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Un cuore nuovo per il piccolo Giordano, la storia narrata nel corto “Briciole al cielo”

Grande successo per l’anteprima nazionale del cortometraggio “Briciole al cielo” che si è svolta sabato 22 novembre all’auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano, a cura del Cineclub Giulio Cattivelli. Sala gremita per accogliere gli ospiti, in arrivo da sei diverse regioni del Centro-Nord Italia: tra i presenti Flavia Petrin, presidente nazionale Aido, Elena Murelli, senatrice della Lega e presidente dell’intergruppo parlamentare sulla promozione della salute, Lodovico Albasi, consigliere regionale, e diversi primari e dirigenti ospedalieri dalla Toscana, dal Piemonte e dall’Emilia. Presente soprattutto il piccolo Giordano (interprete del film e al centro dell’intero progetto) insieme alla sua famiglia, in arrivo da Genova. L’evento, condotto dalla giornalista Nicoletta Marenghi, ha preso il via con i saluti di Giovanna Palladini a nome della Fondazione di Piacenza e Vigevano. È stata, quindi, la volta di Valter Sirosi e Gaetano Rizzuto, rispettivamente presidente e presidente onorario del Cineclub Piacenza, che hanno illustrato il complesso progetto ringraziando le decine di persone che si sono impegnate per la produzione per un intero anno.

L’obiettivo del film è quello di dare un segno concreto di speranza alle 8mila persone che in Italia stanno aspettando un organo per continuare a vivere: ecco, allora, sul grande schermo le toccanti testimonianze di Filippo e Marco, due pazienti piacentini che sono proprio in attesa della telefonata che possa dare loro una prospettiva di vita migliore. Così come ha commosso il videomessaggio di Orietta di Como che qualche settimana fa ha donato da vivente un rene a suo marito (tutti e due arrivati appositamente per seguire l’anteprima). Il film è stato realizzato con la collaborazione fondamentale della Città della Salute e della Scienza di Torino, rappresentata dal dottor Carlo Pace Napoleone, direttore della cardiochirurgia pediatrica, che ha effettuato il trapianto di Giordano, e dell’associazione “Amici dei Bambini Cardiopatici” rappresentata dalla presidente Marina De Nardo. Il direttore della fotografia è Alessandro Zonin, il compositore Paolo Burzoni, la segretaria di edizione Valeria Tedaldi e la segretaria di produzione Cinzia Paraboschi. La conduttrice ha letto il toccante messaggio che il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha fatto pervenire al Cineclub di Piacenza, con il quale evidenzia da una parte l’efficace organizzazione della rete ospedaliera italiana e dall’altra la forza comunicatrice di Briciole al cielo che “ci ricorda, in modo semplice ma potente, quanto sia prezioso il valore della donazione: più di ottomila persone aspettano un organo e ogni ‘sì’ alla donazione offre a chi ha bisogno la possibilità di guardare al domani con fiducia”. È stato quindi il momento di vedere il cortometraggio che ha tenuto incollati tutti i presenti per i 12 minuti di proiezione e tanti erano gli occhi lucidi.

La parte iniziale del film è realizzata con l’abbinamento dei disegni realizzati dall’artista piacentino Giovanni Alberti con la voce narrante di Rita Nigrelli e le vere voci del personale sanitario che curò Giordano nella prima fase in Toscana. La seconda parte racconta dal trapianto in poi con le riprese effettuate presso il reparto di Cardiochirurgia pediatrica e il comparto operatorio dell’ospedale “Regina Margherita” di Torino e presso l’abitazione della famiglia a Genova. Quasi tutte le scene sono registrate con una piccola telecamera sulla fronte di Giordano e di un altro bimbo impiegato nelle scene in ospedale. Giordano si “scopre” solo nella scena finale quando si capisce il titolo del film e la “soggettiva” è – questa volta – quella di qualcuno che non si vede (l’angioletto che, terminata la sua missione, se ne torna in cielo, visto dal solo Giordano). Giordano, infatti, nella realtà, appena tornato a casa dopo il trapianto volle ringraziare l’angioletto che gli aveva donato il cuore nuovo, lanciandogli briciole di pane. Al termine del film un lungo, interminabile applauso ha sancito il coinvolgimento profondo del pubblico in un improvviso abbraccio virtuale colmo di occhi lucidi di gratitudine, con il chirurgo che ha effettuato il trapianto di cuore che si è alzato per abbracciare il regista Tiramani.

È stato, poi, l’artista piacentino Giovanni Alberti raccontare la realizzazione dei disegni della prima parte del film e illustrare l’omaggio pensato per i supporter e gli interpreti, raffigurante la grafica del film stesso (il bimbo che lancia le briciole al cielo), su stampe a tiratura limitata (70 copie numerate, timbrate a secco e firmate). È arrivato anche il messaggio del professor Giuseppe Feltrin, direttore del Centro nazionale trapianti, che ha scritto: “Ringrazio gli autori, la produzione e tutti coloro che hanno reso possibile questo film, per aver scelto di raccontare con delicatezza e verità una realtà che troppo spesso rimane invisibile. Attraverso l’arte e il cinema, ‘Briciole al cielo’ contribuisce a diffondere un messaggio fondamentale: quello di una cultura della donazione come gesto di generosità e di vita che continua”. Ecco allora Giordano con la mamma Annalisa, il papà Arrigo e il fratello Gioele raggiungere finalmente il palco spinti da un altro fragoroso applauso. Mamma Annalisa ha raccontato della pesante esperienza che hanno vissuto, lasciando tutti ammutoliti quando ha raccontato quello che l’altro figlio (Gioele, di nove anni) le aveva confidato in mattinata: “Mamma, avrei voluto donare io il cuore a Giordano”. Papà Arrigo, tra l’altro, ha sottolineato come la profonda fede abbia aiutato tutta la famiglia ad affrontare una prova così impegnativa che ha avuto, poi, un risultato che sa di miracolo.

Gian Francesco Tiramani, artefice del progetto, autore del soggetto, della sceneggiatura e della regia, interpellato dalla conduttrice, riesce a dire solo poche parole bloccato dall’emozione della situazione. Ed ecco la sorpresa più grande (tenuta nascosta a tutti sino a quel momento): i medici provenienti da Arezzo (Marco Martini, primario di Pediatria), Firenze (Manuela L’Erario, primario della Rianimazione del Meyer) e Massa (Pierantonio Furfori, cardio-anestesista pediatrico dell’Ospedale del cuore) che salvarono la vita al piccolo Giordano nelle prime 24 ore, insieme all’infermiera che lo accompagnò di notte in ambulanza (Katia Fracassi) arrivano sul palco per rivedere – per la prima volta in piedi – il piccolo Giordano e la sua famiglia. Abbracci senza ritegno in uno scambio di ammirazione, gratitudine ed orgoglio per l’esito della storia. Altra sorpresa la maglietta fatta arrivare dalla dirigenza della Juventus e firmata appositamente dal suo attaccante Dusan Vlahovic, consegnata dal presidente dello Juventus Club di San Nicolò, Benito Trombetta. A seguire, gli interventi istituzionali con la presidente Aido Flavia Petrin, la senatrice Elena Murelli e il consigliere regionale Lodovico Albasi, che hanno ammesso tutti di aver messo da parte le parole che avevano preparato per
testimoniare la loro emozione nel vedere il racconto della storia di Giordano, sottolineando con diverse sfumature l’importanza del dono. Ha chiuso la serie degli interventi il giornalista Alan Patarga che ha sottolineato l’importanza della comunicazione nella sensibilizzazione alla donazione ricordando quanto abbia inciso il caso del piccolo Nicholas Green vittima nel 1994 a sette anni di un assassinio sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria, i cui genitori decisero di donarne gli organi. L’evento si è concluso con l’esecuzione dal vivo del brano musicale finale del film con il maestro Paolo Burzoni (che ha scritto la musica) al pianoforte, Giorgio Donelli alla viola, Roberto Barocelli (chitarra e voce) e Tania Capelli (voce) in una versione creata appositamente per l’anteprima.