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Controlli nei locali della movida: 240 pesone e 4 esercizi al setaccio

Continuano i controlli settimanali e straordinari nelle zone della movida a Piacenza: le forze dell’ordine verificano 240 persone e 4 locali.

Durante la settimana appena trascorsa, con ordinanza del questore Gianpaolo Bonafini sono stati disposti controlli in varie zone della città: stazione ferroviaria e vie limitrofe, Via Colombo, Via Roma, Viale Dante, via IV Novembre, Via Emilia Pavese. Impiegate anche le pattuglie del Reparto Prevenzione Crimine di Reggio Emilia, che nello specifico, unitamente a personale della questura, hanno identificato 175 persone, di cui 47 con precedenti di polizia, e controllato 58 veicoli e 4 esercizi pubblici.

Nella serata di venerdì 17 aprile la questura di Piacenza, come stabilito dal prefetto Patrizia Palmisani nel Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, ha attuato un ulteriore servizio straordinario di controllo esteso a diversi locali della movida piacentina. In particolare, personale della questura, del comando provinciale dei carabinieri, della polizia locale, (per un totale di 13 operatori impiegati) hanno svolto accurati controlli nei pressi di alcuni esercizi commerciali nella zona del centro città, tra il Pubblico Passeggio e il Corso Vittorio Emanuele, estendendoli anche nelle zone di Via Genova, vicolo Barozzieri, Via Campo Sportivo Vecchio e Piazzale della Libertà. Nella serata di venerdì sono state identificate complessivamente 65 persone, di cui 15 con precedenti di Polizia.

In seguito ai controlli effettuati in zona Cheope, un cittadino marocchino e un minore sono stati sanzionati amministrativamente (ai sensi dell’art. 75 del D.P.R. n. 309/1990) come assuntori di sostanze stupefacenti. Nella giornata del 17 aprile 2026, l’Ufficio Immigrazione ha curato l’attività istruttoria per procedere all’espulsione dal territorio nazionale di un cittadino marocchino di 46 anni, scarcerato dalla casa circondariale di Piacenza per fine pena, che è stato immediatamente espulso ed accompagnato presso il Cpr di Gradisca d’Isonzo (Gorizia) per il successivo trasferimento nel paese di origine. Nello specifico, il cittadino marocchino, aveva un profilo di “spiccata pericolosità sociale”, condannato a diversi anni di reclusione per violenza sessuale e per aver provocato un incendio, con diversi precedenti per reati contro la persona, patrimonio e stupefacenti.