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L’Appennino raccontato con due “sillabari”, a Xnl la mostra con le foto di Ferri e Calò

Xnl Piacenza torna ad aprire i suoi spazi espositivi ospitando, a partire dal 18 dicembre, Sillabari d’Appennino, una mostra dedicata alle terre alte, ritratte nelle immagini di Alessandra Calò e Sergio Ferri. Un progetto ampio e articolato, a cura di Enrica Carini, che accompagna i visitatori in un percorso di scoperta e memoria. Dalla residenza artistica di Calò sui monti di Reggio Emilia è nato Rogazioni Silvestri – Erbario Mistico d’Appennino: fotografie che ripercorrono il legame tra uomini e territorio e si intrecciano con la poesia, grazie ai versi di Mara Redeghieri presentati a corredo delle opere. Le Terre alte di Sergio Ferri spostano il focus sull’alta provincia piacentina, proponendo una galleria di volti e frammenti di paesaggio che raccontano la vita di chi questi luoghi ha scelto di viverli e di non abbandonarli, nonostante le difficoltà. L’inaugurazione della mostra, in programma giovedì 18 dicembre alle 17.30, sarà l’occasione per il tradizionale scambio di auguri natalizi della Fondazione di Piacenza e Vigevano. La mostra resterà attiva, con ingresso gratuito, fino al 22 febbraio 2026.

La mostra è stata presentata in conferenza stampa nella mattinata di lunedì 15 dicembre a Palazzo Rota Pisaroni alla presenza del vicepresidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano Mario Magnelli, della curatrice Enrica Carini e del fotografo Sergio Ferri. “Il territorio è già stato oggetto di indagine nelle mostre di Xnl – ha spiegato Magnelli – consentendo di vedere pezzi della città e della comunità spesso sconosciuti ai piacentini. Questa puntata è dedicata all’Appennino, territorio importante ma anche fragile, che spesso non si riesce a promuovere nel modo che meriterebbe. Attraverso gli artisti offriremo un occhio originale, inconsueto”. La curatrice Carini ha detto che “il titolo scelto porta in sé un tentativo di usare il linguaggio dei sentimenti: vuole essere una sorgente, una dedica ai nostri territori” e ha presentato i due artisti, “due voci sensibili e attente al sentire dell’Appennino”. L’ultima parte dell’esposizione è “un minuscolo sottobosco vivo e seminato con cui ci poniamo in ascolto con un punto di raccolta e condivisione”. Ferri ha sottolineato che “a volte si pensa che un lavoro del genere sia una ricerca di casi e di persone che vanno in Appennino, ma non ho cercato storie, ho viaggiato lasciandomi stupire in maniera libera. Non è stata una restituzione di qualcosa al di fuori di me, ma un ritorno all’infanzia. È un racconto documentaristico ma non didascalico, abbiamo l’idea di un Appennino come luogo dove fare esperienze, c’è un’attenzione più intima e solitaria rispetto a una fruizione domenicale. Sono paesaggi struggenti che stanno in dialogo, possono riportarci a un tempo che fu ma anche a un’idea di futuro”.

Sillabari d'appennino presentazione in Fondazione

“Abbiamo voluto porre al centro dell’attenzione il nostro territorio, letto attraverso la fotografia d’autore, come già era avvenuto in passato a Xnl in occasione dei progetti Perimetro Piacenza, Photobuster e Spazi in attesa, dedicati alla città, e abbiamo scelto di farlo oltrepassando i luoghi urbani e allargando il racconto all’Appennino. Le immagini in mostra, e la trama narrativa che è stata costruita intorno ad esse, costituiscono una sorta di riflessione che è un omaggio a terre che sono patrimonio di biodiversità, paesaggio e tradizione, identità e radici e anche a tutta l’umanità che ogni giorno lo abita e lo presidia”, commenta il presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano Roberto Reggi. “L’Appennino è un sillabario di parole, immagini e sentimenti, una intera lingua, che parla di radici e abbandoni, paesi e isolamenti, memorie e desideri – illustra il progetto la curatrice Enrica Carini -, una casa dalle finestre spalancate – abbandonata forse? – in cui tenersi stretti, come sillabe, per non svanire. Come una sorgente, dunque, inizia dalle terre alte, una dedica ai nostri paesaggi attraverso i sentieri dell’arte con le opere di Alessandra Calò e Sergio Ferri: le loro immagini sono un sillabario vivo, un luogo in cui ritrovare segni e parole per dire ciò che ancora ci rappresenta”.

Rogazioni Silvestri (Erbario mistico d’Appennino) di Alessandra Calò nasce dall’afflato ancestrale, insito nell’opera d’arte, di voler ripercorrere il legame che da millenni unisce la vita dell’uomo a quella del suo habitat terrestre. Nei testi poetici ispirati alle antiche Rogazioni pagane, risuona l’eco delle litanie di Gallia e Roma, rivolte al culto delle Dee Madri protettrici della fertilità, della semina e del raccolto fruttuoso. È una personale e intima riflessione su quanto il territorio naturale circostante abbia, da sempre, influito in maniera indelebile sulla nascita del patrimonio mistico e sacro di un popolo: mitologie, leggende e riti sciamanici, da sempre volti a guarire ed espellere la radice del male dalle genti e dalle creature. Alessandra Calò, attraverso un antico processo di stampa fotografica e Mara Redeghieri, con nuove parole, ripercorrono e restituiscono tracce del legame sacro e indissolubile tra creature umane e creature silvestri.

Le Terre alte di Sergio Ferri mostrano un Appennino come luogo non solo da contemplare, ma da ascoltare, e soprattutto da comprendere. Volti, gesti, scorci e frammenti di paesaggio ci accompagnano dentro una quotidianità rarefatta e incerta. Il lavoro di Ferri non è una difesa d’ufficio dell’Appennino, né l’ennesima denuncia su un inesorabile declino. Le sue immagini evocano un contatto con la natura che va oltre l’idillio: una relazione che implica fatica, rottura, incertezza. Vivere nell’Appennino è una decisione consapevole, che porta con sé rinunce, solitudini, talvolta disillusione. E un modello di vita che stride con le promesse della modernità urbana, fatta di comfort e accessibilità totale. Il lavoro di Sergio Ferri ci conduce, con delicatezza visiva e profondità, a confrontarci con domande che attendono ancora una risposta. Ci restituisce un’umanità che continua a esistere, prima ancora che resistere.

Sillabari d'appennino presentazione in Fondazione

Sillabari d’Appennino è anche un percorso multidisciplinare, che propone una esperienza in cui poter avvicinarsi a un bosco in miniatura, fatto di piccoli alberi, semi, foglie, piante di sottobosco, e uno spazio in cui poter stare, fermarsi, riflettere e raccontare che cosa è per ogni visitatore l’Appennino. Saranno inoltre importanti i momenti di incontro e di dialogo con i visitatori e la didattica che si fonderà non solo sulla mediazione del patrimonio culturale ma anche di quello naturale e territoriale. Tutto sarà connesso da una sonorizzazione dedicata realizzata dal dipartimento di nuovi linguaggi del conservatorio che ha sede in Xnl Musica, per la quale si ringraziano il direttore Roberto Solci, Giammarco Romiti e Riccardo Dapelo. Dopo l’inaugurazione, la mostra proseguirà fino al 22 febbraio 2026, a ingresso gratuito. Sono in via di definizione incontri di public program e le attività della sezione Xnl Edu rivolte alle scuole del territorio, ideate e condotte da Enrica Carini. Il programma Arte di Xnl è promosso da Rete Cultura Piacenza, che comprende Fondazione di Piacenza e Vigevano, Comune di Piacenza, Provincia di Piacenza, Regione Emilia-Romagna, Camera di Commercio dell’Emilia e Diocesi di Piacenza-Bobbio.

Alessandra Calò è un’artista che crea immagini, situazioni e fotografie per approfondire temi legati alla memoria, all’identità e al rapporto tra uomo e natura. La sua ricerca artistica si basa sulla reinterpretazione di materiali d’archivio, con la quale non intende attuare una rievocazione nostalgica del passato ma proporre nuove visioni del reale. Nei suoi lavori convivono ricerca intima e contaminazione. Nel corso degli anni si è appassionata ad antiche tecniche di stampa fotografica con le quali realizza vere e proprie installazioni e libri d’artista. Negli ultimi suoi progetti, sono state coinvolte autrici contemporanee per creare immagini parlanti diventate poi installazioni site-specific. Le sue opere fanno parte di importanti collezioni e sono esposte in Istituti Italiani di Cultura, musei e festival di tutto il mondo, tra cui: Fotografia Europea, Circulation(s)Festival, Voies Off Arles, Photaumnales, Les Rencontres de la photo en Gaspésie (Canada), Ras Al Khaimah Fine Art Festival (Emirati Arabi), ArtStays (Slovenia), MoMA e Met Museum.

Sergio Ferri è nato e vive a Piacenza. La sua ricerca fotografica più recente, collocata nel solco della tradizione documentaristica, ruota attorno al nesso tra paesaggio e identità. Il tema dello sradicamento, della perdita di legami e del senso di appartenenza è il filo conduttore che attraversa gran parte del suo lavoro. In passato si è più volte focalizzato, oltre che sul paesaggio urbano, su alcune delle problematiche sociali emergenti, in particolare immigrazione, povertà, marginalità sociale. Tra i suoi lavori: Luoghi e non-luoghi. Una ricerca per immagini sulle periferia urbane, 2008; Italia mon amour. Storie di ordinaria integrazione, 2012; FH. Ferrhotel. Le condizioni dei migranti e tra prima accoglienza e futuro, 2013; Il quotidiano che non è ovvio. Storie e immagini del campo nomadi di Piacenza, 2016; #H24. Il lavoro non dorme mai, 2018; Appennino: le storie i volti, 2019; #iohounacasa, 2020; I love you, I hate you, 2022; Terre Alte, 2023 ongoing.

Mara Redeghieri è cantante e cantautrice dalla sua prima collaborazione col gruppo Üstmamò, prodotto dai Dischi del Mulo etichetta fondata da Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni. L’incontro col mondo della musica e della scrittura testuale ha inizio con questa fondamentale esperienza e non si è ancora arrestato. Nel corso della sua carriera si è dedicata alla ricerca e approfondimento dei canti della tradizione popolare dell’Appennino Reggiano e del canto rivoluzionario ed anarchico italiano. Collabora e scrive testi per altri artisti del panorama musicale nazionale. Ha fondato e dirige tuttora un coro femminile di canto popolare e musica “Al Falistre e i Fulminant” al quale affianca un laboratorio di canto con lo stesso repertorio dedicato a persone fragili.

Sillabari d’Appennino
Alessandra Calò e Sergio Ferri
A cura di Enrica Carini
18 dicembre 2025 – 22 febbraio 2026
Aperto venerdì, sabato e domenica dalle ore 10 alle 19 e su prenotazione (email info@xnlpiacenza.it) per scuole e gruppi
Apertura straordinaria 6 gennaio 2026
INGRESSO GRATUITO