Logo
Referendum giustizia, Costa (Fi) per il sì “Non confondere indipendenza con l’immunità”

“Non confondere l’autonomia con una sorta di immunità per la magistratura”. Lo ribadisce il parlamentare di Forza Italia Enrico Costa, a Piacenza insieme al capogruppo in Regione Pietro Vignali, chiamato ad illustrare le ragioni del ‘comitato per il sì’ insieme a Antonino Coppolino, presidente dei Liberali Piacentini e al coordinatore provinciale di Forza Italia Marcello Minari.

“Non mi aspettavo che questo referendum venisse così politicizzato – dice l’onorevole Costa -. Mi occupo da una vita di giustizia e, se da un lato sono contento che di questo argomento non ne parlino solo gli addetti ai lavori, dall’altro mi spiace non veder affrontare nel dibattito quotidiano il merito di questa riforma”. “Sento invece delle cose che sono per me totalmente inventate – continua -, come il fatto che questa riforma rallenterà le indagini e che la politica vuole mettere i piedi nella magistratura. Non c’è nulla di tutto questo: non c’è nessun riferimento a una lesione dell’autonomia della magistratura, anzi la riforma all’articolo 104 ne ribadisce l’indipendenza a meno che non la si confonda con una sorta di immunità. La riforma invece vuole che il magistrato che sbaglia, come tutti i cittadini, sia chiamato a risponderne. La giustizia è credibile se questo avviene, e non se consideriamo gli errori giudiziari dei fisiologici effetti collaterali”.

referendum sì

Il consigliere Vignali ricorda come punto centrale della riforma la separazione delle carriere, tra giudici e pubblici ministeri, nelle indagini preliminari, citando l’esempio di Giovanni Maria Jacobazzi, ex comandante della polizia locale di Parma e dirigente del settore sicurezza, assolto 17 anni dopo essere stato accusato di aver instascato una mazzetta da 5mila euro. “Come risarcimento per una vita rovinata gli sono stati corrisposti 3.200 euro e nessuna responsabilità per quanto è accaduto” ha detto Vignali, a sua volta coinvolto e poi assolto nella stessa indagine. “La riforma non vuole politicizzare la magistratura, anzi proprio il contrario – continua -, e non dover più celebrare la giornata della giustizia negata, ma quella della giustizia garantita”.