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Il professor Cocconcelli ospite del Rotary Fiorenzuola: focus su alimentazione e sicurezza

Il recente riconoscimento della cucina italiana come patrimonio culturale immateriale dell’Unesco è stato al centro della conviviale del Rotary Club Fiorenzuola d’Arda, introdotta dal presidente Rinaldo Onesti, che ha sottolineato come questo traguardo sia il risultato di un sistema alimentare nazionale fondato su qualità, biodiversità e cultura del cibo. Il relatore della serata è stato il professor Pier Sandro Cocconcelli, preside della Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza ed esperto scientifico dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) dal 2003 Al tavolo dei relatori era presente il prof. Francesco Timpano, docente di Politica economica nella stessa sede e Past President del Rotary Club Fiorenzuola d’Arda.

Nella sua articolata relazione, il professor Cocconcelli ha ricostruito l’evoluzione del sistema alimentare, ricordando come prodotti simbolo del Made in Italy – dai formaggi duri padani ai grandi piatti della tradizione – nascano dall’intreccio tra condizioni ambientali, storia produttiva e scambi globali. La stessa pizza margherita o un semplice piatto di spaghetti al pomodoro e basilico, ha osservato, sono il risultato di una lunga storia di “sincretismo alimentare”, in cui ingredienti e tecniche provenienti da continenti diversi si sono innestate su basi locali. L’industrializzazione del cibo e l’esternalizzazione di molte lavorazioni un tempo domestiche (insalate pronte, prodotti in atmosfera controllata, ecc.) hanno profondamente modificato filiere e consumi, pur offrendo ai consumatori convenienza e standard igienici elevati. Da microbiologo e consulente EFSA, Cocconcelli ha messo al centro il tema della sicurezza alimentare, distinguendo tra food security (disponibilità di cibo sufficiente e nutriente) e food safety (assenza di contaminanti microbiologici e chimici). In Europa, ha ricordato, il rischio di ammalarsi a causa degli alimenti è oggi bassissimo rispetto ad altre aree del mondo, grazie a un sistema regolatorio e di controllo unico per ampiezza e rigore, che consente di consumare con un livello di sicurezza prossimo alla certezza statistica. Ha però richiamato l’attenzione sulle forti disuguaglianze globali: centinaia di milioni di persone soffrono ancora di malnutrizione, mentre nei paesi ricchi coesistono sprechi alimentari, ipernutrizione e nuove vulnerabilità legate ai cambiamenti di dieta e di produzione.

Cocconcelli conviviale Rotary Fiorenzuola

Il prof. Cocconcelli ha quindi illustrato l’evoluzione dei rischi, dal controllo dei microrganismi patogeni (come l’escherichia coli produttore di tossina Shiga, responsabile di sindromi gravi nei bambini) fino alle contaminazioni chimiche, ricordando casi storici come la “mucca pazza”, la diossina negli allevamenti suini belgi e le preoccupazioni legate a glifosate, plasticizzanti e residui di fitofarmaci. Ha spiegato come l’Unione europea abbia reagito con un deciso rafforzamento delle norme e dei sistemi analitici, imponendo ai paesi esportatori il rispetto degli stessi standard di sicurezza richiesti ai produttori europei. Di fronte a questi scenari, ha indicato tre attori chiave – consumatori, comunità scientifica e decisori politici – chiamati a cooperare per mantenere elevata la sicurezza senza frenare l’innovazione, dalle nuove tecniche genetiche alle soluzioni per ridurre sprechi e malnutrizione.

Nel dibattito con i soci, numerosi interventi hanno approfondito alcuni nodi sensibili, dalle conseguenze di Chernobyl alla gestione del rischio chimico, fino all’impatto delle grandi intese commerciali e alle condizioni poste dall’Europa ai paesi terzi che esportano prodotti alimentari verso il nostro mercato. Si è discusso anche di glifosate, del ruolo delle nuove tecnologie di analisi nel rilevare contaminanti in tracce e delle tensioni tra tutela della salute, apertura degli scambi e accuse di “barriere non tariffarie” mosse da alcuni paesi in via di sviluppo. Non sono mancati riferimenti al successo del dossier italiano all’UNESCO, costruito sul valore della biodiversità agroalimentare e di un patrimonio culinario che, come ha ricordato Cocconcelli, deve molto anche alle migrazioni italiane e alla capacità del nostro Paese di fare finalmente “gioco di squadra” su un asset strategico come il cibo. Nelle conclusioni, il professor Cocconcelli ha invitato a difendere il modello europeo di sicurezza alimentare, continuando però a investire in ricerca e innovazione e a promuovere un consumo più consapevole, capace di tenere insieme qualità, salute, sostenibilità e lotta agli sprechi. Un messaggio che il Rotary Club Fiorenzuola d’Arda ha voluto rilanciare come contributo alla riflessione pubblica su un tema che incrocia da vicino economia, ambiente e coesione sociale.

Il Presidente Onesti ha concluso la serata donando al Preside alcuni formaggi tipici piacentini e ricordando, tra le altre cose, un appuntamento importante del Club con la Facoltà presieduta dal prof. Cocconcelli, il Premio alla ricerca “Giovanni Zangrandi”, importante imprenditore agricolo e socio del club scomparso da un anno, che il club ha istituito e che assegna un riconoscimento ad un ricercatore della facoltà piacentina che si è distinto per qualità dell’impegno scientifico e dell’impatto sull’agricoltura piacentina.

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