Igiene ambientale, sciopero dei lavoratori Iren il 10 dicembre
Le organizzazioni sindacali firmatarie del contratto dell’igiene ambientale Fp Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Fiadel annunciano lo sciopero dei lavoratori del settore igiene ambientale che si svolgerà il 10 dicembre prossimo, a causa del mancato rinnovo contrattuale che pare non trovare una soluzione. Pertanto, come comunicato da Iren, nell’intera giornata di mercoledì 10 dicembre tutti i servizi aziendali del comparto igiene ambientale legati alla raccolta rifiuti, spazzamento, disinfestazione, derattizzazione, disinfezione, Call Center e ai Centri di Raccolta del territorio potrebbero subire sospensioni o riduzioni. Nelle ore di sciopero saranno comunque garantiti i servizi essenziali e saranno assicurate le prestazioni indispensabili a tutela della sicurezza, nel rispetto degli accordi applicativi della Legge 146/90, così come modificata dalla Legge n. 83/2000 e successive deliberazioni della Commissione di Garanzia che regolamentano l’esercizio del diritto di sciopero. Le attività riprenderanno regolarmente al termine della giornata di sciopero con l’adozione di tutte le misure organizzative necessarie a ripristinare la regolarità dei servizi. I servizi che non dovessero essere svolti saranno recuperati in occasione del successivo passaggio, come indicato nei calendari distribuiti agli utenti.
“Questo sciopero “sotto l’albero di natale”- scrivono le organizzazioni di categoria – arriva in conseguenza del contratto già scaduto il 31 dicembre 2024 che non riesce a trovare esito positivo in quanto non ci sono risposte concrete da parte delle associazioni datoriali alle quali è rivolto questo settore. L’interesse è quello di speculare sui salari dei lavoratori e di utilizzare una classificazione del personale che dia margini di aumento di produttività alle aziende, ma che di fatto porta in tasca ai lavoratori poca dignità e una richiesta di aumento delle mansioni”. I sindacati per queste motivazioni dicono “no alla svendita delle lavoratrici e dai lavoratori di questa divisione e chiedono che i salari siano adeguati ai tassi inflattivi che dall’ultimo rinnovo ad oggi hanno galoppato e impoverito questi dipendenti negli ultimi 4 anni”. Rilanciano inoltre “alle associazioni datoriali, ma anche ai Comuni proprietari delle municipalizzate la responsabilità di rendere più attrattivo questo ambito lavorativo che di fatto si sta spopolando perché sempre meno giovani scelgono di lavorare nelle aziende di igiene urbana e ambientale”. “Il messaggio che vuole passare – conclude la nota – è che lo sforzo debba essere di interesse comune tra sindacati, datori di lavoro e comuni per dare una speranza futura a questo settore al quale non si dà il valore e il peso che merita, ma che diventa solo uno strumento di guadagno e a servizio della cittadinanza. I lavoratori e le lavoratrici il 10 sciopereranno sia per sé stessi che per un senso civico comune nella speranza di essere ascoltati”.


