Frenata brusca dell’export piacentino, Confindustria preoccupata “Nel 2026 troppe incertezze”
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Il secondo semestre del 2025 è stato positivo per la manifattura piacentina, ma c’è un segno meno che preoccupa gli imprenditori. Quello dell’export che fa segnare una brusca contrazione di 8 punti percentuali e condiziona pesantemente lo scenario dei prossimi mesi: tre quarti delle imprese prevede che il fatturato non crescerà nel 2026. Non nasconde la preoccupazione il presidente di Confindustria Piacenza Nicola Parenti ai cronisti, convocati nella sede del Cheope per analizzare i dati della congiuntura economica, sulla base del tradizionale sondaggio interno. Interpellate le aziende associate in un campione rappresentativo di 8mila adetti e di circa 4 miliardi di fatturato. “Chiude un 2025 complessivamente positivo – ha fatto notare Parenti – per investimenti, occupazione e fatturato manifatturiero, in salita dell’1,62 per cento. Tuttavia il dato va analizzato bene perchè fondato soprattutto sulla crescita dei consumi interni, con un più 4 %. Quello che preoccupa veramente è la forte frenata dell’export, che scende del 4,4 %, con una perdita secca di otto punti (rispetto al più 4 delle ultime rilevazioni), causata dai dazi e dall’incertezza geopolitica. Siamo a un passaggio delicato anche perché la nostra economia poggia sulle esportazioni. L’Italia deve crescere di più e l’industria ha bisogno di tanti fattori, non basta l’innovazione ma è tutto il sistema che deve supportare un’azienda nella sua competitività”.

“Ci sono elementi che frenano lo sviluppo – ha proseguito Parenti – in primis il costo dell’energia, troppo elevato rispetto ad altri paesi europei, guardiamo ad esempio Spagna che fa meglio di noi, anche perché ha investito tanto sulle fonti rinnovabili e avviato prima la diversificazione energetica. Il rischio è di perdere ancora più posizioni e di chiudere attività economiche. Viviamo in un momento delicato perché le prospettive sono negative e c’è bisogno del contributo di tutti per la difesa delle imprese che sono il patrimonio di un intero territorio”. “La domanda di energia è in aumento – ha aggiunto Parenti – ma sulle rinnovabili l’Italia è ancora indietro, mancano ancora inoltre misure concrete che possano scontare la bolletta. Altro tema molto sentito che emerge dalla voce degli imprenditori ascoltati è l’esigenza di avere figure professionali preparate e la loro carenza sul mercato del lavoro”. “Sul fronte dell’occupazione – ha fatto notare – i numeri sono ancora positivi, registriamo un più due per cento che colloca tra le province migliori della Regione. Anche gli investimenti vanno bene con un incremento del 18,6 per cento”.

Giulia Silva ha illustrato nel dettaglio i numeri della manifattura relativi al secondo semestre 2025. “Il fatturato complessivo fa segnare un più 1,62 per cento ma il dato è composto da due trend opposti: decresce in maniera del 4,40 quello estero, mentre cresce del 4 per cento quello interno. L’occupazione è di segno positivo con il più 2 per cento ma le aziende devono fare i conti con la carenza di personale qualificato. Le note dolenti sono le previsioni per il 2026 segnate dall’attesa di un arresto della crescita in particolare negli ordini esteri, un dato strettamente connesso all’incertezza del quadro internazionale. Le dinamiche del fatturato complessivo sono il frutto di due tendenze divergenti, traina la domanda interna mentre quella estera è negativa con la meccanica che cala vistosamente del 7,7, anche in questo caso pesa l’incertezza nel commercio in particolare con gli Usa. Impatta anche il dollaro fortemente deprezzato rispetto all’euro. Gli investimenti sono cresciuti del 18,6 per cento sostenuti anche dalla riduzione dei tassi di interesse, inoltre incidono le voci di spesa delle opere del Pnrr in coda. Quanto alle previsioni per l’anno in corso, i tre quarti degli imprenditori non si attendono una crescita del fatturato nei prossimi sei mesi, a causa del quadro delicato. Le previsioni sull’occupazione ci consegnano invece un quadro stabile”.
La tabella del fatturato








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