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La morte di Suleman arriva in consiglio. Anelli “Serve riflessione su governance del polo logistico”

La tragica morte di Suleman Muhammad, travolto da un treno regionale lo scorso 2 aprile mentre attraversava i binari per “tagliare” verso il polo logistico e recarsi al lavoro, è approdata in consiglio comunale nella seduta di lunedì 20 aprile con la comunicazione di Matteo Anelli (Piacenza Coraggiosa), che ha voluto portare all’attenzione una questione già evidenziata da sindacati e partiti nelle scorse settimane: la carenza di servizi di trasporto per gli operatori della logistica. “C’è un’immagine che deve interrogarci tutti: un giovane che attraversa i binari nelle prime ore della mattina perché non ha alternative sicure e comode. Questa non è una fatalità – ha detto Anelli – è il sintomo di una carenza di servizi che deve farci sentire, in quest’aula, tutti moralmente un po’ responsabili”. Anelli ha condannato i “beceri commenti” letti in questi giorni sui social network, “che mi hanno fatto vergognare di appartenere a questa città” così come le “nuove e pressanti richieste di spazi per la logistica” da parte di “gruppi imprenditoriali”. “Da una parte c’è l’ignoranza di certa gente e la velocità del profitto e del cemento, dall’altra la lentezza, quasi l’immobilità, nel garantire servizi minimi a chi quei capannoni li fa funzionare”.

“Se migliaia di persone lavorano in un’area, ma non dispongono di percorsi ciclabili sicuri o mezzi pubblici adeguati agli orari dei turni, quel comparto è monco. In tutti questi anni abbiamo creato delle ‘isole’ produttive scollate dalla vita e dalla sicurezza delle persone. A questo punto, senza tanta ideologia, dovremmo porci semplicemente una domanda: siamo davvero in grado di supportare qualsiasi futura espansione logistica?”. La questione, per Anelli, va oltre il tema del consumo di suolo. “C’è il consumo delle vite, c’è un fattore sociale di cui non si può più far finta di niente. Il 60% della forza lavoro della logistica vive in condizioni di precarietà: possiamo davvero ignorare le ripercussioni sociali che questo modello sta avendo e avrà nel prossimo futuro sulla nostra città? Penso che non possiamo continuare a pensare di autorizzare nuovi insediamenti senza chiederci quale prezzo siamo disposti a far pagare al territorio, alla nostra città. Lo sviluppo senza dignità e senza sicurezza non è progresso: è solo crescita numerica a discapito della vita umana. Spesso, e giustamente, in quest’aula dedichiamo minuti di silenzio in ricordo di illustri personalità che si sono distinte a beneficio della comunità. Suleman Muhammad non ha avuto il tempo di diventare una di esse, ma meritava comunque questo omaggio”.

“Chiedo che si apra una riflessione seria e urgente sulla governance del polo logistico – ha detto Anelli -. La responsabilità politica oggi si misura su questo: sulla capacità di mettere la tutela della vita e dei servizi essenziali davanti alla fretta dell’espansione. Dobbiamo delle risposte a Suleman, e le dobbiamo a tutti i lavoratori che ogni giorno percorrono quelle strade invisibili e pericolose. Non lasciamo che Suleman rimanga un nome su un giornale – ha concluso Anelli – ma facciamo in modo che il nostro cordoglio diventi cura, protezione e speranza per chi oggi percorre quelle stesse strade invisibili”. Sulla stessa linea anche Stefano Cugini (ApP) mentre Sergio Ferri (Pd) che ha sottolineato una “questione aperta che le amministrazioni dovrebbero tenere in considerazione” in un “settore della città scollegato in tutti i sensi e privo di servizi”.