“Il 70% delle risorse ai progetti strategici” Gli obiettivi della Fondazione in commissione
Più risorse ai progetti strategici del territorio, fino al 70% di quelle erogate ogni anno, e meno alle richieste di finanziamento presentate “a catalogo”: oggi la ripartizione è esattamente opposta, con una quota di finanziamento limitata al 30% per le azioni a lungo termine. E’ uno degli obiettivi esplicitati dal presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano Roberto Reggi, nel corso dell’audizione a Palazzo Mercanti che si è tenuta nel pomeriggio del 14 maggio davanti alla commissione consiliare 3 Cultura e Servizi Sociali. Al centro dell’audizione la programmazione del triennio 2027-29 dell’ente.
Affiancato dal direttore Marco Mezzadri, il presidente Reggi ha esordito sottolineando che nei prossimi tre anni per la Fondazione sarà necessario ridefinire l’attività e “il Comune avrà voce in capitolo nell’orientare le scelte delle nostre erogazioni”. “Iniziamo da qui un percorso di condivisione – ha puntualizzato – con tutti gli enti che esprimono i componenti del consiglio generale, intendiamo interloquire per ricevere suggerimenti e indicazioni utili, e individuare insieme i futuri obiettivi di finanziamento. In questi anni abbiamo cercato di trasformare la Fondazione da una sorta di bancomat ad agente di sviluppo che si affianchi alle realtà del territorio in una logica di sussidiarietà, per far crescere i progetti. Abbiamo agito anche attraverso modalità nuove, mettendo in campo progettualità nostre, come Palazzo Xnl, il nuovo complesso ristrutturato di Santa Chiara (la posa della prima pietra avverrà il prossimo 6 luglio) e la Youth Bank. Altri strumenti fondamentali sono i bandi periodici e i progetti pluriennali (Bibloh, Dalla classe all’orchestra, la scuola Cipomo di oncologia)”.
Reggi ha poi riassunto i fondamentali del bilancio 2025, condizionato dall’andamento dei mercati finanziari: “Noi ci dobbiamo attenere alla regola aurea delle fondazioni, quella di conservare e possibilmente di accrescere il patrimonio, mentre con i rendimenti del capitale finanziario si generano le risorse per le uscite”. “Avevamo preventivato per il 2025 una configurazione delle uscite comprensiva di 3 milioni di costi operativi, imposte e tasse per 1,5 milioni, erogazioni per 5,5 milioni, per un totale di 10 milioni, frutto di un rendimento stimato del capitale pari al 4,3 %. Ma a fine anno il rendimento si è rivelato più elevato fino al 4,82 %, una performance – ha rimarcato Reggi – che ha generato ulteriori 2,2 milioni in più per le erogazioni, arrivate quindi a 7,7 milioni. A fine del 2025 il patrimonio della Fondazione ammontava a circa 430 milioni di euro”.
“Oggi una quota del 30 % dei fondi erogati dalla Fondazione – ha fatto notare – sono orientati strategicamente, il resto delle risorse viene elargito ai progetti a catalogo, l’obiettivo dei prossimi anni è di ribaltare le percentuali, con il 70 % delle risorse indirizzate a progetti strategici e la restante quota per quelli a catalogo. Vogliamo confermare il ruolo della Fondazione sempre più un agente di sviluppo”. “La spesa sul welfare – ha proseguito Reggi – è in costante crescita e ci attendiamo sempre più richieste, oggi dobbiamo riconoscere che non riusciamo a rispondere a tutte le istanze avanzate. Ad esempio sul tema della richiesta di abitazioni in questi anni abbiamo sostenuto progetti che si sono consolidati in particolare per le persone fragili, da ultimo il nuovo cohousing annunciato nel convento di Santa Maria di Campagna . Credo tuttavia che su questo tema occorra unire le istituzioni e altri soggetti privati per offrire soluzioni più ampie, basandoci sulla fiducia degli enti che se lo meritano, che hanno dimostrato nel tempo solidità e tempestività nel rispondere ai bisogni”.
Patrizia Barbieri ha avanzato la richiesta portare avanti il progetto di sostegno degli oratori e quello dei week end di sollievo per le famiglie con persone disabili. “Sono due ottimi progetti che stanno proseguendo, in particolare vorremmo consolidare l’accompagnamento degli oratori” – ha risposto Reggi. Altro tema sollevato durante la commissione riguarda i giovani studenti delle università. “La presenza degli universitari a Piacenza è un elemento fondamentale di sviluppo per la nostra comunità – ha detto il presidente della Fondazione – e quello al convento di Santa Chiara rappresenta il progetto simbolo di questa prospettiva, come luogo di incontro tra giovani, soggetti fragili e città. Nel piano di ristrutturazione del complesso una parte verrà riservata al teatro che verrà progettato dall’architetto Boeri, quello sarà il punto di congiunzione con la comunità cittadina per generare uno scambio di energia positiva”.




