Logo
Logistica, lungo Po, diritti di costruire: sul Pug al via le domande dei consiglieri

Sviluppo della logistica, trasferimento dei diritti edificatori, parcheggi, waterfront sul fiume Po: sono alcuni dei temi affrontati nel corso della quarta commissione consiliare “Assetto e Territorio” dedicata al nuovo Piano Urbanistico Generale (Pug) e alle controdeduzioni dell’amministrazione alle 470 osservazioni presentate. Dopo le altre sedute riservate all’illustrazione delle proposte di modifica, il 20 maggio la parola è passata ai consiglieri per le richieste di chiarimento e le altre domande più “politiche”.

A rispondere l’assessore all’urbanistica Adriana Fantini, affiancata dai funzionari comunali e dagli estensori tecnici del piano. Matteo Anelli di Piacenza Coraggiosa ha sollevato il tema del futuro dell’area del lungo Po, sulla quale insistono molte osservazioni: “In quel comparto l’amministrazione intende puntare alla realizzazione di una pista ciclopedonale e in più in generale sulla valorizzazione del waterfront, e tuttavia tra le richieste c’è anche quella di realizzare in quella zona un porto commerciale che ha ricevuto un parere parzialmente favorevole. Come mai questa risposta così timida? Dire ‘ni’ non rischia di aprire una breccia alla cementificazione?”. Nella sua risposta, il coordinatore dei tecnici che hanno redatto il nuovo piano Fabio Ceci ha ribadito che “il Pug intende il fronte sul fiume Po a Piacenza come un’occasione di riqualificazione ambientale, da dotare di un’infrastruttura per la mobilità dolce e dedicata al tempo libero; quanto all’ipotesi del porto commerciale, non ci sono previsioni e ogni eventuale decisione è da rinviare alla pianificazione regionale”. L’assessore Fantini ha puntualizzato che se a livello regionale dovesse arrivare la proposta di realizzare un approdo lungo il Po per il trasporto merci su acqua, “abbiamo preferito non precludere questa prospettiva, sappiamo che tra le forme di mobilità sostenibile c’è anche quella fluviale come avviene in tutta Europa, ma in questo momento non c’è alcuna decisione da prendere”.

commissione consiliare Pug

Rispetto al comparto logistico, il consigliere Sergio Ferri (Pd) ha fatto notare come sia stata è stata respinta un’osservazione che chiedeva di individuare una superficie esistente esplicitamente vocata a nuovi insediamenti, per confinare e delimitare eventuali nuovi sviluppi del comparto. “In tema di sviluppo logistico – ha risposto l’architetto Fabio Ceci – sono vigenti le indicazioni contenute nel Piano territoriale di area vasta (Ptav) che pone alcune limitazioni e vincoli dimensionali, riconoscendo tre poli, quello di Le Mose, Castelsangiovanni e Fiorenzuola (Barabasca). Sempre nel Ptav – ha aggiunto – non si individuano nuove aree da destinare alla logistica, insediamenti produttivi si possono realizzare solo in presenza di particolari requisiti di collegamento con le infrastrutture ferroviarie e stradali. Non ci sono neppure nel Pug aree di espansione logistica, perchè non pertiene al suo livello di pianificazione”. E in relazione all’ipotesi di nuovi insediamenti produttivi nell’area del cosiddetto “Bollone” tra Roncaglia e l’autostrada, ha chiarito che tale possibilità è esclusa: “Si tratta di n comparto appartenente alla precedente pianificazione che non è stato confermato, perchè la scelta del Pug è di consolidare le polarità già esistenti, con l’obiettivo di alzare il livello dei servizi e dell’intermodalità della logistica”.

Claudia Gnocchi (gruppo misto) ha chiesto lumi sul meccanismo del trasferimento dei diritti edificatori previsto nel Pug. “Quali sono le aree dove trasferire i diritti edificatori dei proprietari che devono spostarsi secondo le regole della perequazione urbanistica?” – la domanda. Il tecnico Luca Pagliatini ha risposto al quesito in questi termini: “Il meccanismo  prevede che i proprietari delle aree strategiche riconosciute come verde pubblico o foresta verde periurbana possano trasferire altrove i propri diritti edificatori: le possibili aree di ‘atterraggio’ di questi diritti sono collocate all’interno del territorio urbanizzato, compatibili con interventi di trasformazione urbana semplice o complessa, attraverso una nuova costruzione su un lotto libero o tramite un accordo operativo con la successiva convenzione. Le nuove aree edificabili sono comunque assoggettate a un indice di permeabilità vincolante che non può essere derogato”. E’ stato altresì precisato che fino a che non si prefeziona il trasferimento dei diritti, le aree private non possono essere oggetto di interventi.

Altro tema, sollevato da Margherita Lecce (civica Tarasconi), ha riguardato le cosiddette aree di transizione, ovvero quelle superfici al centro di atti di trasformazione urbanistica in passato e ora rimaste in sospeso in attesa dell’entrata in vigore del nuovo Pug. “Ci siamo trovati di fronte – è stato spiegato dai tecnici – a una serie di situazioni con previsioni urbanistiche attuative e diritti acquisiti, anche casi intermedi con le convenzioni scadute e obblighi pertanto non più validi, in altri casi la trasformazione era stata in parte stata completata dal privato ma non conclusa, il tema quindi è stato quello di prolungare i diritti edificatori per dare la possibilità di terminare l’intervento”. Su questo argomento l’assessore Fantini ha specificato che “i piani attuativi residui non convenzionati sono stati analizzati, alcuni dei quali sono stati trasformati in accordi operativi: abbiamo cercato una regola generale per tutti, uno dei criteri privilegiati è quella della capacità di risposta a domanda abitativa per questi piani”.