Rifiuti venduti come fertilizzanti nella Bassa Piacentina, sequestrata attività nel bresciano
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Tonnellate di materiali di scarto, presentati come “compost destinato all’agricoltura”. In realtà erano rifiuti, distribuiti come falsi fertilizzanti. È quanto emerso da un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia su un presunto traffico illecito di rifiuti: nelle scorse ore il Tribunale di Brescia ha confermato il sequestro di un impianto di compostaggio di Ghedi, nel bresciano, avvenuto a metà ottobre da parte dei carabinieri forestali di Brescia insieme al Nucleo operativo radiomobile di Verolanuova. Dalle ricostruzioni degli inquirenti, attraverso circa seimila documenti di trasporto, è emerso che i falsi fertilizzanti sarebbero stati venduti anche nella Bassa Piacentina, e finiti nei campi di Castelvetro Piacentino. Il traffico illecito avrebbe coinvolto anche le province di Brescia, Mantova, Cremona e Lodi. Il legale rappresentante dell’azienda è stato denunciato con l’ipotesi di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti.








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