Gragnano intitola un giardino al partigiano Francesco Rossi, deportato a Gusen
È stata inaugurata a Gragnano Trebbiense la targa che ufficializza l’intitolazione di un giardino a Francesco Rossi, partigiano scomparso il 5 maggio 1945. L’assessore comunale Alberto Frattola, autore di un’indagine storica sulla figura del giovane gragnanese (era nato nel 1926), ha spiegato che Francesco Rossi si unì alla divisione “Giustizia e Libertà” nel 1944, fu catturato ad Agazzano durante un rastrellamento nell’autunno e trasferito in Germania. Da quel momento in poi le notizie si sono perse. Solo negli anni ’90 i familiari, che per tanto tempo lo avevano cercato, hanno ricevuto la notizia del ritrovamento dei resti in una fossa del campo di concentramento di Gusen.
La sindaca di Gragnano, Patrizia Calza, nel suo discorso di apertura della cerimonia ha detto: “Con questa intitolazione vogliamo fare doverosa memoria di uno dei tanti ragazzi che hanno partecipato al movimento della Resistenza offrendo il proprio contributo al processo di liberazione del paese e del conseguente ritorno dello stesso alla democrazia. Non avendo notizie della morte per tanto tempo, evidentemente il Comune di Gragnano non si trovò nelle condizioni di ricordare Francesco Rossi così come invece fece per gli altri partigiani gragnanesi, o comunque caduti sul territorio gragnanese. Oggi vogliamo colmare questa lacuna alla presenza dei familiari rimasti e del consiglio comunale dei ragazzi, nonché degli alunni della scuola media, perché sarà loro il compito di portare avanti la memoria di una fase così importante della storia italiana e soprattutto delle persone che presero la decisione di dare il proprio contributo personale anche a costo della vita”.
All’evento era presente, oltre a rappresentanti di Anpi Val Luretta, al vicesindaco di Borgonovo Val Tidone Maurizio Molinelli e a numerosi alpini e cittadini, anche la presidente di Anpi provinciale Nadia Maffini, che ha ricordato, tra l’altro, l’invito di Pietro Calamandrei, Padre della Costituzione, agli universitari milanesi del ’55, di continuare a impegnarsi per renderla viva e per attuarla compiutamente. “Un invito che vale per tutti noi”, ha concluso. Commossi, i familiari di Francesco Rossi hanno ringraziato l’amministrazione, ricordando il dolore dei genitori del giovane partigiano che sono deceduti senza riuscire ad avere alcuna notizia del proprio figlio.






