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“Segnali positivi dall’Europa nella Torre di Babele del mondo” La lezione di Tremonti

“L’Europa, nonostante tutto, sta venendo fuori”. Parole di speranza, con una punta di ottimismo, da un personaggio politico saldamente ancorato al realismo. Giulio Tremonti, ex Ministro dell’Economia e oggi presidente della Commissione Esteri della Camera dei Deputati, ha parlato di “Guerra o pace” all’Università Cattolica di Piacenza in occasione della Lezione Mario Arcelli. Non in una mattina qualsiasi, quella di lunedì 13 aprile, all’indomani della netta sconfitta in Ungheria di Viktor Orban e nel pieno della tempesta geopolitica causata dal conflitto trumpiano in Iran.

Tremonti per raccontare il presente è partito dalla Bibbia, sottolineando che alla radice del caos c’è un processo di globalizzazione che si è sviluppato in un lasso di tempo troppo compresso. “Per capire in che mondo viviamo bisogna leggere la Bibbia, – ha spiegato – c’è la Genesi e nella Genesi c’è la storia della Torre di Babele. L’umanità è convinta di poter raggiungere la divinità salendo verso il cielo attraverso la torre, la divinità sfidata in questo modo la prende male e fa cadere la Torre di Babele. L’umanità torna alla condizione di prima e quindi ci sono le guerre e i conflitti. Più o meno il mondo che viviamo è questo. E’ finita l’illusione della globalizzazione e siamo tornati a un mondo con dentro disordini di ogni tipo. Ho sempre scritto e detto fin dagli anni Novanta che la globalizzazione era stata la cosa giusta ma in un tempo sbagliato. E così è stato”.

Tremonti lezione Arcelli Cattolica

Il Muro di Berlino è caduto nell’89, l’Unione Sovietica si è dissolta nel ’91, – ha proseguito – e l’illusione è stata che il mercato potesse dominare la realtà e che fosse sopra alla politica dei governi e ai popoli che erano sotto. Così è stato per tanti anni con alcuni effetti positivi. In certe parti del mondo è finita la povertà. Con effetti negativi come l’inquinamento. Diciamo che la cosa giusta è stata fatta in un tempo troppo breve in senso storico, 30 anni sono un periodo molto corto. Questa è la situazione nella quale ci troviamo, bisogna capire che cosa è successo per tentare di evitare le conseguenze più drammatiche”.

L’Europa può avere una fase positiva, – ha evidenziato – è stata un progetto straordinario dopo la guerra. Se guardate gli uomini politici che hanno firmato i trattati di Roma nel ’57 sono figure autorevoli, uomini forti che portano a un tempo facile con il Mercato Europeo e al politica comune. Ma i tempi facili portano a uomini deboli, come quelli che si aggirano da queste parti oggi in Europa. Se guardiamo alla foto di adesso dei leader europei sembra quella di una gita premio. Io credo che il futuro dell’Europa sia dei giovani e che i giovani possano davvero fare l’Europa

Tremonti lezione Arcelli Cattolica

“Però qualcosa di positivo sta tornando. Al 2003 risale la proposta di emettere eurobond per la difesa dell’Europa, – ha ricordato – fu bocciata dalla commisione Prodi perchè era contro l’economia. Ma la reazione più intelligente fu quella del ministro inglese che disse ‘io voto no’ perchè gli eurobond per la difesa sarebbero un atto di ‘nation building’, ovvero l’inizio di un processo di costruzione di unità politica europea. Dopo 23 anni stiamo facendo eurobond per la difesa dell’Ucraina e la sconfitta attraverso elezioni democratiche di Orban indica che quegli eurobond saranno emessi. C’è l’accordo sulle armi nucleari di deterrenza tra Inghiterra e Francia. C’è l’Europa che ha fatto il grande patto sul Mercosur che dà una dimensione geopolitica al nostro continente. Continuano tuttavia anche gli errori: hanno distrutto l’industria dell’auto insieme all’indotto che c’è in Italia, però c’è una norma molto importante che ci lascia tranquilli sulla messa in sicurezza dei tricicli dei bambini. Molte decisioni allora sono un po’ infantili rispetto al dramma che stiamo vivendo, ma l’Europa sta venendo fuori”.

Tremonti lezione Arcelli Cattolica

Per Tremonti anche poche parole di ricordo dell’amico Umberto Bossi, scomparso recentemente: “Insieme siamo stati tante volte qui in provincia di Piacenza, in Val Tidone. Su Umberto posso ripetere l’annuncio funebre che ho fatto sul Corriere che iniziava con queste parole, Va’ Pensiero”.

Il video di Tremonti in Cattolica 

Quattro volte ministro dell’Economia, docente di Diritto Tributario all’Università di Pavia, visiting professor ad Oxford, Tremonti è attuale presidente della Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati. L’ex Ministro è stato tra i pochissimi, in Italia, a leggere la fine della globalizzazione e nel suo ultimo libro, “Guerra o pace” (Solferino, 2025), illustrando con lucidità la posta in gioco per l’Occidente e per l’Europa: il mondo che conoscevamo si è incrinato, e ciò che viene dopo dipende da scelte che stiamo rimandando. Nella Sala Giuseppe Piana del campus di via Emilia Parmense i lavori sono stati aperti da Marco Allena, preside della Facoltà di Economia e Giurisprudenza, il sindaco di Piacenza Katia Tarasconi, ha portato il suo saluto. Le conclusioni sono affidate ad Angelo Federico Arcelli, voce da anni tra le più attente al raccordo tra economia e politica internazionale, e a Francesco Timpano, professore ordinario di Politica economica e direttore del Cespem, il centro studi intitolato alla memoria di Mario Arcelli.

L’incontro è stata anche l’occasione per la consegna del Premio di Laurea Mario Arcelli 2025 alla studentessa Valentina Maffoni.

Valentina Maffoni premio Arcelli

Premio Arcelli a Valentina Maffoni con una tesi sulle concentrazioni bancarie in Europa – Valentina Maffoni, originaria di Soncino, è tra i giovani talenti premiati con il Premio di laurea Arcelli 2025, riconoscimento assegnato a tesi di particolare valore nel campo economico ed assegnato dalla Fondazione Mario Arcelli e dal Centro Studi di Politica economica e monetaria Mario Arcelli dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza con la collaborazione di Intesa San Paolo.
Valentina Maffoni è laureata magistrale con il massimo dei voti (110 e lode) in Global Business Management presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, ha dedicato il suo lavoro di ricerca a un tema di grande attualità: le fusioni e acquisizioni nel sistema bancario europeo. La tesi è stata svolta in Economia internazionale sotto la supervisione del professor Randolph Bruno.

L’elaborato analizza come i processi di concentrazione bancaria influenzino la competitività, la stabilità finanziaria e la redditività degli istituti, mettendo in luce il delicato equilibrio tra efficienza e tutela del mercato. Un contributo che unisce rigore accademico e rilevanza per il dibattito economico contemporaneo.
Il percorso di Valentina è caratterizzato da una forte vocazione internazionale: dopo la laurea triennale in Economia Aziendale, anch’essa conseguita con lode, ha arricchito la propria formazione con un’esperienza Erasmus a Madrid e una summer school alla London School of Economics. Attualmente è inserita nel programma graduate “Strategy & Transaction” di EY a Milano, dove si occupa di operazioni straordinarie e consulenza strategica .

Guidata da una profonda passione per la finanza e il settore bancario, Maffoni rappresenta un esempio di come impegno, competenze e apertura internazionale possano tradursi in risultati di eccellenza. Il Premio Arcelli conferma il valore di un percorso accademico brillante e proietta la giovane laureata verso una promettente carriera nel mondo della consulenza e della finanza globale.
Il Premio è stato consegnato nel corso della Lezione Arcelli alla presenza dell’on.le Giulio Tremonti, del prof. Francesco Timpano, direttore del CeSPEM, del dott. Francesco Arcelli, presidente della Fondazione Arcelli e del prof. Federico Arcelli, fondatore della Fondazione Arcelli.

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