Sfila l’estrema destra contro gli stranieri: città blindata, tanti arrivati da fuori fotogallery
Bomber neri e parecchie teste rasate, a qualcuno scappa pure il braccio teso, ma lo ritira subito: i tratti identitari dell’estrema destra spiccano soprattutto nell’abbigliamento dei manifestanti che hanno marciato nel pomeriggio del 24 gennaio a Piacenza, provenienti da diverse parti del Nord Italia, soprattutto Brescia e il Veneto. Hanno marciato muniti di bandiere tricolori, sotto l’occhio vigile di un massiccio cordone di forze dell’ordine, presente anche il questore Gianpaolo Bonafini in strada (circa 200 gli agenti giunti da altre città per potenziare il presidio di sicurezza). Per il resto assai pochi piacentini in giro in centro storico, rassegnati a un sabato pomeriggio militarizzato lungo le strade della manifestazione annunciata da qualche settimana.

Chiamati a raccolta dal Comitato per la Remigrazione, una sigla che mette insieme movimenti della galassia estremista come CasaPound e Veneto Fronte Skinheads, e ha formulato una proposta finalizzata a far rientrare nei paesi d’origine i cittadini stranieri che vivono in Italia: non solo i responsabili di reati o gli immigrati illegali, bensì tutti gli stranieri, attraverso sussidi economici e altre forme di incentivo, secondo alcune idee che hanno trovato sponda in Parlamento grazie a esponenti della Lega.

L’unico eletto piacentino avvistato nel corteo, che poco dopo le 16 e 30 ha preso le mosse da via Maculani per imboccare un pezzo di viale Risorgimento, è proprio l’unico consigliere comunale della Lega a Palazzo Mercanti, Luca Zandonella. Per il resto, gli esponenti della destra piacentina si sono ben guardati dal mischiarsi ai manifestanti. Che erano circa 1200 provvisti di servizio d’ordine, per lo più venuti da fuori città: era presente tuttavia un delegazione locale dietro lo striscione nero con scritto “Difendi Piacenza”.
Sul palco allestito in viale Risorgimento Mauro Penna, rappresentante locale del comitato Remigrazione, ha messo in contrasto la Piacenza degli anni Ottanta e Novanta, contro l’attuale spesso protagonista di episodi che rimandano al film Guerrieri della notte.
“Piacenza non ha mai avuto una piazza così bella e identitaria – ha detto Manuel Redaelli di CasaPound Piacenza – la nostra non è solo una proposta di legge ma un atto d’amore per l’Italia”. “E’ ora di cambiare la rotta, anche nei confronti di chi ha protestato stamattina e oggi pomeriggio, e non voleva farci manifestare. L’Italia migliore siamo noi”.
“Siamo contrari all’immigrazione, anche regolare” ha concluso il portavoce nazionale del comitato Paolo Marsella. “Il decreto flussi di questo Governo farà arrivare persone di cui non c’è bisogno. Non ci sono lavori che gli italiani non vogliono fare. Ci sono stipendi che gli italiani non possono accettare”.













Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.