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La sala stampa della Giunta regionale intitolata alla piacentina Grazia Cherchi

Diritti conquistati e da preservare, insieme alla libertà di sognare, di coltivare le proprie aspirazioni e i talenti, di rimanere fedeli a se stesse; l’urgenza di essere rispettate, sempre e sotto ogni aspetto, mai più vittime di nessuna forma di violenza. L’impegno per le altre, per i bisogni di tutte, senza dimenticare fragilità e differenze. Come un filo che si tende e unisce la forza delle donne, di quelle che non ci sono più e hanno lasciato il segno, di quelle di oggi, per le quali accanto a ogni battaglia vinta, ce n’è una in corso e un’altra che deve ancora venire. In occasione della Giornata internazionale della donna, che si celebra l’8 marzo, la Regione Emilia-Romagna lancia la campagna di comunicazione “Una battaglia dopo l’altra” e intitola tre sale di viale Aldo Moro, a Bologna, a tre donne nate in questa terra e che si sono distinte per le loro scelte di vita, i percorsi umani e professionali: Nilde Iotti, Irma Bandiera e la piacentina Grazia Cherchi. La presentazione della campagna e la cerimonia di intitolazione si sono svolte questa mattina in conferenza stampa, alla presenza del presidente della Regione, Michele de Pascale, e dell’assessora regionale a Cultura e Pari opportunità, Gessica Allegni. Sono intervenute, inoltre, la presidente della Fondazione Nilde Iotti, Livia Turco, la presidente dell’Anpi provinciale di Bologna, Anna Cocchi, e la curatrice dell’Archivio Cherchi, Stefania Cherchi, che ha annunciato l’intenzione di trasferire l’intero archivio all’interno della Biblioteca della Regione.

A Grazia Cherchi, giornalista nata a Piacenza nel 1937 e scomparsa a Milano nel 1995, è stata intitolata la Sala stampa della Giunta regionale, al numero 52 di viale Aldo Moro. Cherchi è stata una delle più importanti figure dell’editoria e della critica letteraria italiana del Novecento. Fondatrice, insieme a Piergiorgio Bellocchio, della rivista Quaderni Piacentini, di cui è stata anche condirettrice. Come giornalista lavorò, fra gli altri, per il Manifesto e l’Unità. Rilevante la sua attività di curatrice editoriale per case editrici come Mondadori, Rizzoli e Feltrinelli. Fra gli scrittori con cui collaborò e che tenne a battesimo nel loro esordio letterario, Stefano Benni, Alessandro Baricco, Massimo Carlotto, Enrico Deaglio, Maurizio Maggiani, Dario Voltolini. Tra le sue opere Basta poco per sentirsi soli e Fatiche d’amor perdute.

De Pascale Allegni 8 marzo Michele de Pascale e Gessica Allegni

“I gesti simbolici restano impressi, fanno nascere curiosità, tengono viva la memoria come nel caso della scelta di intitolare a tre grandi donne dell’Emilia-Romagna questi spazi istituzionali – dichiara il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale – perché il loro esempio serva da monito e ispirazione per tutte e tutti noi, racconti alle ragazze e ai ragazzi percorsi illuminati di impegno civile e di passione, di cui abbiamo sempre tanto bisogno. Per questo 8 marzo, abbiamo voluto accendere i riflettori su storie di donne di ieri e di oggi, unite dallo slancio per l’affermazione dei diritti, dalla libertà di essere se stesse, dalle battaglie personali che si fanno collettive. Storie che ci sottolineano – insiste de Pascale- il ruolo decisivo delle donne in ogni ambito della società, in politica, nella cultura, nel lavoro, in famiglia e che ancora richiamano all’urgenza di vedere affermata una piena e concreta parità”. “La nuova campagna ci ricorda che in questi anni, grazie in particolare alla lotta e alle battaglie delle donne, molti passi avanti sono stati fatti, ma che non dobbiamo fermarci – spiega l’assessora alle pari opportunità Gessica Allegni -. L’ultimo dato ad oggi disponibile, relativo al terzo trimestre 2025, indica in regione nella fascia 20-64 anni il tasso di occupazione femminile al 68,7% e quello maschile alll’85,1%, con un gap negativo di circa 16 punti percentuali, un quadro migliore di quello a livello nazionale (57,8% per le donne e 77,2% per gli uomini) dove la differenza sfiora quasi i 20 punti. I numeri ci impongono però di fare di più: le donne sono ancora sovrarappresentate nel part-time involontario e nei contratti precari, e troppo spesso la scelta di lavorare meno ore nasconde un obbligo, non una libertà. Per questo continuiamo a investire su conciliazione, imprenditoria femminile, servizi per l’infanzia e contrasto alle disuguaglianze salariali: non come misure isolate, ma come parte di un approccio trasversale e strutturale che attraversa tutte le politiche regionali”.

INTITOLAZIONE DELLE SALE – La Giunta ha voluto ricordare alcune donne di rilievo per la storia del Paese, dedicando loro tre importanti spazi all’intero delle sedi della Regione: donne emiliano-romagnole che rappresentano ancora oggi un punto di orgoglio per la nostra comunità, esempi per tutti e tutte, in particolare per le nuove generazioni. Da qui, la scelta di intitolare a Irma Bandiera, partigiana, martire, medaglia d’oro al valor militare, l’Aula Magna di viale Aldo Moro 30; a Nilde Iotti, partigiana, figura centrale della politica italiana, la Sala polifunzionale (piano terra, viale Aldo Moro 52), e a Grazia Cherchi, giornalista, autrice e nota curatrice editoriale, la Sala stampa della Giunta (ammezzato, viale Aldo Moro 52). Accanto a ogni sala è stata apposta una targa con la foto e la biografia.

De Pascale Allegni 8 marzo De Pascale Allegni 8 marzo De Pascale Allegni 8 marzo

LA CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE – “Una battaglia dopo l’altra” è il titolo della campagna di comunicazione voluta dalla Regione Emilia-Romagna per l’8 marzo, che comprende un manifesto con l’illustrazione originale della disegnatrice dell’Agenzia di informazione e comunicazione, Agata Matteucci, affisso nei Comuni della regione con più di 15mila abitanti. Inoltre, il progetto include quattro video/reel per i social della Regione, con protagoniste quattro cittadine emiliano-romagnole. Sono Elsa Antonioni, tra le fondatrici della Casa delle Donne di Bologna; Stella Joncoux Pisi, studentessa di Reggio Emilia; Lorena Linari, lavoratrice de La Perla e Zouhaira Mahmoudi, cuoca e ambasciatrice Aiw, Association for the integration of women. In brevi interviste di tre minuti raccontano le loro battaglie vinte, in corso e prossime, condividono impegno, passione, difficoltà, traguardi e sfide future, per se stesse ma in una visione sempre collettiva. Tutti i materiali della campagna sono disponibili al link: https://parita.regione.emilia-romagna.it/

De Pascale Allegni 8 marzo

I NUMERI DELL’OCCUPAZIONE FEMMINILE IN EMILIA-ROMAGNA – Il dato si conferma tra i più solidi a livello nazionale, pur con criticità che richiedono un impegno costante. Il tasso di occupazione femminile nella fascia 20-64 anni si attesta al 68,7%, oltre 12 punti sopra la media italiana (56,5%). Sono circa 875mila le donne che lavorano in regione. Il divario con l’occupazione maschile (83,3%) rimane tuttavia stabile attorno ai 15-16 punti percentuali, segnale che la crescita quantitativa deve essere accompagnata da interventi sulla qualità del lavoro: le donne rappresentano il 28,4% delle occupate in part-time, contro il 5,5% degli uomini, e in 65 casi su 100 la scelta del tempo parziale è dettata da ragioni familiari. Persistono inoltre differenze retributive significative: nel settore privato la retribuzione media annua delle lavoratrici è di circa 9.500 euro inferiore a quella dei colleghi uomini. A fronte di questi squilibri, la Regione ha messo in campo nel 2024 oltre 805 milioni di euro di risorse rendicontate nel Bilancio di genere, con interventi che spaziano dal sostegno all’imprenditoria femminile (9 milioni di euro) alla formazione, dai servizi per la prima infanzia, con il 93,6% dei Comuni che offre nidi e servizi integrativi, al Fondo per la non autosufficienza (550 milioni di euro), che alleggerisce il carico di cura che ricade prevalentemente sulle donne. I dati di contesto e azioni saranno disponibili nel Bilancio di genere della Regione Emilia-Romagna, per la prima volta digitalizzato, che verrà pubblicato on line in occasione dell’8 marzo.

LE BIOGRAFIE DELLE TRE DONNE A CUI SONO STATE INTITOLATE LE SALE

Sala polifunzionale “Nilde Iotti” in viale Aldo Moro, 52 (piano terra)
Nilde Iotti, all’anagrafe Leonilde Iotti (Reggio Emilia, 10 aprile 1920 – Poli, 4 dicembre 1999), è stata partigiana e figura centrale nella politica italiana del secondo dopoguerra. Si avvicinò molto giovane all’impegno politico partecipando alla Resistenza e alla lotta di Liberazione dal nazifascismo. Dopo la Seconda guerra mondiale entrò nel Partito Comunista Italiano e nel 1946 fu eletta all’Assemblea Costituente, chiamata a scrivere la Costituzione del nostro Paese. Nel 1979 divenne la prima donna a ricoprire la terza carica dello Stato, come Presidente della Camera dei Deputati, fino al 1992. Sostenitrice di un’Europa equa e paritaria, ha portato avanti la battaglia per il suffragio universale a livello europeo. Punto di riferimento per le istituzioni, la sua figura resta un simbolo di democrazia, impegno civile ed emancipazione femminile.

Aula Magna “Irma Bandiera” in viale Aldo Moro, 30 (piano terra)
Irma Bandiera (Bologna, 8 aprile 1915 – 14 agosto 1944) è stata partigiana e Medaglia d’oro al valor militare (alla memoria). Una delle figure più coraggiose della Resistenza italiana e della lotta di Liberazione dal nazifascismo. Cresciuta in una famiglia antifascista, dopo l’8 settembre 1943 si unì ai gruppi partigiani come staffetta e collaboratrice. Catturata dai fascisti nell’agosto del 1944, fu brutalmente torturata per giorni senza mai rivelare i nomi di compagne e compagni. Anche dopo essere stata accecata, si rifiutò di parlare. Venne infine fucilata alle porte di Bologna. Il suo sacrificio rimane tuttora simbolo di dignità, coraggio e fedeltà ai valori della libertà e della democrazia.

Sala stampa “Grazia Cherchi” in viale Aldo Moro, 52 (ammezzato)
Grazia Cherchi (Piacenza, 19 luglio 1937 – Milano, 22 agosto 1995) giornalista, scrittrice, editor, è stata una delle più importanti figure dell’editoria e della critica letteraria italiana del Novecento. Fondatrice, insieme a Piergiorgio Bellocchio, della rivista Quaderni Piacentini, di cui è stata anche condirettrice. Come giornalista lavorò, fra gli altri, per il Manifesto e l’Unità. Rilevante la sua attività di curatrice editoriale per case editrici come Mondadori, Rizzoli e Feltrinelli. Fra gli scrittori con cui collaborò e che tenne a battesimo nel loro esordio letterario, Stefano Benni, Alessandro Baricco, Massimo Carlotto, Enrico Deaglio, Maurizio Maggiani, Dario Voltolini. Tra le sue opere Basta poco per sentirsi soli e Fatiche d’amor perdute.

ALBASI (PD) “INTITOLAZIONE A CHERCHI ORGOGLIO PER PIACENZA” – «L’intitolazione della Sala stampa della Giunta regionale a Grazia Cherchi – afferma il consigliere regionale piacentino Lodovico Albasi (Pd) – rappresenta un motivo di profondo orgoglio per Piacenza e per tutti noi. La nostra città ha dato i natali a una figura di altissimo profilo culturale e civile, che ha lasciato un segno indelebile nel giornalismo e nell’editoria italiana. Dedicare a lei uno spazio istituzionale così significativo significa valorizzare una grande piacentina e trasmetterne l’esempio alle nuove generazioni. L’8 marzo è anche l’occasione per ricordare che, accanto ai traguardi raggiunti, restano sfide aperte, a partire dall’occupazione femminile e dal divario ancora esistente. Occorre continuare ad investire, con determinazione ed ogni giorno, per garantire pari opportunità reali, nel lavoro e nella società».