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L’eolico sul Crociglia non convince Confindustria “Fondamentale parlare coi territori”

Confindustria Piacenza aveva un progetto per realizzare piccoli impianti eolici in Val Nure, nei pressi delle due pale già esistenti a Nicelli di Farini e a Groppallo, ma poi non se ne fece nulla. A causa delle difficoltà di trasporto delle strutture, che non passavano lungo quelle strade strette e tortuose. Lo ha ricordato il presidente Nicola Parenti, nel corso della conferenza stampa di presentazione dei dati economici congiunturali , che ha risposto a una domanda sulla vicenda dell’eolico sul monte Crociglia e sull’esigenza di puntare sempre più sulle fonti rinnovabili.

Confindustria Parenti Groppi

“Confindustria non è coinvolta in questo progetto (quello del Crociglia, ndr) – ha precisato Parenti – e non voglio essere frainteso quando sostengo che occorre dire sì a tutto. Ci sono progetti sostenibili che meritano di essere realizzati, altre situazioni che non vanno bene. Quello di Ferriere lo conosco poco, ma credo ci siano leggi che sui crinali impongano situazioni con poco impatto. E comunque se si fa un investimento in montagna ne devono beneficiare prima di tutto i cittadini che vi risiedono, soltanto così è possibile valutare bene e non dire solo no pregiudiziali; al contrario, ci opponiamo alle mere speculazioni. Dobbiamo cercare di mantenere viva la nostra montagna con iniziative, più lavoro e occupazione, entrando nel merito dei progetti”.

Parenti, nel corso della presentazione della situazione economica delle imprese manifatturiere piacentine, ha posto l’accento più volte sul tema dell’energia come fattore competitivo essenziale. L’Italia – è stato rimarcato – è ancora troppo indietro sulle fonti rinnovabili e questo incide anche sul costo in bolletta per le aziende. “Quattro-cinque anni fa – ha ricordato il presidente di Confindustria – avevamo coinvolto i sindaci di Ferriere e Farini nell’idea di ampliare gli impianti con le due piccole pale eoliche già presenti, una a Nicelli e l’altra nella zona di Groppallo. Avevamo ipotizzato di aggiungere qualche pala a quelle esistenti, attraverso la possibilità di creare piccole comunità energetiche e una ricaduta reale sui territori. Di fronte a un progetto così c’era stato l’interesse dei sindaci, non ci fu un’opposizione pregiudiziale. Ma a frenarci sono stati i problemi per far arrivare i pali in alta Val Nure, per la strada quelle strutture non passavano. Questa è la dimostrazione che le proposte possono essere avanzate se c’è la condivisione dei territori”.