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Sui passi della Resistenza: il trekking urbano mette in scena la storia

Sui passi della storia e della libertà: la Liberazione dai nazifascisti di Piacenza – avvenuta il 28 aprile del 1945 – è anche un percorso urbano che incrocia strade, piazze, monumenti, steli commemorative. Domenica 26 aprile nel pomeriggio tanti piacentini hanno partecipato al trekking urbano SL26, uno dei “Sentieri della Libertà” realizzati dal Museo della Resistenza Piacentina per ricalcare i passi e riscoprire la storia dei partigiani piacentini.

Le tappe sono state animate dalla recitazione degli attori Letizia Bravi e Riccardo Bursi, con il supporto sonoro di Leonardo Tedeschi e la contestualizzazione della storica Iara Meloni. Durante il cammino sono state riscoperte le atmosfere di quei giorni di 81 anni fa, rievocati episodi e circostanze storiche in un momento collettivo di memoria e riflessione sul valore della libertà.

Il trekking urbano sui passi della Resistenza a Piacenza

L’itinerario storico “I Passi della Libertà” è lungo 6,5 km e attraversa il cuore di Piacenza toccando i luoghi simbolo della lotta contro l’occupazione nazifascista, realizzato sulla base del progetto di Letizia Bravi per il Museo della Resistenza Piacentina, in collaborazione con Anpi e con il sostegno del Comune di Piacenza. Iara Meloni ha ricordato l’importanza del contributo delle donne nella Resistenza piacentina: nonostante questo, alle partigiane non fu permesso di sfilare nelle manifestazioni pubbliche subito dopo la fine del conflitto, anche per una diffidenza dei comandi militari. Sarebbero dovuti passare diversi anni per un pieno riconoscimento del loro ruolo anche di combattenti.

Il trekking urbano sui passi della Resistenza a Piacenza

Partendo da Barriera Genova, il tragitto si è snodato attraverso alcune tappe cruciali: il Dolmen di via IV Novembre, monumento ai caduti, Piazzale Veleia e Piazzale Roma, teatro di aspri scontri nei giorni della Liberazione. Il cammino ha proseguito fino a raggiungere Piazza Cavalli, centro dell’insurrezione del 28 aprile 1945, e la Prefettura, dove si sono state rievocate le prime elezioni libere del 1946 e l’esordio delle donne nelle istituzioni locali. Il percorso ha voluto rendere omaggio al coraggio di partigiane e partigiani, documentando il sacrificio degli oltre quaranta caduti per la riconquista della città.