“Briciole al cielo”, al Senato il film piacentino che parla dei trapianti
Il film piacentino “Briciole al cielo”, scritto e diretto da Gian Francesco Tiramani per il Cineclub Giulio Cattivelli, è stato scelto per un importante evento istituzionale al Senato della Repubblica. Dopo i tragici fatti di Napoli con la morte del piccolo Domenico al quale era stato trapiantato un cuore danneggiato, c’è la necessità di mettere in luce la positività del sistema trapiantologico italiano che, con i suoi oltre 4.000 interventi all’anno, rappresenta un’eccellenza a livello internazionale. Così, per iniziativa della senatrice piacentina Elena Murelli e del senatore Filippo Melchiorre, il prossimo 28 aprile alle ore 11 nella prestigiosa sala Koch del Senato, si terrà l’evento “Il dono della vita nel sistema trapiantologico italiano”, che ruoterà intorno alla storia positiva del piccolo Giordano, che ha ricevuto un nuovo cuore per continuare a vivere, raccontata proprio dal cortometraggio piacentino.
Per l’occasione sono attesi il presidente del Senato La Russa, il ministro della salute Schillaci, il direttore del Centro Nazionale Trapianti Giuseppe Feltrin, la presidente nazionale AIDO Flavia Petrin, diversi dirigenti delle organizzazioni mediche e delle più importanti strutture sanitarie italiane, dirigenti dell’Aeronautica Militare, parlamentari e rappresentanti delle istituzioni nazionali, regionali e locali ed inviati di diverse testate nazionali. “Dopo il primo calo deciso di consensi alla donazione a seguito delle notizie drammatiche di Napoli, continuare a sottolineare l’importanza della donazione degli organi ha prodotto i suoi frutti con la triplicazione dei consensi mensili rispetto allo scorso anno – sottolinea il regista Gian Francesco Tiramani -. Il sacrificio del piccolo Domenico ha prodotto un miracolo, ma occorre sottolineare comunque il grande valore del sistema dei trapianti in Italia perché ci sono altre 8.500 persone che stanno aspettando la chiamata per il trapianto. Sapere che il nostro film è scelto per illustrare la positività di questo sistema è motivo di grande orgoglio ma affida anche tanta responsabilità nella comunicazione di questi temi così delicati” – conclude il regista.


