Caro carburanti: gasolio sopra i 2,5 euro in A21, in città distributori “economici” presi d’assalto
A dieci giorni dal taglio delle accise, il costo dei carburanti continua a salire. L’impennata del prezzo del petrolio e le varie speculazioni fanno sì che benzina e gasolio costino praticamente come il 18 marzo, ovvero prima che il governo decidesse di ridurre di 24,4 centesimi le accise sul carburante. Se gli altri costi hanno finora “mangiato” il risparmio fiscale, è probabile che dopo il 7 aprile, se la misura d’emergenza non verrà rinnovata, i prezzi saliranno fino a livelli monstre. Nei giorni scorsi a Piacenza i distributori più economici sono stati presi d’assalto: alcuni di questi hanno terminato le scorte di carburante e sono stati costretti a “chiudere” le pompe con un cartello “gasolio e benzina esauriti”.
Il boom del carburante sta facendo verificare in Italia una tendenza anomala: i distributori più cari non sono più in autostrada ma sulla rete stradale ordinaria, in particolare nelle province di Prato, Cuneo e Milano, come evidenzia il Codacons sulla base dei dati forniti quotidianamente dal Ministero delle imprese e del made in Italy. Il prezzo autostradale più alto è sempre sull’A21 Torino-Piacenza, dove venerdì scorso il gasolio ha raggiunto i 2,609 euro al litro al servito. Nelle aree di servizio piacentine lungo l’autostrada dei vini, il prezzo del gasolio va da 2,399 a 2,534 al servito e da 2,074 a 2,179 al self, quello della benzina da 2,089 a 2,249 al servito e da 1,784 a 1,899 al self. Sulla viabilità ordinaria, secondo gli ultimi dati dichiarati, nel piacentino il gasolio va da 1,917 a 2,409 euro e la benzina da 1,645 a 2,069 euro al litro.


