Ventidue stanze per 100 turisti e museo di Verdi: 7 milioni per far rinascere l’hotel San Marco
Servono oltre sette milioni di euro per far rinascere l’ex albergo San Marco, secondo lo studio di fattibilità redatto dallo studio tecnico dell’ingegnere Paolo Milani e sostenuto dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano. Gli esiti sono stati presentati in conferenza stampa mercoledì 10 dicembre a Palazzo Rota Pisaroni. La struttura, abbandonata da tempo, potrebbe risorgere come albergo con 22-23 stanze, tra cui alcune di grandi dimensioni, capaci di contenere circa cento ospiti. C’è l’idea (e lo spazio) di realizzare anche un museo dedicato a Giuseppe Verdi (che frequentava assiduamente l’hotel quando era consigliere provinciale a Piacenza), una sala polifunzionale da 90 persone che potrebbe ospitare convention o concerti e ulteriori destinazioni di carattere culturale e didattico. Si è parlato anche di una tea room aperta al pubblico e ai futuri clienti dell’albergo negli ambienti storici del piano terreno. È stata valutata la fattibilità architettonica, strutturale e impiantistica delle ipotesi di rifunzionalizzazione dell’immobile (che è di proprietà dell’Ausl per il 76% e del Comune di Piacenza per il 24%) con l’obiettivo di riqualificare e valorizzare un bene di pregio della città. Lo studio, come è stato spiegato, avrebbe ricevuto un primo ok informale da parte della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Parma e Piacenza. La sfida, ora, è quella di trovare i fondi: la soluzione ideale sarebbe riuscire a ottenere contributi pubblici, magari ministeriali (a luglio il ministro Alessandro Giuli ha visitato l’edificio) ma, nel caso in cui non sarà possibile, si valuterà anche il coinvolgimento di soggetti privati.
Alla conferenza stampa sono intervenuti il presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano Roberto Reggi, la sindaca di Piacenza Katia Tarasconi con gli assessori Adriana Fantini e Christian Fiazza, l’autore dello studio Paolo Milani con l’architetto Arianna Aimi. L’ingegnere Milani ha inquadrato l’edificio nel contesto storico, ricordandone l’origine e le funzioni ospitate nel corso dei secoli. A conferma del pregio dell’albergo, è stato ricordato come le stanze del “San Marco” abbiano ospitato personaggi illustri come Vincenzo Gioberti (esponente della Destra storica, più volte ministro e presidente della Camera del Regno di Sardegna) e la famiglia reale Savoia, oltre ovviamente a Giuseppe Verdi che lì soggiornava per poi recarsi al non distante palazzo della Provincia di corso Garibaldi per le sedute del consiglio.
“L’edificio – ha spiegato Paolo Milani – ha una superficie di 3mila metri quadrati su tre piani da un lato e quattro dal lato di via San Marco, con ambienti di grandi dimensioni. L’idea è destinare una porzione alla funzione ricettivo-alberghiera, finalizzata a un turismo storico. Le stanze grandi potranno ospitare anche interi nuclei familiari che si recheranno in visita alla città”. Nel progetto di Milani si è preferito mantenere il più possibile l’assetto attuale della planimetria ed “evitare interventi edilizi che snaturerebbero il complesso architettonico, e che in ogni caso non sarebbero ammessi dalla Soprintendenza, che dovrà pronunciarsi sull’intervento”. Il “nuovo” albergo, ha spiegato Milani, potrà contenere “22 o 23 stanze di dimensioni anche molto ampie (suite) capaci di ricevere circa cento persone“. Nello studio di fattibilità viene stimato che l’albergo potrà avere 11 suite (38 metri quadri o più) da 4 posti letto, 11 superior (26 metri quadri o più) da 4 posti letto e una camera standard da 2 posti letto, per un totale di circa 90 posti. Ci sarà poi una “sala conferenze o della musica” e un “museo verdiano” al pian terreno del civico 3 di via San Marco, con una sala espositiva di cimeli verdiani. C’è anche l’idea di recuperare anche la porzione che prima era destinata a cortile.
Paolo Milani
Si potranno poi pensare ulteriori destinazioni di carattere culturale e didattico. “C’è già un ascensore – ha precisato l’ingegnere – che potrà essere recuperato, due vani scala che consentiranno, protetti da porte tagliafuoco, un utilizzo alberghiero nel rispetto delle norme. L’intervento consisterebbe innanzitutto nella rimozione delle superfetazioni, gran parte dei costi serviranno per opere strutturali, per realizzare gli impianti elettrici, sostituire i serramenti laddove necessario e restaurare quelli a pian terreno”. Il quadro economico preliminare dell’intervento ammonta a 5 milioni 658mila 100 euro, a cui vanno aggiunte le spese per allacciamenti a pubblici servizi, oneri fiscali e previdenziali, per arrivare a un totale di 7 milioni 355mila 662 euro. “L’incidenza – ha precisato Milani – è di 1.800 euro al metro quadro, allineata ai normali costi di ristrutturazione di un fabbricato. La Soprintendenza ha confermato la fattibilità delle destinazioni d’uso ipotizzate”.
“Sappiamo che sul nostro territorio abbiamo tanti beni che meriterebbero una manutenzione, uno di questi è l’ex albergo San Marco, luogo storico e iconico, legato al maestro Giuseppe Verdi, che ne usufruiva quando era consigliere provinciale”, ha commentato la sindaca Katia Tarasconi. “Per ristrutturare quest’edificio i fondi necessari sarebbero ingenti, ma con un progetto già realizzato potremo cercare dei finanziatori”. Tarasconi ha ringraziato la Fondazione per aver sostenuto il progetto di fattibilità, “un passo significativo che può darci la possibilità, in futuro, di partecipare a bandi che si potranno aprire o a finanziamenti ministeriali, sulla scorta di quello che sta accadendo per Villa Verdi “. L’ex albergo San Marco è totalmente di proprietà pubblica, anche se la maggior parte delle “quote” appartiene all’Azienda sanitaria. “Da parte dell’Ausl c’è totale disponibilità, siamo in sintonia”, ha dichiarato Tarasconi. “L’ideale sarebbe ricevere un finanziamento pubblico – ha aggiunto la prima cittadina – in ogni caso la finalità del luogo dovrà essere compatibile con le richieste della Soprintendenza”. La riqualificazione dell’ex hotel San Marco, per Tarasconi, potrebbe “farci crescere dal punto di vista turistico”. “La sala polifunzionale potrà ospitare convention o concerti, penso ad esempio al Conservatorio Nicolini. Potrebbe essere buona soluzione per avere un equilibrio tra museo e luogo affine al turismo, sua destinazione originaria”.
“Fin da subito – ha detto l’assessora comunale all’urbanistica Adriana Fantini – l’amministrazione ha ritenuto che questo bene strategico dovesse rimanere, nelle idee di sviluppo culturale della città, nelle mani del pubblico. Perciò fu tolto dal piano delle alienazioni (nel 2022, ndr). Riteniamo che questa ipotesi di restauro e rifunzionalizzazione sia coerente col vincolo del 2016: è garantito l’uso pubblico, un museo verdiano che da anni la città aspetta e un salone che potrà essere frequentato da cittadini e turisti. Lo scopo di questo progetto è avere una base aggiornata per aprire un dibattito e immaginare una nuova vita per uno spazio di massima eleganza con una storia importante per la città”. L’assessore alla cultura Christian Fiazza ha spiegato che la riqualificazione dell’ex albergo San Marco è un passo per proseguire il percorso di “restituzione dell’identità verdiana” alla città di Piacenza. “Tutte le iniziative vanno in questa direzione”, ha detto, ringraziando tutti gli attori che se ne stanno occupando e sottolineando il lavoro di squadra. “Abbiamo già avuto una discussione positiva con la Soprintendenza e con il ministro della Cultura, la cui visita a Piacenza ci ha dato un ulteriore sprone per andare avanti. Per noi è un onore mettere un tassello importante nella riqualificazione di questo bene importante per la città”. Il presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano, Roberto Reggi, ha affermato che la rinascita dell’albergo San Marco “potrebbe avere un valore culturale e sociale molto significativo”. “È un bene che può essere strategico per il legame che ha con il maestro Giuseppe Verdi. Quando Comune ci ha chiesto di collaborare, anche alla luce dei vincoli sopraggiunti recentemente, abbiamo risposto subito positivamente”.
L’EX ALBERGO SAN MARCO – L’edificio che ai tempi di Verdi ospitava l’Albergo San Marco – tappa fissa del maestro, soprattutto negli anni in cui sedeva in Consiglio provinciale a Piacenza – è in stato di abbandono da alcuni decenni. Situato all’angolo tra via Cittadella e via San Marco, l’ex Albergo San Marco è appartenuto al Capitolo della Collegiata di San Gervaso dalla sua edificazione, nel XVIII secolo, fino al XIX secolo, che lo aveva adibito a Osteria San Marco. Dal punto di vista architettonico, l’edificio si affaccia sulle due importanti vie cittadine con facciate che si sviluppano su tre livelli di cui, quello più in basso, è caratterizzato da un bugnato liscio su cui si aprono una serie di bifore inquadrate da colonnine. Il piano primo, invece, inscritto all’interno di due cornici modanate, presenta finestre ad edicola e, su di esso, si imposta un ultimo livello coronato da una sporgente cornice. Nel periodo tra le due guerre, l’albergo che era stato la “casa piacentina” di Giuseppe Verdi, diventò di proprietà del Comune e fu, per diversi anni, prima sede dell’Ausl e poi del Comando della Polizia Municipale. Ad oggi è in stato di abbandono ma, nell’aprile 2021, è stato avviato, dall’ente proprietario, un intervento di restauro di parte della copertura mentre, già nel 2020, a seguito di cedimenti strutturali nella porzione che affaccia sul cortile interno, sono stati effettuati una serie di opere provvisionali di messa in sicurezza.
Il bene conserva alcuni importanti elementi di pregio. Oltre agli apparati decorativi delle due facciate composti dal bugnato e le bifore del piano terra, le cornici interpiano e di coronamento e le edicole che incorniciano le finestre, si riscontra la presenza di alcuni elementi in ferro in stile Liberty. Tra queste si ricordano: la pensilina sul portale di ingresso e i parapetti delle scale e dei balconi. L’ex Albergo San Marco è presente sulla piattaforma “InvestInPiacenza” dopo essere stato presentato all’ultima edizione del Mipim a Cannes nel marzo 2025. Il Comune di Piacenza lo ha rimosso dal piano delle alienazioni delle sue proprietà nel 2022 con l’obiettivo di restituire alla città gli spazi utilizzati dal maestro Giuseppe Verdi e spazi per incrementare l’ospitalità turistica. Già da diversi anni, cittadini e comitati si sono mossi per ipotizzare una riqualificazione dell’ex Albergo San Marco. Nel 2008, Stefano Pareti e William Xerra indirizzarono alle istituzioni piacentine un appello per il recupero dell’edificio. A ottobre 2024 l’ex Albergo San Marco è diventato un set cinematografico per il film “Le stanze di Verdi” di Pupi Avati.





