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Lavoro è dignità, sindacati in piazza il Primo Maggio “Senza crescita l’Italia si spegne”

E’ iniziato ai giardini pubblici di via Caduti sul Lavoro il Primo Maggio dei sindacati a Piacenza, con il momento di raccoglimento e omaggio al monumento dedicato alle vittime del lavoro, a ricordare come il tema della sicurezza è ancora senza soluzione. I segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil, Ivo Bussacchini, Michele Vaghini e Francesco Bighi, accompagnati dalle autorità, presente il vicesindaco Matteo Bongiorni, hanno deposto una corona di fiori.

La manifestazione dei sindacati il Primo Maggio

E’ il lavoro dignitoso al centro delle piazze della ricorrenza del 2026: contrattazione, diritti e qualità del lavoro nell’era dell’intelligenza artificiale sono i temi della Festa dei lavoratori promossa da Cgil, Cisl e Uil. «Parlare di lavoro dignitoso il Primo Maggio – hanno spiegato i segretari confederali – è una scelta che si colloca dentro un quadro nazionale segnato da trasformazioni profonde e da una crescente fragilità del lavoro, tra precarietà, bassi salari e nuove forme di sfruttamento che rischiano di radicarsi nel tessuto sociale».

La manifestazione dei sindacati il Primo Maggio

In questo contesto, le organizzazioni sindacali rilanciano dalla Festa dei lavoratori e delle lavoratrici un messaggio politico chiaro: la contrattazione collettiva deve tornare ad essere il perno per garantire diritti, tutele e qualità dell’occupazione. Questo vale ancora di più mentre l’intelligenza artificiale e le innovazioni tecnologiche stanno cambiando in profondità l’organizzazione del lavoro senza essere accompagnate da regole condivise e contrattate.

La manifestazione dei sindacati il Primo Maggio

Nel suo intervento in piazza Cavalli, il segretario provinciale della Cisl Parma Piacenza Michele Vaghini ha evidenziato che “un paese che cresce dello zero virgola è un paese che si sta spegnendo”. Tra i problemi sollevati quello dei giovani in fuga, le donne costrette alle dimissioni, gli over 50 a rischio automazione. Una diagnosi che prospetta una sola cura, a base di crescita, contrattazione e dignità salariale. «Questo è un paese che non cresce da anni» ha esordito Vaghini, senza indorare la pillola. «Dal 2007 in avanti, negli ultimi vent’anni, abbiamo perso un quarto della produzione industriale. Ogni anno escono dall’Italia 37mila persone che cercano lavoro all’estero, in paesi che danno più prospettive, anche sotto l’aspetto professionale, e salari più adeguati rispetto a quelli che si possono trovare qui». Il punto di partenza era una domanda sul fenomeno della fuga dei cervelli, reso ancora più acuto dal dato locale: nel solo 2025, la Cisl di Parma Piacenza ha assistito ben 1.300 dimissioni volontarie, molte delle quali da contratti a tempo indeterminato, la forma contrattuale che un tempo era considerata l’approdo definitivo di una vita lavorativa. Un segnale che qualcosa di strutturale si è rotto nel patto tra lavoratori e sistema produttivo italiano”.

La manifestazione dei sindacati il Primo Maggio

Il secondo asse dell’analisi di Vaghini è stato la demografia. «Ormai si sta arrivando a un rapporto uno a uno tra pensionati e persone che lavorano», ha detto il Segretario, «la situazione è assolutamente molto difficile» Una crisi che tocca direttamente il tessuto produttivo piacentino: le aziende, del polo logistico di Castel San Giovanni, della manifattura, dell’agroalimentare, faticano ormai a trovare manodopera qualificata. Su questo punto Vaghini ha attaccato la demagogia che contrappone lavoratori italiani a lavoratori stranieri: «In questo paese non esiste il lavoro tra italiani e stranieri: deve esistere il lavoro. Se i lavoratori italiani non ci sono per effetto del calo demografico e trovano prospettive all’estero, o si chiudono le aziende o si riduce la produttività nei vari settori. Non è ideologia: è aritmetica.»

Al centro del discorso, il tema della dignità salariale. «I lavoratori cercano qualcosa di diverso all’estero perché hanno salari non adeguati», ha sottolineato Vaghini. «E quando si parla di lavoro dignitoso, il primo pensiero va ai salari.» «Perdere un lavoro a 50 o 55 anni, – ha aggiunto Vaghini – dopo aver svolto esclusivamente la stessa professione per trent’anni, è molto difficile. Se non riqualifichiamo queste persone adesso, e stiamo già perdendo tempo, nei prossimi anni avremo un grosso problema di tenuta occupazionale». «Se questo paese non cresce, – ha concluso – e purtroppo lo stiamo vedendo, non potremo parlare di risolvere i problemi: non potremo parlare di aumentare gli stipendi, di pensioni, di welfare, di sanità. Un paese che cresce con lo zero virgola di Pil è un paese che si sta spegnendo».

La manifestazione dei sindacati il Primo Maggio

I CORTEI – Dalle 9,30 da piazzale Genova ha preso il via il corteo, accompagnato dalla Banda Ponchielli, che ha attraversato il centro storico per raggiungere piazza Cavalli. Qui, a partire dalle 10,30, è in programma l’iniziativa pubblica “Parole, musica e pensieri sul lavoro”, un momento che unisce interventi e musica con la partecipazione dei Lovin’ Mushroom e il coordinamento di Elena Caminati, per coinvolgere la cittadinanza e riportare il lavoro al centro del confronto pubblico anche attraverso linguaggi diversi.

Una seconda iniziativa si tiene a Monticelli d’Ongina, con il patrocinio e la collaborazione del Comune, a conferma della dimensione diffusa della mobilitazione sul territorio. Il ritrovo è fissato alle 9.30 in piazza Matteotti per la formazione del corteo, accompagnato dalla banda con musiche popolari e del lavoro. Alle 10 partirà il corteo che farà tappa per l’omaggio ai caduti, partigiani, di tutte le guerre e sul lavoro, sottolineando il legame tra memoria, diritti e democrazia. La mattinata si concluderà alle 11 nel giardino del Municipio con il comizio a nome di CGIL, CISL e UIL affidato a Federico Ghillani, segretario generale FNP CISL Parma Piacenza.