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Telemedicina, Vignali (Fi) “Poche prestazione in tre anni per l’Ausl di Piacenza”

TELEMEDICINA. VIGNALI (FORZA ITALIA): “PESSIMI DATI PER L’AUSL PIACENZA NEL TRIENNIO 2022-2024 – “I dati registrati tra il 2022 e il 2024 riportano che l’AUSL Piacenza ha problemi sull’implementazione della telemedicina. Un pessimo segnale, se si pensa che su quel settore sono in corso importanti investimenti del PNRR Missione 6 e che telecontrollo medico e televisite sono utili, oltre che a migliorare l’assistenza medica, anche a diminuire gli accessi fisici nelle strutture sanitarie e a sfoltire le liste d’attesa”. È quanto ha dichiarato il presidente del Gruppo Forza Italia nell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, Pietro Vignali, dopo avere analizzato i dati del telecontrollo territoriale e ospedaliero e delle televisite erogate dalle aziende sanitarie territoriali dell’Emilia-Romagna.

“Sul telecontrollo medico, ovvero il controllo a distanza di un paziente da parte di un medico che monitora l’andamento clinico di patologie già diagnosticate attraverso la condivisione di dati clinici rilevati da dispositivi o dal paziente stesso, i dati sono diversi ma comunque brutti: per il telecontrollo territoriale siamo allo “0” assoluto: nessuna prestazione è stata erogata nel triennio; per quello ospedaliero i dati si attestano tra i più alti in Regione tra le varie aziende sanitarie territoriali per la cardiologia (2685 prestazioni erogate nell’ultimo semestre 2024), mentre per le altre specialità si è arrivati sempre negli ultimi 6 mesi dell’anno scorso alle 355 del recupero e riabilitazione funzionale ed alle 187 dell’oculistica e ai numeri bassissimi di tutte le altre altre – ha proseguito il Consigliere regionale azzurro -. Non buoni nemmeno i dati sulle televisite, ovvero le visite mediche da remoto tramite videochiamata su apposite piattaforme. Per esse, si può dire che l’operazione nella sanità piacentina è stata avviata ma, paragonandola alle prestazioni erogate da altre aziende sanitarie territoriali come Bologna e Reggio Emilia che in alcune specialità sono nell’ordine di svariate migliaia solo nell’ultimo semestre 2024, il passo non è certo quello giusto. Infatti, tranne per la geriatria, che nel primo semestre del 2026 che ha registrato il picco di 151 prestazioni, poi comunque calato sensibilmente a 84 nei successivi 6 mesi, per tutte le altre specialità i numeri sono bassi, addirittura nulli per anestesia/terapia antalgica, pneumologia e malattie endocrine nell’ultimo semestre 2024”.

“Certo, si tratta di dati rilevati fino al dicembre 2024, che quindi si spera siano migliorati nel corso del 2025, ma potrebbero essere indice di grave arretratezza e disorganizzazione interna dell’azienda – ha concluso Vignali -. Per questo, con una interrogazione alla Giunta regionale, non ho solo chiesto spiegazioni, ma anche sollecitato soluzioni tempestive per far incrementare l’uso di queste prestazioni all’avanguardia e ancorché risolutive per molte criticità della sanità regionale.”