Lettere al direttore
“Il nuovo Franzanti non perda la sua vocazione educativa e sociale”
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Gli imminenti lavori che investiranno il Polisportivo Franzanti nell’ambito della riqualificazione complessiva dell’impianto e la nuova gestione in partenariato pubblico-privato prevista per una durata di 29 anni, desta la preoccupazione di un gruppo di fruitori. Che hanno stilato una lettera per sollevare alcune questioni sulla dimensione non solo sportiva ma anche sociale del complesso adiacente allo stadio Garilli. Ecco il testo della lettera, predisposta – come viene precisato dagli estensori – “dai genitori di ragazzi che frequentano il Centro Franzanti soprattutto la piscina, che ad oggi si trovano a non avere risposte sull’apertura, gestione e ristrutturazione”.
LA LETTERA – Ristrutturazione Centro Franzanti: incertezza tra modernità o esclusione?
Le scrivo in qualità di genitore, facendomi portavoce di una preoccupazione che agita ormai moltissime famiglie piacentine: il futuro nebuloso del Centro Polisportivo Franzanti. Per anni, il Franzanti non è stato solo una piscina, ma un punto di riferimento educativo e sociale. I nostri figli e anche i genitori della mia generazioni, sono cresciuti in questa struttura, affidata ad una Società Activa che, fino ad oggi, ha operato in modo egregio, garantendo professionalità, pulizia ed attenzione verso i piccoli utenti che va ben oltre il semplice servizio commerciale. E’ doveroso sottolinearlo: in un panorama spesso carente, la gestione attuale ha saputo trasformare “il Centro Franzanti” in una Casa della Sport sicura ed accogliente. Siamo tutti d’accordo che il Centro Polisportivo Franzanti abbia bisogno di un ammodernamento delle strutture, necessario per stare al passo con i tempi e garantire standard di sicurezza elevati, dall’altro sorge il dubbio: si è tenuto davvero conto di tutto ciò che il Franzanti rappresenta oggi per Piacenza e Provincia?
Il rischio, quando si parla di grandi interventi architettonici è quello di concentrarsi sull’estetica o sulla redditività dei nuovi spazi, dimenticando la funzione sociale che il centro svolge quotidianamente. Ad oggi, il Franzanti non è solo una piscina, o una palestra, è un ecosistema vivo e fatto di:
– associazionismo locale: realtà che da anni operano sul territorio e che necessitano di spazi accessibili e orari compatibili;
– sport inclusivo: Attività dedicate a persone con disabilità e anziani, per i quali il centro non è solo un luogo di allenamento, ma un fondamentale presidio di salute e socializzazione.
– settori giovanili: centinaia di ragazzi che trovano nello sport un’alternativa sana alla strada e che non possono permettersi un aumento vertiginoso delle rette dovuto a una gestione “Luxury” della struttura.
Rinnovare, non significa necessariamente “cancellare per rifare”. Ci chiediamo se nel piano di ristrutturazione sia previsto il mantenimento delle volumetrie e delle attrezzature adatte a tutte le discipline attualmente presenti. Sarebbe un paradosso se, a fronte di una struttura più bella e moderna, la città perdesse pezzi importanti della sua offerta sportiva e del suo spirito inclusivo. La comunità non ha solo bisogno di nuovi spogliatoi, ma della garanzia che nessuna società sportiva e nessun cittadino venga lasciato fuori dai cancelli. Inoltre, l’estate è alle porte e per molte famiglie che restano in città, la piscina scoperta rappresenta l’unica alternativa per garantire ai bambini svago e attività fisica all’aperto. Vedere messa in discussione la continuità di una gestione come la Società Activa, che ha dimostrato coi fatti e il proprio valore, a causa di lungaggini burocratiche o mancanza di visione, è frustrante.
Chiediamo all’Amministrazione Comunale risposte chiare e immediate. Non vogliamo assistere al declino dell’ennesima struttura pubblica per inerzia. Si faccia il possibile per garantire sia l’apertura estiva e per tutelare chi, in questi anni, ha gestito il centro con competenza e dedizione. Il “Franzanti” deve tornare ai Piacentini.







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