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Bersani “I sovranismi sono una cosa stupida, nella Costituzione c’è l’antidoto alla regressione”

“Le Costituzioni oggi vengono insultate: oggi vediamo la smentita dei valori di convivenza e pace nelle invasioni dei paesi sovrani, nelle stragi di civili, nei massacri a Gaza, nello sfregio al diritto internazionale, e vediamo promulgare leggi razziste sulla pena di morte in un paese che ha vissuto il genocidio. E vediamo la guerra dispiegata in Iran: per la prima volta nella storia va in crisi il mondo dopo un attacco a un solo paese, perché il globo è interconnesso e interrelato. Per questo i sovranismi e i nazionalismi sono una cosa demenziale e stupida”. Alla commemorazione della più importante battaglia partigiana del territorio piacentino, quella di Monticello, l’orazione di Pier Luigi Bersani mette in relazione i valori antifascisti che hanno guidato i padri costituenti e la loro negazione nei fatti che accadono nel mondo al giorno d’oggi. L’ex ministro e parlamentare ha voluto dedicare il suo discorso a Renato Cravedi, il partigiano Abele, ultimo sopravvissuto della battaglia di Monticello, scomparso a ottobre 2024.

La commemorazione della battaglia di Monticello con l'orazione di Pier Luigi Bersani

L’orazione ufficiale di Bersani, ex parlamentare e ministro e oggi presidente dell’Isrec, è stata preceduta dall’introduzione di Nadia Maffini, presidente provinciale Anpi, che ha sottolineato come “il valore della memoria aiuta a plasmare il futuro che vogliamo”. “Questa battaglia di Monticello – ha detto – fu una delle più cruente, e aprì la strada alla liberazione di Piacenza. Ricordiamo uomini semplici che diventarono grandi in questa circostanza”. Dopo la presentazione a cura di Maria Giulia Boccellari, giovane dell’Anpi di Travo, a fare gli onori di casa la consigliera comunale di Gazzola Arianna Razza e la vicesindaca dei ragazzi Anita Dotti, che ha dedicato un pensiero alla commemorazione. Tanti i presenti, tra cui le rappresentanze delle sezioni Anpi e diversi cittadini, il consigliere regionale Lodovico Albasi, sindaci e assessori di alcuni comuni piacentini. La cerimonia si è conclusa con i canti partigiani intonati dal Coro Infrangibile e la “merenda partigiana” preparata dalle sezioni Anpi Travo e Val Luretta.

La commemorazione della battaglia di Monticello con l'orazione di Pier Luigi Bersani

“Qui nell’aprile del 1945 ci fu un colpo di coda delle Brigate nere – ha ricordato Bersani – e cominciò la più grande battaglia della Resistenza piacentina, anche per il tipo di armi che vennero usate. Nonostante il divario fra i gruppi che lottarono, vinsero i partigiani, che tuttavia persero quattro giovani combattenti. Quei morti non videro né il 25 né il 28 aprile ma la vittoria non era lontana e l’avevano nel cuore. L’anno dopo fu luminoso e magico: nel 1946 successero cose storiche come il suffragio universale, con le donne che poterono votare per la prima volta, venne scelta una nuova forma di stato, la repubblica, una forma mai vista nella nostra storia, e poi la costituente, che mise la libertà conquistata attorno a salde radici. Un percorso che le altre potenze sconfitte non potevano neanche lontanamente sognarsi, perché noi siamo stati gli unici, da sconfitti, a poterci fare la costituzione da noi. Questo è il punto, perché gli altri non hanno avuto la resistenza fatta di forze plurali e unite. Il popolo italiano è attaccato ancora oggi alla sua Carta perché è una regola fatta insieme, in famiglia, perché il fascismo è stato un ‘made in Italy’: lo abbiamo inventato ed esportato, e per questo non potevamo che essere noi a redigere la costituzione più precisamente antifascista con regole liberali e spinta all’emancipazione e all’uguaglianza”.

La commemorazione della battaglia di Monticello con l'orazione di Pier Luigi Bersani

Con una riflessione sull’attuale situazione geopolitica, Bersani ha constatato che i valori costituzionali oggi vengono smentiti. “È amaro vedere che tutte le costituzioni oggi vengono insultate, nella convivenza e nella pace che portano. Sta succedendo quanto è avvenuto più volte nella storia – ha detto l’ex ministro – ossia l’affermazione di una politica di potenza e coloniale per il controllo delle materie prime e il dominio sulle fonti di energia e sullo sviluppo tecnologico che si apparenta sugli apparati militari. È sempre successo così nella storia. Sempre è stato accompagnato questo passaggio da un pensiero regressivo, con alcune idee come quella del capo, la nazione su basi etniche, la fine della laicità, spiegano al papa come si dice messa. Che la Meloni concluda il messaggio a sostegno a Orban con le parole ‘Che Dio vi benedica’ la dice lunga su quanto siamo avanti coi lavori. Come le idee negazioniste della scienza e della storia che sono state avanzate in questa fase. Non ci sono scorciatoie, bisogna ripartire dalla battaglia delle idee: quel grumo di idee regressive è lo stesso che ha dato vita al fascismo e al nazismo, anche se le forme non saranno le stesse. Il nostro presidio è facile: ci dobbiamo attaccare alla lettera della nostra Costituzione, perché lì, senza muoverci da un millimetro, c’è un antidoto alla regressione. L’antifascismo permea tutta la nostra Costituzione in tanti articoli, perché è un modello liberale e sociale contrapposto a un modello gerarchico e autoritario. Non va difesa solo di fronte alle braccia levate dei fascisti, la nostra Carta deve consegnare ‘la merce’ dell’emancipazione alle persone. Non ci sono solo diritti astratti nella nostra Costituzione, che ha promesso a ciascuno la possibilità di fare un passo avanti nelle sue condizioni sociali: una democrazia senza avanzamento sociale perde il suo significato”.

La commemorazione della battaglia di Monticello con l'orazione di Pier Luigi Bersani

“Il tema del lavoro è centrale per la tenuta della nostra democrazia“, ha osservato Bersani. “Oggi, per la rivoluzione tecnologica e per alcune leggi che lo hanno frammentato, il lavoro ha perso soggettività. Bisogna ricostruire il suo valore, per la storia del nostro paese non è solo una questione sociale ma di presidio democratico. Nonostante tutto, resto ottimista, perché mi auguro che si comprenda che queste ricette regressive non hanno la risposta ai problemi. Un mondo così interconnesso non può avere una potenza unica che lo domina ma ha esigenza del dialogo e del multipolarismo, perché la disuguaglianza oltre che essere intollerabile è anche stupida. Abbiamo tuttavia davanti una fase rischiosa e difficile, per questo ci vorrà della militanza. Ma non passeranno, perché noi non staremo a pettinare le bambole e la nuova generazione sarà con noi e con loro, i partigiani che hanno lasciato la vita qui”.