“La disabilità di mia sorella è la mia normalità: così racconto la nostra storia nella tesi di laurea”
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Una tesi che non è solo un traguardo, un risultato accademico, ma è soprattutto la condivisione di un’esperienza personale, una storia familiare che parla di coraggio, amore e empatia. In “Oltre la diagnosi: La storia di mia sorella tra fragilità e possibilità” Alida Losi, neo dottoressa in Scienze dell’educazione e dei processi formativi, laurea conseguita all’università di Parma, ha raccontato il percorso della sorella Alessia, vissuto insieme alla mamma Franca e al papà Massimo, e all’altra sorella Arianna.

“Alessia di noi tre è la sorella più grande – racconta Alida -. La gravidanza di mia madre, che all’epoca aveva solo 25 anni, era stata perfetta. Al momento del parto, però, per un errore medico, Alessia è andata in sofferenza fetale. Mia madre è allergica al lattice e, in un momento così delicato in cui erano necessarie particolari cautele, ha accusato uno shock anafilattico”. Le ripercussioni su Alessia, nata con asfissia cianotica, portano a una diagnosi di paralisi cerebrale infantile e tetraparesi spastica distonica. Un esito – e le sue ripercussioni sanitarie e legali – che i giovani genitori Franca e Massimo affrontano con coraggio e amore. Perché dopo Alessia arriva prima Arianna e poi Alida, la piccola di casa. Tre A molto unite e complici.

“Per me è stato molto naturale crescere con le mie sorelle – spiega Alida -: la condizione di Alessia era già presente e non è qualcosa a cui mi sono dovuta abituare o che ha modificato la mia quotidianità. I nostri genitori ci hanno cresciuto nel miglior modo possibile, facendoci sentire sempre amate, sempre accanto ad Alessia, per saperla aiutare e gestire. La sua disabilità, che purtroppo c’è e lo testimoniano le tantissime difficoltà che abbiamo dovuto affrontare, è la mia normalità. Crescere insieme è stato bello, anche se sicuramente è stato diverso da tante altre famiglie, ma è questo che ci ha reso quello che siamo: siamo diventate grandi condividendo tanto amore, empatia, gentilezza, educazione e questo grazie alla nostra famiglia e ai nostri genitori, che hanno fatto un lavoro, per come la penso io, ottimo”.

Un contesto che ha condizionato le scelte professionali di Alida, che ha alternato esperienze lavorative in ambito educativo e sociale allo studio universitario a Parma. La tesi di laurea è infatti incentrata su come Alessia sia andata oltre una diagnosi, riuscendo a portare a termine il suo percorso scolastico e a intraprendere un percorso di autonomia. “La mia tesi parla di tutto questo, della gravidanza di mia madre e dell’errore medico alla nascita di Alessia e di come, e di come insieme a mio padre, da genitori alla prima esperienza e davanti a una situazione così difficile, sia riusciti ad orientarsi tra terapie e servizi. E poi parlo di Alessia: non c’è stata – racconta con orgoglio – tappa scolastica che non sia riuscita ad affrontare, dalla materna, alle elementari, fino al diploma e ora partecipa ai vari progetti e attività del centro socioresidenziale diurno Assofa, in via Zoni a Piacenza”.
Le ultime parole sono ancora piene di ammirazione per Alessia, che si è diplomata al liceo artistico Cassinari. “Le piace dipingere e realizza quadri, grazie all’uso delle mani riesce ad esprimersi così. E’ un’artista”.







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