Fiazza (Lega) “I fondi statali per la sanità sono sufficienti, ma i servizi non migliorano”
“Ogni volta che segnaliamo un disservizio nella sanità emiliano-romagnola la risposta della Regione è sempre la stessa: servono più soldi dallo Stato. Peccato che i numeri raccontino una realtà molto diversa”. Così il consigliere regionale Tommaso Fiazza, capogruppo della Lega in Assemblea Legislativa, interviene a valle della seduta di Commissione sanità durante la quale sono stati presentati i dati sul finanziamento alle aziende sanitarie. “Lo scorso anno la Regione ha aumentato le tasse ai cittadini per 450 milioni di euro, sostenendo che fosse necessario per coprire il buco della sanità, un buco creato da chi governa questa Regione da decenni. Inoltre durante l’ultima Commissione sanità l’assessore Fabi ha ammesso che le risorse provenienti dal Governo nazionale stanno aumentando”.
Fiazza ricorda che la legge di bilancio statale ha previsto “un incremento complessivo di 4 miliardi per la sanità tra il 2025 e il 2026: livelli di finanziamento mai raggiunti negli anni precedenti”. “Dai dati illustrati in Commissione emerge che solo il finanziamento destinato alle Ausl dell’Emilia-Romagna per il 2026 sfiora gli otto miliardi di euro. Di fronte a cifre di questo livello diventa difficile continuare a sostenere che il problema della sanità regionale sia semplicemente la mancanza di fondi”. “In varie realtà dell’Emilia-Romagna si continua ad assistere al ridimensionamento di servizi ospedalieri, con reparti che vengono depotenziati e servizi che faticano a essere ripristinati nonostante le promesse fatte negli anni. In altri casi si prendono decisioni organizzative presentate come scelte di risparmio, ma che finiscono per creare disagi ai cittadini e allontanare i servizi dai territori”.
“Nel frattempo le liste d’attesa sono diventate un problema strutturale: sempre più cittadini si trovano davanti a mesi, se non anni, di attesa per visite ed esami. Un sistema che di fatto li costringe a rivolgersi al privato, pagando quindi di tasca propria”. “E allora la domanda è semplice: se aumentano le tasse regionali, se aumentano i fondi statali e se solo alle Ausl arrivano quasi 8 miliardi di euro, perché i servizi non migliorano, anzi in alcuni casi peggiorano? Dopo decenni di governi di centrosinistra in Emilia-Romagna la narrazione della sanità modello non regge più: i cittadini pagano di più, ma ottengono sempre meno”.


