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Rancan e Bonini (Lega) “Basta finti comuni montani: risorse a chi ne ha davvero bisogno”

“Ringraziamo il Ministro Calderoli per essere finalmente intervenuto su un’anomalia che si trascina da decenni. Fino ad oggi venivano considerati montani comuni come Roma, Bologna, Sanremo o Taormina. È legittimo chiedersi se sia corretto che le già limitate risorse destinate ai territori montani venissero ripartite anche tra realtà che non presentano alcuna delle criticità tipiche della montagna. A chi sostiene che non si dovesse intervenire, o addirittura che la platea dei comuni montani dovesse essere ampliata, domandiamo se ritenga giusto continuare a disperdere risorse pubbliche sottraendole ai territori che ne hanno realmente bisogno”. Così Federico Bonini, consigliere provinciale e comunale di Bobbio, e Matteo Rancan, segretario Lega Emilia, sulla vicenda della riclassificazione dei comuni montani che tiene banco da alcune settimane.

“La Lega, al governo, sta lavorando per tutelare i comuni effettivamente montani, – spiega la nota – mentre il Pd sembra voler difendere un sistema che ha prodotto sprechi e distorsioni. I parametri proposti rispecchiano quanto indicato da 6 esperti designati dagli enti territoriali: 3 dalle Regioni, 2 dai Comuni, 1 dalle Province. Aggiornare criteri risalenti a oltre settant’anni fa era necessario per interrompere un meccanismo che, di fatto, penalizzava le aree più fragili. Per troppo tempo qualcuno ha beneficiato di questa ambiguità. Essere onesti con i cittadini significa rispettare le risorse pubbliche, che devono essere destinate in modo coerente agli obiettivi per cui sono stanziate”. “In questo quadro, il Ministro si è detto disponibile ad accogliere – precisano – l’ulteriore emendamento proposto dalle Regioni in merito ai “cluster di interclusi”, e a valutare ulteriori estensioni per includere quei comuni che dovessero restare esclusi per scostamenti minimi rispetto ai parametri fissati, rinviando a lunedì il confronto con gli enti territoriali”.

“Con riferimento al nostro territorio provinciale, alcuni Comuni tra quelli definiti a rischio dagli esponenti regionali intervenuti negli ultimi giorni manterranno certamente la classificazione di comuni montani. Va inoltre ricordato che la quota del Fosmit attribuita alle Regioni – oltre 85 milioni di euro per l’anno in corso – può essere gestita autonomamente dalle stesse, consentendo quindi di sostenere anche ulteriori comuni rispetto a quelli ricompresi nella nuova classificazione. Se è vero che oltre 1.000 Comuni non saranno più considerati montani, è altrettanto vero che si tratta di Comuni che fino ad oggi hanno impropriamente beneficiato delle agevolazioni previste per la montagna, sottraendo risorse alle aree realmente montane. Sono queste ultime, e solo queste, ad avere titolo per chiedere conto di come le risorse siano state gestite negli ultimi 73 anni”.