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“A Piacenza 5.400 pazienti lasciano Cau e Pronto soccorso prima della visita”

“In provincia di Piacenza tra Pronto Soccorso e CAU quasi 5400 abbandoni e accessi tornati ai livelli pre-pandemia. È il risultato molto deludente della riorganizzazione dell’emergenza urgenza”. Lo dichiara il presidente del Gruppo di Forza Italia nell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, Pietro Vignali, commentando i dati 2025 relativi alle strutture di emergenza urgenza attive in provincia di Piacenza comunicatigli dall’Assessorato regionale alle politiche per la salute. “Nel dettaglio, 2.900 pazienti hanno abbandonato i Pronto Soccorso prima della conclusione del percorso, mentre 2479 cittadini hanno lasciato i CAU – ha proseguito il capogruppo regionale forzista -. Complessivamente, nel 2025 si registrano 134.626 accessi tra Pronto Soccorso e CAU, un valore che ha portato il sistema dell’emergenza urgenza piacentino a livelli superiori a quelli del 2019, anno precovid, nel quale gli accessi erano stati 122.989 concentrati tra tre Pronto Soccorso e 2 Punti di Primo Intervento”.

“Nel 2025, invece, sono stati distribuiti tra due PS e quattro CAU: questo significa che non è stata ridotta la domanda, ma che i pazienti si sono spostati da un servizio all’altro incrementando appunto la stessa domanda. La prospettiva attuale è quella di un peggioramento visto che di Pronto soccorso è rimasto solo quello di Piacenza, perché Castel San Giovanni da febbraio che è stato ridotto a CAU come già Fiorenzuola al pari di Podenzano e Bobbio che prima erano PPI. A preoccupare è soprattutto il fenomeno degli abbandoni pari al 4% degli accessi complessivi. Parliamo di migliaia di persone che entrano nel sistema sanitario e lo lasciano senza completare il percorso di cura. Di queste, oltre 3800 non sono nemmeno arrivate alla visita medica. L’analisi dei codici di accesso conferma inoltre che la pressione sul sistema è legata principalmente ai casi meno gravi: oltre il 70% degli accessi è rappresentato da codici verdi e bianchi mentre i codici rossi sono poco più del 2%”. “Non siamo di fronte a un’emergenza in senso stretto – prosegue Vignali – ma a un evidente problema organizzativo. Troppi cittadini si rivolgono a questi servizi per bisogni non urgenti, e il sistema fatica a dare risposte rapide. Chi abbandona, soprattutto nei CAU, presenta nella maggior parte dei casi problemi a bassa complessità e differibili. È forse finito l’effetto CAU, i cui dati iniziali erano stati presentati come nettamente in controtendenza rispetto al resto della regione?”

Il capogruppo annuncia quindi un’interrogazione all’assessore regionale alla sanità: “Si sono moltiplicate sedi ed équipe, con costi molto elevati, ma il risultato è che è stato semplicemente spostato il problema da un punto all’altro del sistema. I Cau complessivamente in regione gravano per 35 milioni di euro sulle finanze di viale Aldo Moro”. “Non possiamo sottovalutare – conclude Vignali – che migliaia di cittadini rinuncino alle cure dopo essersi rivolti al servizio sanitario. Serve un cambio di passo: così il sistema rischia di perdere efficacia proprio dove dovrebbe essere più forte, cioè nella capacità di garantire risposte rapide e appropriate”.