Patrizia Barbieri (centrodestra) “Il mio Sì a una riforma garantista e di buonsenso”
“Se si entra nel merito tecnico della riforma, senza fermarsi alla propaganda e alle derive populistiche della peggior campagna elettorale, risulta del tutto evidente che quella che abbiamo di fronte è una riforma di buonsenso, garantista per l’autonomia e l’indipendenza della Magistratura nonché rispettosa della Costituzione”.
E’ il punto di vista di Patrizia Barbieri, capogruppo del gruppo consiliare di centrodestra Barbieri Sindaco – Trespidi con Liberi e avvocato del Foro di Piacenza. “E’ dall’esperienza professionale maturata negli anni che deriva questa mia convinzione riguardante una riforma che non fa altro che recepire un percorso avviato nel 1989 (riforma Vassalli), alla quale ha fatto seguito nel 1999 l’affermazione del giusto processo inserito nell’art.111 della Costituzione. Il Giudice deve essere terzo e imparziale rispetto alle parti del processo (pubblico ministero, imputato e parte civile). Per questo ritengo che in molti, anche tra quelli che oggi si schierano per il No solo per ragioni politiche, sono ben consapevoli che questa proposta di riforma era attesa e voluta da tanti di coloro che operano nel mondo della giustizia, poiché in tal modo si dà attuazione al giusto processo, si contrastano le ingerenze delle correnti sul CSM (caso Palamara docet), si garantisce indipendenza e autonomia dei magistrati”.
Patrizia Barbieri entra quindi nel merito di uno dei punti nodali della riforma. “Per attuare pienamente la separazione delle carriere è giusto garantire a Giudici e Pubblici Ministeri un proprio CSM al fine di evitare interferenze, e con la garanzia che a presiederli sarà sempre il Presidente della Repubblica”. Riguardo poi all’altro punto focale della riforma, il sorteggio dei componenti per il Consiglio Superiore della Magistratura, Barbieri evidenzia come “fino a pochi anni fa la maggior parte dei componenti l’Associazione Nazionale Magistrati si fosse dichiarata favorevole a questa procedura. E’ inspiegabile sostenere ora che non ci sia garanzia di imparzialità di fronte a un sorteggio. Sarebbe come dire che all’interno della Magistratura ci sono giudici che in quanto tali hanno la capacità di richiedere e comminare pene (ad esempio l’ergastolo), ma che se vengono sorteggiati non vanno bene per comporre il Csm. Una vera assurdità”.


