gentili e sorridenti, anche nei momenti più impegnativi dei turni e nelle camere più “difficili”. Da paziente, percepivo armonia, dedizione, passione. Elementi che non si insegnano: si hanno o non si hanno. E voi li avete. Ora inizio una nuova fase del mio percorso, affidandomi all’Oncologia. Sono sereno, perché sono certo che troverò la stessa competenza, la stessa preparazione, la stessa empatia che ho trovato fino a oggi. Continuo questo cammino con fiducia, consapevole di essere nelle mani giuste. Fate un lavoro enorme, importante. E chi si trova dall’altra parte – come me – se ne rende conto solo quando la vita ti mette di fronte alla fragilità. Dovete esserne fieri, perché siete una dimostrazione concreta di cosa significhi essere professionisti veri, innamorati del proprio mestiere e dell’impatto che esso può avere.
Concludo con un pensiero personale: più di una persona mi aveva sconsigliato di rivolgermi a questo ospedale, invitandomi a farmi seguire altrove, da realtà certamente valide ma lontane. E invece oggi posso dire, con assoluta sincerità, che per fortuna si sbagliavano. È vero: alcune strutture sono più indicate per casi rarissimi o particolarmente complessi, ma per situazioni come la mia qui ho trovato eccellenza, umanità e competenza. Forse è il momento di raccontarlo più spesso. Non solo quando si è pronti a criticare, ma soprattutto quando c’è da riconoscere il valore delle persone che ogni giorno, con sacrificio, dedizione e sorriso, fanno la differenza nella vita di chi entra da paziente ed esce con una speranza in più. Grazie di cuore a tutti. Nicholas Galeazzi







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